Il raccattapalle che salvò la porta dell’Ascoli Il raccattapalle che salvò la porta dell’Ascoli
Qualche giorno fa José Mourinho ha portato agli onori delle cronache il raccattapalle che, fornendo alla sua squadra il pallone in maniera lesta per... Il raccattapalle che salvò la porta dell’Ascoli

Qualche giorno fa José Mourinho ha portato agli onori delle cronache il raccattapalle che, fornendo alla sua squadra il pallone in maniera lesta per battere la rimessa laterale, ha aiutato il Tottenham a segnare il gol del momentaneo 2-2 contro l’Olympiakos.

Solo qualche mese fa, invece, un ragazzino del Liverpool fece il giro del mondo, piazzando in maniera fulminea il pallone sulla bandierina prima della battuta del corner che poi portò al gol del 4-0 nella semifinale di ritorno della scorsa Champions League tra i Reds e il Barcellona.

Insomma, la storia del calcio è piena di raccattapalle che hanno deciso di diventare famosi.

E anche in Italia, naturalmente, abbiamo qualcosa del genere; ma, in questo caso, si tratta di una storia in cui il raccattapalle non si limita ad accelerare il gioco, facendo il suo dovere. No, perché questa è una storia in cui il raccattapalle decide di diventare protagonista mettendoci lo zampino direttamente sul terreno di gioco.

È il 12 gennaio 1975. L’Ascoli sta disputando il primo campionato di Serie A della sua storia, ma le cose non vanno benissimo, visto che i bianconeri sono ultimi in classifica con 7 punti dopo 12 giornate. Ad Ascoli arriva il Bologna di Beppe Savoldi, Giacomo Bulgarelli ed Eraldo Pecci.

Sulla panchina dell’Ascoli c’è un giovane Carlo Mazzone, ma la squadra marchigiana nulla può, in quel pomeriggio, contro i rossoblu emiliani. Il Bologna passa in vantaggio dopo 5′ con Landini, l’Ascoli trova il pareggio con Zandoli al 34′, ma al 40′ Beppe Savoldi firma il nuovo vantaggio dell’Ascoli.

Beppe-gol si ripete a 6 minuti dalla fine, per il gol del 3-1. La partita sembra ormai indirizzata verso uno stanco finale, quando il giovane raccattapalle ascolano Domenico Citeroni, all’epoca tredicenne, decide di entrare nella storia.

Savoldi si invola ancora una volta verso la porta dell’Ascoli, salta il portiere e colpisce il pallone a porta praticamente vuota. Appoggiato al palo c’è il giovanissimo raccattapalle ascolano, che con grande nonchalance mette il piedino in campo e allontana il pallone.

Il difensore dell’Ascoli Castoldi si ritrova il pallone tra i piedi, ha visto tutta la scena, e si ferma un attimo. Uno sguardo fugace al raccattapalle, e poi allontana il pallone.

Incredibilmente, nessuno si è accorto di nulla. Sono tutti convinti che Savoldi abbia colpito il palo, tanto rapido è stato il movimento del ragazzino. L’Ascoli perderà quella partita 3-1, ma Citeroni entrerà comunque nella storia come il primo raccattapalle in grado di evitare un gol.

Il gesto del raccattapalle viene notato solo dopo qualche giorno, visto che, all’epoca, non c’erano tutte le telecamere e tutta l’attenzione mediatica di oggi. La Domenica Sportiva invita Citeroni in studio per una riconciliazione con Savoldi, che avviene con una pacca sulla spalla e qualche risata.

Ironia del destino, a fine stagione Savoldi perderà il titolo di capocannoniere per un solo gol, visto che chiuse il campionato con gli stessi gol di Pulici (17) ma con una partita in più. In pratica, il raccattapalle non portò punti all’Ascoli, ma contribuì, comunque, a riscrivere l’albo d’oro della Serie A 1974-75…

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro