Il mischione e la teoria del caos Il mischione e la teoria del caos
La teoria del caos è quella cosa che, in parole povere, cerca di spiegare il comportamento di sistemi complessi che non possono essere descritti... Il mischione e la teoria del caos

La teoria del caos è quella cosa che, in parole povere, cerca di spiegare il comportamento di sistemi complessi che non possono essere descritti da leggi matematiche semplici. In pratica, è quella cosa che cerca di sistematizzare e spiegare le situazioni più complesse del nostro universo, quelle imprevedibili, insomma.

La teoria del caos, forse, starebbe bene anche applicata al gioco del calcio. Come quei bei mischioni inverecondi che si vedono su ogni genere di campo. Perchè, se anche il calcio può conoscere diversi gradi di nobilità, diverse categorie, diversi ceti sociali e, purtroppo, diverse retribuzioni economiche, al mischione inverecondo non si può proprio sfuggire.

Un mischione, da fuori, può sembrare brutto, ma racchiude in sè tutto ciò per cui viviamo, tutto quello che rende speciale questo sport. Siamo tutti lì, dopo 90 minuti di partita, in un rettangolo delimitato da delle linee, ad aspettare che il nostro numero 10 butti in mezzo quel pallone. A sperare, guardando il cielo, che proprio quel pallone vada ad incocciare la nostra testa per poi finire alle spalle del portiere.

La nostra testa, ma anche la nostra tibia, il nostro calcagno, il nostro sterno, la nostra spalla, perchè no, la nostra mano. Perchè, in fondo, in un mischione inverecondo, conta qualcosa la parte del corpo con cui spingiamo il pallone?

Il mischione in area di rigore è anche un modo per conoscersi meglio, entrare in intimità con il proprio marcatore, fare insieme un pezzo di strada della propria partita. Perchè forse su certi campi di categoria infima, stringersi la maglia è un segno di rispetto più significativo di una stretta di mano.

Uscire vincitori da una mischia, poi, è una sensazione che forse in pochi possono capire se non l’hanno vissuta sulla propria pelle. Essere lì, in quindici o poco più in area, e metterci lo zampino. Un piccolo tocco, una spinta leggera ma decisiva, un calcetto al pallone e un calcetto al difensore.

E poi, magicamente, oltre la polvere, il pallone supera lento lento la linea di porta disegnata maldestramente da un custode sempre troppo svogliato per disegnarla dritta. E, fuori dal mischione, c’è lei, la gloria. Senza sapere come, abbiamo fatto goal, e anche questa partita, in qualche modo, con l’aiuto della teoria del caos, l’abbiamo sfangata.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

Related Posts

Le 5 possibili rivelazioni della Serie A 2019/20

2019-08-24 13:18:50
delinquentidelpallone

18

German Denis, la Serie C e i richiami del cuore

2019-08-22 23:04:57
delinquentidelpallone

18

Le prime parole di Ribery da giocatore della Fiorentina

2019-08-22 17:19:06
delinquentidelpallone

18

Chi è Hirving Lozano, il nuovo acquisto del Napoli

2019-08-22 07:29:13
delinquentidelpallone

18

Il capocannoniere della Premier League 2019/20 sarà Teemu Pukki

2019-08-17 15:59:49
delinquentidelpallone

18

Lasse Schöne farà divertire i tifosi del Genoa

2019-08-16 22:58:50
delinquentidelpallone

18

Quando Cristian Pasquato segnò 6 gol con la maglia della Juve

2019-08-14 09:43:05
delinquentidelpallone

18