Il pagellone delinquenziale dei Gironi – Seconda parte Il pagellone delinquenziale dei Gironi – Seconda parte
Nigel De Jong: Va detto, non si è reso protagonista di gesti di clamorosa violenza, e di questo un po’ ce ne duole. Parte... Il pagellone delinquenziale dei Gironi – Seconda parte

nigel
Nigel De Jong:
Va detto, non si è reso protagonista di gesti di clamorosa violenza, e di questo un po’ ce ne duole. Parte bene, catechizzando il simulatore Torres nella prima partita, poi si rasserena in maniera inspiegabile. Però, chiunque ami il calcio, non può non ammirare il modo di stare in campo di questo olandese con lo sguardo cupo. 3 partite passate a rincorrere ogni pallone, a mordere caviglie, a recuperare palla e far ripartire la manovra olandese. Ha falciato più gente lui che ciuffi d’erba i (pessimi) giardinieri degli stadi brasiliani, ma, dopo ogni colpo, sempre pronto a dare la mano all’avversario per farlo rialzare. E per ributtarlo a terra pochi secondi dopo. Inspiegabilmente, si rende protagonista quasi sempre nelle vesti del paciere: dove c’è un focolaio di rissa, arriva lui a sedare gli animi. Probabilmente, perchè vuole essere lui a decidere quando è il momento di delinquere. Evidentemente l’ora non è ancora scoccata. Lo aspettiamo al varco. Voto 6,5 GALANTUOMO

FBL-WC-2014-MATCH26-HON-ECU
L’Honduras:
Bisogna dirlo: se fossimo entrati in un carcere di massima sicurezza e avessimo prelevato 23 criminali selezionati, non saremmo comunque riusciti a raggiungere le vette toccate da questo Honduras. Partono alla grandissima, con un primo tempo di delinquenza suprema contro la francia. Wilson Palacios, beniamino dei tifosi dello Stoke, e quindi pure nostro, si fa immediatamente cacciare. Victor Bernardez trova il modo di delinquere anche nel sonno, il resto della squadra abusa del piede a martello, chiunque si sente in dovere di rifilare randellate e legnate a chiunque. Ingiustamente ed immeritatamente lasciano il Mondiale a zero punti, a dimostrazione che nel calcio non sempre chi emoziona fa anche risultato. Ma nel nostro cuore hanno lasciato un segno indelebile. Quasi come quelli dei tacchetti. Voto 41 (BIS): VACANZA PREMIO


Tim Cahill:
Autore di un gol della Madonna nella partita contro l’Olanda, ma non è quello il gesto con cui ricorderemo il mondiale del canguro dai pugni d’oro. Nella stessa partita, infatti, il buon Tim riesce quasi a mandare all’altro mondo Bruno Martins Indi, uno che già di suo non sembrava stare molto bene, con quegli occhi spiritati che lasciavano presagire una crisi convulsiva imminente. Il prototipo dell’attaccante moderno: figlio di madre ignota, gomiti sempre pronti a colpire, testa dura per fare male ai difensori, non solo mettendo il pallone nel sacco, carattere fumantino che tanto ci manda in brodo di giuggiole. L’Australia esce con ignominia da un girone difficile, lui esce a testa, e gomiti, altissimi. Voto 7: SPIGOLOSO

Italy's Marco Verratti fights for the ball with Uruguay's Egidio Arevalo Rios during their 2014 World Cup Group D soccer match at the Dunas arena in Natal
Egidio Arevalo Rios:
 El pequeño gigante. Questo qui fa parte delle cose inspiegabili del calcio, almeno per chi non lo guarda con i giusti occhi. Lo vedi palleggiare distrattamente durante il riscaldamento e ti domandi “ma questo da dove è uscito? Che ci fa su un campo di pallone?” Ecco poi in campo è un’altra cosa e gli avversari se lo trovano incollati ai parastinchi in ogni zona del campo, domandandosi come possa essere pronto ad ostacolare il difensore avversario e 10 secondi dopo essere già a ridosso della rotula del bomber avversario. Ci deve essere una legge della fisica che non conosciamo. Per qualche inspiegabile motivo, ovunque stia per accendersi qualcosa, ovunque qualcuno minacci un suo compagno, ovunque un direttore di gara stia per mettere mano ad un cartellino, entro pochi decimi di secondo lui è lì. Uno che farebbe fatica ad esser docile giocando col pargolo nel giardino di casa figuratevi con che spirito è entrato in campo nella massima competizione per nazioni. VOTO 8,5: INESAURIBILE RANDELLO

