Il rifiuto di Enrico Nicolini: un gesto d’altri tempi Il rifiuto di Enrico Nicolini: un gesto d’altri tempi
Da ieri sera, come ormai ben saprete, Ivan Juric non è più l’allenatore del Genoa. Fatale è risultata la sconfitta per 5-0 subita dal... Il rifiuto di Enrico Nicolini: un gesto d’altri tempi

Da ieri sera, come ormai ben saprete, Ivan Juric non è più l’allenatore del Genoa. Fatale è risultata la sconfitta per 5-0 subita dal Pescara, una squadra che fino a questo momento non era ancora riuscita ad ottenere i tre punti, se non a tavolino.

Quasi subito dopo l’esonero, quando sono circolati i primi nomi, è arrivata la scelta da parte della società rossoblù per quanto riguarda la nuova guida tecnica. Andrea Mandorlini, che già era stato accostato alla panchina dell’Inter, sarà il nuovo allenatore del Genoa.

Un allenatore con grandissima esperienza nel nostro campionato, la cui ultima avventura da tecnico è stata quella sulla panchina del Verona dal 2010 al 2015. Le reazioni a questa chiamata sono state piuttosto rumorose, con i tifosi del Grifone che non avrebbero particolarmente gradito la scelta di Preziosi, in quanto Mandorlini si è reso protagonista in passato, a loro dire, di alcuni episodi non proprio all’insegna della sportività nei loro confronti.

Un altro fatto curioso e da rimarcare è emerso invece questa mattina, quando quello che era stato il vice di Mandorlini a Verona e al Cluj, e avrebbe dovuto esserlo al Genoa, Enrico Nicolini, ha invece rifiutato l’incarico spiegando la motivazione sui social

 

Mio padre mi ha insegnato tra le tante cose il rispetto per la gente e l'amore per la Samp.Se fossi andato al Genoa…

Posted by Enrico Nicolini on Montag, 20. Februar 2017

 

Un gesto assolutamente non scontato e che anzi, al giorno d’oggi, si vede sempre più raramente e per questo ci sentiamo di fare un applauso alla coerenza e alla fedeltà di Enrico Nicolini.
Un gesto che la Sampdoria, e tutti i suoi tifosi, hanno apprezzato particolarmente e che ci fa capire, se ancora ce ne fosse il bisogno, che una fede calcistica non si può comprare. O almeno, non sempre.

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