OVEST Kevin Durant 7: lui sarebbe pure un bravo ragazzo, uno di quelli che questa partita la vorrebbe giocare per davvero. Solo che a...

OVEST

Kevin Durant 7: lui sarebbe pure un bravo ragazzo, uno di quelli che questa partita la vorrebbe giocare per davvero. Solo che a furia di stare con Westbrook, finisce per venire trascinato nel calderone Orfei. Riesce comunque a cazzeggiare mantenendo una sorta di sacralità che questo gioco merita, e salva la faccia, almeno ai nostri occhi. Tieni duro, KD. ONESTO

Steph Curry 7,5: vede gente prendere e tirare da 9 metri senza colpo ferire, e pensa: “e che c’è di strano?“. Lui, infatti, quei tiri li prende ogni santo giorno, e li mette pure come bere un bicchier d’acqua. Ordinaria amministrazione, nel dubbio lui fa il suo dovere e alla fine ne mette comunque 6 di bombe, di cui una da centrocampo a fine partita che la regia riesce in qualche modo a perdersi nonostante le 700 telecamere dispiegate sul parquet. A tutto questo aggiunge due schiacciate che, probabilmente, da domani non potrà più permettersi. IN INFRADITO.

Kawhi Leonard 6: eccone un altro che, in questo circo, c’entra quanto una bestemmia in chiesa durante la messa di Natale. Parte, fondamentalmente, da centro titolare dell’Ovest, il che vi fa riflettere sulla strada che sta prendendo il basket. Catechizzato da coach Pop, si astiene da tutte le possibilità di finire in qualche impiccio. Un difensore come lui, e un giocatore educato come lui, qui in mezzo, non sa cosa fare. Prega che finisca presto e porta a casa la pagnotta. SPAESATO.

Kobe Bryant 10: era il suo All Star Game, avrebbe forse meritato una partita un po’ più vera. In condizioni fisiche disastrose, con una spalla che a momenti gli casca in terra, il Black Mamba timbra il cartellino nell’ASG in cui deve lasciare il testimone ai giovani virgulti. Uno come lui, 15 anni fa, queste partite le vedeva come il male perchè c’era poca competizione. Ecco, non propriamente partecipe dal punto di vista tecnico, ma sorriso a tutta bocca per tutta la durata della partita. Prova a prendersi qualche tiro che non ne vuole sapere di entrare, spadella senza pietà, va a prendersi uno contro uno con praticamente chiunque per farsi omaggiare ma non riesce a regalare canestri per gli highlights. Chissenefotte, noi gli mettiamo comunque 10. Nota di merito: è l’unico a non fare il demente con Drake durante la presentazione. LEGGENDA

Russell Westbrook 5: quando c’è da mettere su statistiche, il numero 0 si tuffa come Winnie the Pooh nel barattolo del miele. Nel terzo quarto decide di tirare tutto quello che vede, nel tentativo, poi riuscito di accaparrarsi l’mvp in back to back. Se la partita delle stelle è diventata una sfilata di bimbiminkia, molto è anche colpa sua. Brutto vederlo fare il pagliaccio in giro per il campo, ma sempre meglio che vederlo arrivare conciato nei suoi vestiti folkloristici a inizio gara. Si prende 17 triple, coach Popovich deve essere legato alla panchina per trattenere i suoi istinti delittuosi. Westbrook si prende l’MVP, il coach degli Spurs dovrà bere parecchio per dimenticare questa serata. SENZA VERGOGNA

James Harden 6,5: per lui è Natale. Una partita in cui non si difende nemmeno per errore e si torna indietro fischiettando è letteralmente il Paradiso. Mette 7 triple nella totale indifferenza con la solita faccia di sonno, non mette piede nel pitturato neanche sotto costrizione delle Nazioni Unite, esce dal campo senza perdite. Tornerà a omettere la difesa in contesti meno gioiosi. CASELLANTE FELICE.

LaMarcus Aldridge 5: anche lui, come il compagno Kahwi, non esattamente a suo agio. Prova ad esimersi, ma gli capita in mano più di qualche pallone che proprio non può rifiutare. Riesce pure a prendersi una stoppata, poraccio. Anche per lui, la sirena finale è una liberazione. Sulla via del ritorno, con Popovich e l’amico Kawhi, avranno riguardato a ripetizione i dvd con la compilation degli appoggi al tabellone da 3 metri di Tim Duncan. PESCE FUOR D’ACQUA

Chris Paul 7: approccia la partita con il chiaro intento di non fare un tiro nemmeno per sbaglio. Costretto a tirare nell’ultima azione del terzo quarto, e addirittura a segnare un canestro. In realtà voleva chiaramente appoggiarla all’indietro ad Anthony Davis. Poi siccome a quel punto ha cominciato, mette anche due triple consecutive, già che si trova. 16 assist, tanto per gradire. Non ci riesce proprio a farsi i fatti suoi. ECUMENICO.

Draymond Green 5,5: esordisce sbagliando una reverse con la difesa che si era aperta come il Mar Rosso con Mosè, poi si fa un po’ da parte e nel caos generale si perde un pochino. Lui, senza ombra di dubbio, è un altro di quelli che, se non c’è da fare a botte, si diverte molto meno. AGONISTA

DeMarcus Cousins 6,5: ha tutta l’aria di quello che vorrebbe stare con le palle a mollo in un qualsiasi paradiso tropicale a vostra scelta, invece qualcuno lo costringe, in maniera del tutto improvvida, a partecipare addirittura allo skills challenge, nel quale parte fortissimo perdendo la maniglia al primo palleggio. Affronta la gara con lo stesso spirito e la stessa faccia di chi non ne ha assolutamente voglia nè intenzione. Ah, no, un attimo, è la stessa faccia con cui affronta la vita e ogni singola partita in cui scende in campo. INDOLENTE

Klay Thompson 7,5: uno dei pochi momenti in cui riusciamo a sentirci in pace con questa partita da pazzi scatenati è quando lo Splash Brother di Steph può farci vedere il suo tiro assolutamente perfetto. E, infatti, forse sarebbe stato meglio vedere 48 minuti di Klay che spara carrelli del tiro da 3 piuttosto che tutta questa partita. AMMALIANTE.

Anthony Davis 7: uno di quei giocatori che ci farebbe divertire pure se la partita fosse vera. Regala più di qualche schiacciata che, 20 anni fa avrebbero fatto sospendere la partita per manifesta superiorità, oggi vengono accolti tra gli sbadigli del pubblico. Ne ha ancora parecchi di All Star Game da giocare, comunque, ci sarà tempo per prenders 7-8 titoli da MVP. PROSPETTIVA

Coach Gregg Popovich 10: stoica resistenza al nemico. Uno come lui, per il quale già le interviste tra un quarto e l’altro sono un inutile orpello, viene costretto a sopportare gente che spara tiri senza senso dopo 2 secondi, difensori che si scansano e sette alley oop in un minuto. Essere arrivato a fine gara senza collassare è già un miracolo. Da domani, per riprendersi, mette 120 schemi in più nel playbook degli Spurs. BALUARDO

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