Il Kosovo è la sorpresa delle qualificazioni a Euro 2020 Il Kosovo è la sorpresa delle qualificazioni a Euro 2020
Ieri sera Elbasan Rashani, attaccante dei norvegesi dell’Odd, ha scritto un pezzettino di storia della nazionale kosovara, ma soprattutto ha mandato in estasi un intero... Il Kosovo è la sorpresa delle qualificazioni a Euro 2020

Ieri sera Elbasan Rashani, attaccante dei norvegesi dell’Odd, ha scritto un pezzettino di storia della nazionale kosovara, ma soprattutto ha mandato in estasi un intero popolo.

Il Kosovo, nazionale che disputa incontri ufficiali solo da 3 anni, ha vinto la sua prima partita nel percorso di qualificazione a Euro 2020, e lo ha fatto in casa della Bulgaria, proprio grazie al gol di Rashani, arrivato al 93′ di una partita tesa, intensa, vera, terminata 3-2 per gli ospiti.

Nel girone di qualificazione, il Kosovo non ha mai perso: in 3 partite ha raccolto 5 punti, frutto di questa vittoria con la Bulgaria, di un pareggio 1-1 ancora contro i bulgari e del discusso pareggio in casa del Montenegro.

Proprio la partita contro il Montenegro è passata dal calcio alla cronaca per questioni che sconfinano dallo sport e finiscono in una ferita ancora drammaticamente aperta, quella della guerra dei Balcani. Il commissario tecnico della nazionale montenegrina, Ljubisa Tumbakovic, si è rifiutato di allenare la squadra nel match contro il Kosovo, per un motivo piuttosto semplice. Lui è serbo, e la Serbia non riconosce il Kosovo.

Tumbakovic è stato licenziato in tronco dalla federazione del Montenegro, ma la tensione tra Serbia e Kosovo rimane ancora molto alta, anche in questi giorni, con l’incubo di un conflitto armato che potrebbe far ripiombare nel caos la zona dei Balcani.

Dal giugno del 2016, però, il Kosovo è affiliato alla UEFA e alla FIFA, e da quel momento ha cominciato a giocare le competizioni ufficiali. La nascita della nazionale kosovara ha creato più di qualche tensione: il Kosovo si è autoproclamato indipendente dalla Serbia nel 2008, ed è stato riconosciuto da 102 stati membri dell’ONU, con l’eccezione proprio della Serbia e della Russia, suo influente alleato.

Da quel momento il Kosovo ha avuto una sua nazionale, ma il percorso per arrivare a giocare gare ufficiali si è concluso solo qualche anno fa, quando nel 2016 ha potuto partecipare alle qualificazioni Mondiali (nel girone con Croazia, Finlandia, Islanda, Turchia e Ucraina). Quel girone si concluse senza troppa fortuna, con il momento peggiore rappresentato dalla sconfitta per 6-0 contro la Croazia.

Nel 2018, però, sulla panchina del Kosovo è arrivato Bernard Challandes, che ha rivoluzionato la squadra. Il Kosovo ha potuto pescare in un bacino di giocatori provenienti un po’ dappertutto, proprio per via della sua storia politica. Negli anni del conflitto e dell’indipendenza, infatti, i cittadini kosovari, almeno quelli che non furono costretti a vivere nei campi profughi, si divisero tra Albania, Svizzera, e anche tra i Paesi del Nord Europa.

Il Kosovo avrebbe potuto contare anche su calciatori di un certo livello internazionale, se il regolamento avesse previsto che chi aveva già giocato con altre nazionali avrebbe poi potuto cambiarla, almeno nel caso del suo Paese d’origine: Shaqiri (che dopo l’esultanza contro la Serbia ai Mondiali non può più mettere piede in quelle zone…), Behrami, i fratelli Xhaka, Hetemaj, Januzaj.

In ogni caso, il Kosovo ha tirato su una squadra piena di giocatori interessanti. C’è Milot Rashica, c’è Valon Berisha, c’è il portiere Ujkani e ci sono tanti talenti, il centravanti Muriqi, il centrocampista Zeneli, e Benjamin Kololli (sì, quello dello Zurigo che volò nel fossato dopo un rigore segnato in Europa League…). Challandes ha impostato un 4-2-3-1 molto offensivo e propositivo, e la nazionale del Kosovo è sbocciata in pieno: basti pensare che è imbattuta da ben 14 partite.

Il Kosovo ha dominato il suo girone nella Nations League, guadagnandosi la promozione in Lega C, segnando 15 gol (miglior attacco di tutti i gironi e di tutte le Leghe) e adesso sogna addirittura di arrivare a Euro 2020. Il suo girone sarà sicuramente vinto a mani basse dall’Inghilterra, ma alle sue spalle Repubblica Ceca, Bulgaria e Montenegro non sembrano essere avversari così insormontabili per la giovane nazionale balcanica, che ha già dimostrato di saper essere competitiva.

Il sogno degli Europei, per una nazionale (e una nazione) dalla storia travagliata come il Kosovo, sarebbe qualcosa che andrebbe davvero molto oltre il solo calcio.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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