hellas
La Grecia:
 ogni volta la compagine ellenica trova un modo sempre più sporco per sfangarla. Il rigore a tempo abbondantemente scaduto, tirato mentre tutti noi trattenevamo il respiro, è già una delle immagini più belle del Mondiale. insieme alle galoppate testa bassa stile mulo di Holebas, ai rilanci nella vicina Bolivia di Sokratis e alle incursioni del loschissimo Panagiotis Kone. Ah si, e ai baffi di Kostas Mitroglou. Ciliegina sulla torta, i 2 cartellini gialli, totalmente immotivati in una partita tranquillissima, di Kostas Katsouranis contro il Giappone. Non vi azzardate a parlarci di noia, anticalcio e amenità varie. Non con noi. Se questa pagina ha visto la luce è anche per rendere omaggio alle Grecia di questo mondo, alle squadre e agli uomini che si arrangiano come possono, si arrabattano e nel modo più impensabile portano a casa la pellaccia. VOTO 8,5: SANGUE, SUDORE E LACRIME

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Giorgio Chiellini:
passiamo alle note dolenti. Oltre all’indecorosa eliminazione dell’Italia, anche i beniamini delinquenziali di casa nostra hanno deluso. Anche Chiellini non ha lasciato il segno in questo Mondiale. Anzi, lui il segno se l’è fatto lasciare da Suarez. Prova a salvare due partite opache con la prestazione contro l’Uruguay, partita trascorsa a terra per circa 80 minuti a lamentare falli subiti, presunti o reali che fossero. Forse anche per questo nessuno inizialmente aveva creduto al morso di Suarez. A costo di essere ripetitivi: un campione vero non avrebbe lasciato uscire Suarez dal campo sulle sue gambe, e non avrebbe lasciato che fosse la FIFA a fare giustizia e a infliggere la sanzione a Suarez. Tra noi, siamo abituati ad esercitarlo in maniera autonoma l’istituto della giustizia. VOTO 5: OPACO

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Arbitri:
Anche i direttori di gara hanno voluto dire la loro in questo Mondiale, probabilmente fomentati dall’introduzione della bomboletta che ai loro occhi deve essere sembrata una sorta di kryptonite. Menzioni speciali per Howard Webb, sempre in splendida forma e sempre in controllo della gara, tranne quando sembra che voglia prendere a pugni qualcuno. Marco Rodriguez, narcotrafficante col fischietto che non ha voluto abbandonare il mondiale senza sventolare un rosso, scegliendo così di cacciare Marchisio immotivatamente (ma, come per Song, non è un’aggravante, ma un di più). Nestor Pitana, il riporto che uccide. Yuichi Nishimura, che dopo aver compiuto il suo dovere nella partita d’esordio, è stato probabilmente congedato e ringraziato con un paio di metri di terra fresca sulla testa e un drappo verdeoro sulla cassa. VOTO 7: SIGNORI

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La mediana della Svizzera (Valon Behrami – Gokhan Inler):
Delusione cocente. Da due come questi ti aspetteresti fuoco, fiamme e calci, la mediana dei rossocrociati era una delle più attese a queste latitudini. Circolava la voce che la croce della bandiera avesse un significato recondito e che la neutralità della Svizzera fosse in pericolo. Poi in campo si rivelano due teneri agnellini. Terminano la fase a gironi senza racimolare nemmeno un cartellino giallo, onta per cui dovrebbero come minimo chiederci scusa. Se ci aggiungiamo un sedatissimo Lichtsteiner che non ha abbattuto neanche un guardalinee, la frittata è completa. C’è da dire a sua discolpa che forse l’esterno della Juve è ancora alla ricerca di Jefferson Montero. L’unica speranza è che si siano conservati la delinquenza per gli ottavi di finale, dove incontreranno un Leo Messi in gran forma, che può essere fermato solo in un modo: male. VOTO 4: INDECENTI

cadamuro
Liassine Cadamuro:
L’ultimo arrivato si guadagna immediatamente un posto nell’Olimpo della delinquenza con un gesto da campione vero, una di quelle cose che su di un campo di periferia possono farti perdere vita, famiglia, affetti e tutto quello che di più caro possiedi. Russia all’affannosa ricerca del gol qualificazione, Algeria che deve tenere il risultato per andare agli ottavi. Pochi minuti al termine, le panchine seguono con trepidazione la gara in piedi a bordo campo. La palla esce in fallo laterale, il giocatore russo sta per rimetterla in gioco ma, colpo di scena, entra in azione il nostro eroe. Bum, palla spazzata in tribuna, probabilmente anche oltre visto che il pallone esce dall’inquadratura per non essere mai più inquadrato. Il modo più romantico, più eroico, più poetico per perdere tempo. Perchè a spazzare dal campo saranno buoni tutti, ma per mandare un pallone nell’iperspazio dalla panchina, ci vuole classe e delinquenza innata. VOTO 9: SANGUE ITALIANO NON MENTE 

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