Il Lanus è in finale di Libertadores Il Lanus è in finale di Libertadores
Se in Europa in questi giorni si sta giocando la Champions League, considerata la manifestazione più prestigiosa a livello di club, in Sudamerica si... Il Lanus è in finale di Libertadores

Se in Europa in questi giorni si sta giocando la Champions League, considerata la manifestazione più prestigiosa a livello di club, in Sudamerica si stanno disputando le fasi decisive della Copa Libertadores, trofeo che per l’ importanza che gli viene attribuita dalle squadre che vi partecipano possiamo considerare di pari valore.

C’è poi un piccolo particolare che rende la Libertadores una competizione dal sapore speciale, ossia quel tocco di pazzia tipico delle partite in Sudamerica che rende possibili risultati sulla carta impensabili.

Quasi ogni anno si assiste ad una sorpresa, una squadra che contro i pronostici di tutti si fa strada sino alle fasi finali della competizione, andando avanti sorretta quasi da un’aura magica che pervade l’intera competizione.

Se non c’è una vera e propria sorpresa, accade di rado, è facile comunque assistere ad imprese epiche: squadre che ribaltano risultati all’apparenza improponibili, passivi con quattro, cinque, sei gol di scarto nella Libertadores non ti fanno mai dormire sonni tranquilli.




Non ci credete? Provate a domandarlo a quelli del River Plate, ammesso che vi rispondano, dopo quel che è successo in questa folle serata argentina. Quando tutti da questa parte dell’Oceano stavano festeggiando la notte delle streghe a Lanus, siamo nel sud della provincia di Buenos Aires, andava in scena la semifinale di ritorno della Copa Libertadores.

Un derby argentino che vedeva di fronte la squadra omonima della città ed il River Plate, dopo che l’andata si era conclusa con il risultato di 1-0 a favore dei Millonarios, grazie al gol realizzato da Scocco a dieci minuti dalla fine.

Un risultato che indubbiamente vedeva favorito il River, forte anche della porta inviolata tra le mura amiche, ma che lasciava aperta qualsiasi possibilità per la partita di ritorno.

All’Estadio Ciudad de Lanus non c’è una singola persona che non crede alla possibilità di rimonta, lo testimonia l’atmosfera incredibile che si respira al momento dell’ingresso delle squadre in campo, il “Recibimiento” come lo chiamano da quelle parti. Se quello del Monumental, nella partita di andata, aveva lasciato tutti a bocca aperta lo stesso si può dire per questo.

Con la gente che ti spinge in questo modo dalle gradinate sei obbligato, quasi moralmente oseremmo dire, a dare tutto sul terreno di gioco: una carica in grado di livellare i valori in campo e trasferire la contesa su una sorta di ring pugilistico, dove tutto può succedere e basta una giocata per indirizzare a proprio favore l’incontro.

Peccato che la giocata, anzi le giocate, le metta a segno il River Plate che dopo 23 minuti di gioco è già in vantaggio di due reti: Scocco su rigore e Gonzalo Montiel portano avanti i Millonarios che, forti della vittoria tra le mura amiche, pensano di avere la partita in tasca.

Tre gol, che pure appaiono improbabili, non basterebbero: il Lanus, per approdare in finale, dovrebbe farne addirittura quattro. Impossibile? Non proprio, siamo pur sempre in Copa Libertadores. State a sentire.

Proprio sul finire del primo tempo, dopo che il River è andato vicinissimo un paio di volte al terzo gol, Jose Gustavo Sand, da quelle parti per tutti Pepe, accorcia le distanze e rinvigorisce la fiammella della speranza.

Si ritorna in campo e di nuovo lui, Pepe Sand segna subito il gol del pareggio, facendo esplodere lo stadio. L’impressione che si respira, anche attraverso uno schermo figuratevi dal vivo, è che possa succedere di tutto. Passano 10 minuti e l’altro attaccante del Granate, Lautaro Acosta, deposita in rete un invito al bacio proveniente dal compagno Alejandro Silva. Siamo 3-2: un gol e vorrebbe dire impresa.

Il gol rischia di farlo il River che, sugli sviluppi di un corner, colpisce il palo e forse proprio in quel momento i Millonarios realizzano che toccherà a loro piangere in quella “Noche de Brujas”.




Passano infatti pochi minuti e viene concesso un rigore a favore del Lanus: sul dischetto va Alejandro Silva, colui che ha servito l’assist per il terzo gol e sulla carta sarebbe un difensore. La rincorsa è stranissima, di quelle che solitamente preludono ad una triste figura. Il risultato no, è ottimo: portiere da una parte pallone dall’altra. È il quarto gol, quello che manderebbe il Granate finale.

C’è solo tempo per qualche cartellino: un giallo per i padroni di casa e uno per il River, che diventa rosso per somma di ammonizioni. L’espulsione di Ignacio Fernandez è la parola fine su un’impresa epica che rimarrà nella storia del calcio Sudamericano: il Lanus approda, per la prima volta nella propria storia, in finale di Libertadores.

L’impazzimento è generale, come testimoniato dal tweet senza senso dell’account ufficiale della squadra. Senza senso proprio come l’impresa del Granate, che aspetta di conoscere l’avversario nella sifda di questa notte tra Gremio (vittorioso 3-0 all’andata in Ecuadord) e Barcelona Sporting Club.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo