Il giorno in cui nacque il gol alla Del Piero Il giorno in cui nacque il gol alla Del Piero
Sono pochi i campioni che possono vantare un marchio di fabbrica, un colpo che a loro viene inequivocabilmente legato e che i bambini provano... Il giorno in cui nacque il gol alla Del Piero

Sono pochi i campioni che possono vantare un marchio di fabbrica, un colpo che a loro viene inequivocabilmente legato e che i bambini provano a replicare giocando per strada, in spiaggia, con gli amici.

Ancora meno sono i campioni che, a quel marchio di fabbrica, possono dare una data di nascita ben precisa, un momento che, come un big bang o l’esplosione di una stella, identifica la nascita di tutto.

Alessandro Del Piero è uno di quei fortunati, e il 13 settembre del 1995 è il giorno in cui, convenzionalmente, nasce quello che è passato alla storia come “il gol alla Del Piero“.

Un gol che non c’è nemmeno bisogno di descrivere, quattro parole che richiamano alla mente un gesto quasi poetico: l’attaccante che raggiunge il vertice sinistro dell’area di rigore, che si accentra, e accarezza la palla con il piede destro, disegnando una parabola sinuosa che finisce – ineluttabilmente – alla sinistra del portiere, preferibilmente in quello che viene chiamato convenzionalmente “sette“, più banalmente il punto di intersezione tra il palo e la traversa, quello in cui i due legni si baciano.

Il 13 settembre, al Westfalenstadion di Dortmund, la Juventus di Marcello Lippi sta giocando contro i padroni di casa del Borussia, che sono passati in vantaggio dopo 30 secondi, ma sono stati raggiunti dal gol di Padovano al 12′.

Il minuto che ci interessa, però, è il numero 37. Alessandro Del Piero raggiunge un pallone passatogli in profondità da Paulo Sousa, quasi all’altezza della bandierina del corner. Invece di mettere in mezzo il pallone, risale il campo contromano, dirigendosi verso il vertice sinistro dell’area di rigore, braccato da Jurgen Kohler.

Ale prova a liberarsi dalla marcatura del difensore tedesco toccando ripetutamente il pallone con il destro, sterzando e portandoselo sul sinistro, girandosi di nuovo con gli occhi di fronte alla porta del Borussia. Il tocco con il sinistro, però, è solo uno specchietto per l’allodola Kohler, che abbocca, e cambia postura.

In un attimo, il pallone è nuovamente sul piede destro, quello con cui Pinturicchio abitualmente dipinge le sue tele, e un attimo dopo è già partito verso la porta di Klos. Il resto della storia, bene o male, lo conoscete, ma se proprio volete saperlo, finisce con il pallone che, curvandosi, finisce la sua corsa nella porta del Westfalenstadion, zittendo il pubblico giallonero.

Alessandro Del Piero ancora non lo sa, ma quello è il momento in cui è nato il gol alla Del Piero. Non è certamente il primo che l’attaccante della Juventus segna così, ma è una somma di tante cose a far dire che quello diventerà il suo marchio di fabbrica.

Uno può essere un gioiello, due possono essere una coincidenza, dal terzo in poi, tutti capiscono che quella parabola diventerà un simbolo universalmente riconoscibile, il gesto che tutti affiancheranno al nome del futuro capitano bianconero.

E non è un caso se quel gol arriverà in uno stadio che per Ale si confermerà speciale, undici anni dopo quel 13 settembre del 1995: non nella stessa porta, ma nell’altra, quasi a voler chiudere un cerchio. La porta in cui Del Piero infilerà il pallone del 2-0 alla Germania nella semifinale mondiale del 2006, non certo il suo gol più difficile, né il più bello. Ma sicuramente uno di quelli che non scambierebbe con nulla al mondo.

Ma senza quel gol del 13 settembre del 1995, probabilmente, la storia di Alessandro Del Piero sarebbe stata diversa.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro