Il metodo usato da Dudek (e da Rafa Benitez) durante i rigori di Milan-Liverpool Il metodo usato da Dudek (e da Rafa Benitez) durante i rigori di Milan-Liverpool
La finale di Istanbul, quella della Champions League del 2005, è ancora un ricordo parecchio ingombrante per molti tifosi del Milan. Di quella notte,... Il metodo usato da Dudek (e da Rafa Benitez) durante i rigori di Milan-Liverpool

La finale di Istanbul, quella della Champions League del 2005, è ancora un ricordo parecchio ingombrante per molti tifosi del Milan.

Di quella notte, i tifosi rossoneri ricordano soprattutto, con pochissimo affetto, le parate del portiere polacco Jerzy Dudek, che con due respinte nella serie finale di rigori risultò decisivo.

Qualche tempo fa, nel libro “A big pole in our goal“, Dudek ha raccontato che, per quella partita, aveva studiato una sorta di codice segreto insieme a Rafa Benitez, per comprendere meglio le abitudini dei rigoristi del Milan e per provare a procurarsi un vantaggio, come poi è effettivamente successo.

Racconta il portiere polacco:

Rafa era attentissimo ai dettagli, e prima della finale scrisse tutte le informazioni sui rigoristi e tiratori di punizioni del Milan in una lavagna negli spogliatoi. Io e Rafa avevamo lavorato sui rigori per tutta la stagione. Mi disse di dividere la porta in sei quadrati, poi guardavamo i video dei rigoristi avversari e cercavamo di capire in quale dei quadrati era più probabile che tirasse. Nessuno, tranne me e Rafa, sapeva di cosa parlavamo, avevamo il nostro codice segreto dei rigori personale“.

Poco prima dei rigori di Istanbul, il preparatore dei portieri, Jose Ochotorena, presentò a Dudek la lista con i suggerimenti sui tiratori del Milan:

Quella lista sembrava un rotolo di carta igienica. Non sarei mai riuscito a ricordare tutto. Dissi a Ochotorena che prima di ogni rigore avrei guardato verso di lui. Se avesse alzato una mano, mi sarei tuffato a sinistra, se ne avesse alzate due mi sarei tuffato a destra. Ma era un compito difficile, molti giocatori del Milan variavano spesso gli angoli in cui tiravano, e potevo vedere la difficoltà di Ochotorena nel prendere le decisioni ogni singola volta“.

Ma ad aiutare Dudek ci pensò il portiere di riserva, Scott Carson: “in realtà fu Scott Carson che alzò le mani per segnalare il lato verso il quale avrei dovuto tuffarmi. Ocho guardava gli appunti e gli diceva quale braccio alzare man mano che i giocatori del Milan si presentavano sul dischetto“.

A quanto pare, però, Dudek decise di fare di testa sua.

“Mentre aspettavamo la premiazione, Benitez si avvicinò e mi disse, senza lasciar trasparire alcuna emozione: ‘dimmi, Jerzy, perché ti sei tuffato da tutt’altra parte rispetto a dove ti avevamo detto?’. Aveva ragione, perché penso di essermi tuffato almeno tre volte in direzione opposta a quella che mi avevano segnalato dalla panchina. A differenza di Rafa, non avevo fatto caso a questa cosa nel mezzo dei festeggiamenti, ma a questo punto sono felice di essermi tuffato dalla parte sbagliata!

Insomma, una conferma del fatto che si può pianificare tutto quello che si vuole, ma a volte l’istinto prende il sopravvento, e può anche aiutare a vincere partite e – in questo caso – coppe.