Il miracolo Girona Il miracolo Girona
Nello scorso mese di giugno, una folla in festa si riversava sul prato dell’Estadi Municipal de Montilivi, 10.000 posti a sedere, costruito nel cuore... Il miracolo Girona

Nello scorso mese di giugno, una folla in festa si riversava sul prato dell’Estadi Municipal de Montilivi, 10.000 posti a sedere, costruito nel cuore di Girona, città catalana che all’ultimo censimento non raggiungeva i 100.000 abitanti.

Quella folla festante era lì per celebrare un giorno storico: per la prima volta nella sua storia, da quando era stato fondato nel 1930, il Girona Fútbol Club aveva raggiunto la promozione in Liga e si preparava a disputare la sua prima stagione tra i grandi.

Nove mesi dopo, l’Estadi Municipal de Montilivi sta vivendo un vero e proprio sogno, un sogno che probabilmente nessuno pensava potesse diventare realtà.

Con la vittoria di ieri sera ai danni del Deportivo La Coruna di Clarence Seedorf, il Girona ha scavalcato momentaneamente il Villarreal, e si è issato, pur con una partita in più, al sesto posto della classifica della Liga, quello che vale addirittura un posto in Europa League per il prossimo anno.


E se è vero che manca ancora parecchio alla fine del campionato, è vero anche che la squadra di Pablo Machin – già artefice della storica promozione dello scorso anno – ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per giocarsi la qualificazione alle coppe europee da qui a fine anno.

Con le grandi storiche – Barcellona, Atletico, Real e Valencia – che sembrano destinate ad accaparrarsi i posti Champions, sono in tre o quattro le squadre che potranno puntare a un posto in Europa League. Uno, se lo aggiudicherà il Siviglia, per quanto riguarda l’altro posto invece la lotta sembra ristretta a Villarreal, Girona ed Eibar.

Ma come ha fatto il Girona ad arrivare fin qui, a un passo dal tavolo dei grandi?

Non si può non partire dal suo allenatore, Pablo Machin, praticamente un semisconosciuto. 42 anni, un brevissimo passato da difensore con il Numancia, ha cominciato ad allenare proprio lì, prima da assistente e poi, solo nel 2011, come capo allenatore.

Nel 2014 la chiamata del Girona, portato in Liga lo scorso anno.

Quest’anno, il Girona è stato avversario ostico per chiunque, per la sua capacità di resistere bene agli urti avversari e poi ripartire: a Montilivi è caduto incredibilmente il Real Madrid, nel match che ne ha certificato la crisi in Liga, e non è riuscito a passare nemmeno l’Atletico.

Machin gioca con un 3-4-2-1 molto compatto, e che ha i suoi sfoghi sulle corsie laterali: i giocatori chiave, finora, sono stati l’ex reggino Christian Stuani, che con la sua fisicità e la sua capacità di tenere alta la squadra si è rivelato fondamentale.

E, soprattutto, ha già segnato 15 gol in 23 partite in Liga.

L’altro giocatore chiave per l’exploit del Girona è Portu: il 25enne spagnolo contribuisce con la sua velocità, le sue accelerazioni e il suo ritmo, fondamentali per far ripartire la squadra dopo che si è schiacciata a difesa della propria metà campo.

In sostanza, il gioco di Machin può essere riassunto in una frase che ama ripetere, tanto semplice quanto essenziale: “l’idea è più importante del sistema“.

Uno dei segreti della stagione da sogno del Girona, però, potrebbe essere ricercato – e trovato – anche nei nuovi assetti manageriali.

Da qualche mese, infatti, il club catalano è entrato nell’orbita dei club controllati, seppur non totalmente, dal gruppo che gestisce il Manchester City e altre società satellite: e se pure non sono arrivate le piogge di milioni che vengono destinate alla squadra di Guardiola, si vede già un modo diverso di fare le cose, un’organizzazione più stringente e soprattutto una filosofia di base che regge la squadra.

Non sappiamo se il Girona riuscirà a coronare il suo sogno. Non sappiamo se andrà in Europa League, né se riuscirà poi a ripetere una stagione del genere. Non conosciamo l’epilogo di questa storia, e non sappiamo se potrà essere ricordato come una favola.

Ma, di sicuro, da qui ai prossimi cinquant’anni – almeno – a Girona si ricorderanno eccome della prima stagione della loro squadra tra i giganti della Liga.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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