Il fattore campo funziona anche a porte chiuse? Il fattore campo funziona anche a porte chiuse?
Ormai lo abbiamo capito, e forse faremmo meglio ad abituarci a questa situazione. Nei prossimi mesi, a meno di clamorose inversioni di tendenze al... Il fattore campo funziona anche a porte chiuse?

Ormai lo abbiamo capito, e forse faremmo meglio ad abituarci a questa situazione.

Nei prossimi mesi, a meno di clamorose inversioni di tendenze al momento difficilmente ipotizzabili, il calcio potrà andare avanti solo e soltanto disputando partite a porte chiuse, come si sta già facendo in Germania e come si dovrebbe fare a breve in Spagna e (si spera) in Italia.

In Bundesliga oggi si concluderà la terza giornata giocata senza pubblico sugli spalti, e, oltre alle nostre personalissime impressioni, possiamo provare a tirare già qualche somma.

La domanda che tutti si fanno, in questo periodo, è una: ma con le partite a porte chiuse, il fattore campo funziona ancora?

Una delle leggi non scritte del calcio è che il pubblico, dodicesimo uomo in campo, può influenzare il risultato di una partita. Non direttamente, ma l’influenza a livello psicologico ed emotivo degli spalti su chi va in campo è sempre stata considerata determinante, almeno a livello di pressione da affrontare.

Le cose rimangono uguali anche quando si gioca senza pubblico? Per cercare di dare una risposta a questo interrogativo, abbiamo fatto una cosa semplice: abbiamo visto come sono andate finora le cose in Bundesliga.

Fino ad oggi sono state giocate 22 partite in Germania, un campione statistico sicuramente non proprio significativo, ma che può già aiutare a capire qualcosa.

Bene, in queste 22 partite solo 3 volte ha vinto la squadra di casa: il Borussia Dortmund contro lo Schalke, l’Hertha nel derby di Berlino contro l’Union e il Bayern contro l’Eintracht. Tre partite in cui, in ogni caso, la squadra di casa era già favorita dal pronostico, viste le rose.

In totale, sulle 22 partite disputate ci sono stati quindi 3 successi interni (13%), 7 pareggi (31%) e ben 12 vittorie esterne (54%). Se consideriamo che, fino al momento dell’interruzione, in media in Bundesliga le squadre in casa vincevano il 41% delle volte e quelle in trasferta solo il 37%, si può già notare una certa inversione di tendenza.

È comunque presto per dire se l’impatto del fattore campo sia sostanzialmente annullato dalle porte chiuse, visto che come detto il campione statistico è ancora basso e le variabili che entrano in gioco dopo una sosta così lunga sono tantissime.

Per provare a fare un confronto, potremmo vedere a quello che è successo in Zweite Liga, la seconda serie del calcio tedesco. Lì, per esempio, le percentuali sono rimaste sostanzialmente immutate, con le vittorie interne passate dal 41% al 40% e quelle esterne scese dal 26% al 20%, con l’aumento dei pareggi dal 33% al 40%.

Insomma, di sicuro sarà difficile fare l’abitudine al calcio a porte chiuse, e dobbiamo essere pronti anche all’idea che il vantaggio di giocare in casa potrebbe, nei prossimi mesi, non essere più così determinante.