Il gol più bello dei Mondiali del 2006 Il gol più bello dei Mondiali del 2006
Se chiudiamo gli occhi e pensiamo a quell’estate del 2006, ognuno di noi ha delle istantanee ben precise, quasi tutte relative ai medesimi istanti:... Il gol più bello dei Mondiali del 2006

Se chiudiamo gli occhi e pensiamo a quell’estate del 2006, ognuno di noi ha delle istantanee ben precise, quasi tutte relative ai medesimi istanti: l’autogol di Zaccardo, il rigore di Totti contro l’Australia, Grosso e Del Piero contro la Germania, Trezeguet che prende la traversa e Cannavaro che alza la coppa al cielo, per citarne solo alcune.

Nella nostra (giustificatissima) concezione azzurrocentrica di quel Mondiale, è facile perdere di vista momenti per noi non altrettanto memorabili, ma che meritano di essere ricordati. Tra questi c’è sicuramente l’incredibile gol realizzato da Maxi Rodriguez nell’ottavo di finale tra Argentina e Messico, tranquillamente definibile la rete più bella dell’intera competizione, della quale oggi ricorre il tredicesimo anniversario.

L’Argentina di Pekerman arriva agli ottavi come una delle favorite per arrivare in fondo ai mondiali: pur con una difesa non certo granitica, imperniata su Gabriel Heinze, l’Albiceleste da metà campo in su è una squadra solida, con Cambiasso e Mascherano, ma anche creativa, con Maxi Rodriguez e Riquelme a suggerire per le punte Crespo e Saviola.

Il giovanissimo Leo Messi è ancora una riserva di lusso. Il Messico di Ricardo la Volpe, tecnico che in seguito riceverà fama da ogni parte del globo per la sua famosa “salida”, l’idea di abbassare un centrocampista al livello dei centrali difensivi per favorire l’uscita della palla da dietro, schiera una squadra che non ha molto da perdere, con Rafa Marquez a guidare il bunker difensivo e un ancora giovane Guardado in mediana.

La partita di Lipsia è molto più equilibrata di quanto ci si poteva attendere, ben preparata da La Volpe, e a pochi minuti dal fischio iniziale è proprio il Messico a passare grazie alla rete del “Gran Capitan” Marquez, sugli sviluppi di un calcio piazzato. L’Albiceleste riporta quasi subito il risultato sul pari grazie a un’autorete di Borgetti, che batte il proprio portiere nel tentativo di anticipare Crespo, ma a fare la gara è la Tricolor, la cui disposizione tattica manda in crisi il dispositivo offensivo di Pekerman, mentre in contropiede Borgetti e Fonseca chiamano più volte il portiere Abbondanzieri agli straordinari.

La gara giunge sino ai supplementari, l’Argentina sembra poter capitolare da un momento all’altro, ma al 98’ ecco il coniglio da cilindro di Maxi Rodriguez: l’esterno dell’Atletico Madrid viene servito con un pallone alto sullo spigolo di destra dell’area di rigore, addomestica la sfera col petto e, al volo, lascia partire un mancino per il quale non esistono aggettivi.

Ai quarti di finale ci va l’Argentina.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11

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