Il disastro del Manchester United Il disastro del Manchester United
Da quando esiste la nuova Premier League, il peggior piazzamento del Manchester United è stato il settimo posto della stagione 2013-14, quella in cui... Il disastro del Manchester United

Da quando esiste la nuova Premier League, il peggior piazzamento del Manchester United è stato il settimo posto della stagione 2013-14, quella in cui si alternarono sulla panchina David Moyes e Ryan Giggs.

Basta pensare a quanto quella stagione e il personaggio di Moyes vengano utilizzati come una sorta di spauracchio o di presa in giro perenne da parte delle altre tifoserie per capire in che maniera possa essere accolto l’attuale dodicesimo posto dei Red Devils.

Il Manchester United, da qualche anno, sembra essersi infilato in un tunnel del quale non si vede la fine. La scorsa stagione, dopo l’esonero di Mourinho, Ole Gunnar Solskjaer aveva riportato un briciolo di speranza a Old Trafford, con il momento di esaltazione collettiva vissuto dopo l’eliminazione del PSG negli ottavi di finale di Champions League.

Ma dopo quel doppio confronto, le cose per lo United sono andate via via peggiorando. Quest’estate i Red Devils hanno deciso di liberarsi di due dei calciatori più ingombranti, quelli considerati un po’ il simbolo del fallimento della gestione di questi anni, Romelu Lukaku e Alexis Sanchez (finiti, curiosamente, entrambi in maglia nerazzurra a Milano), per quanto per il cileno si tratti solo di una soluzione temporanea.

Eppure, i risultati faticano ad arrivare. Lo United aveva cominciato alla grandissima la stagione con il 4-0 al Chelsea, ma poi le cose sono andate via via peggiorando, a partire dalla drammatica sconfitta casalinga contro il Crystal Palace, che ha aperto ufficialmente la crisi. Dopo 8 partite di campionato la squadra di Solskjaer ha racimolato solamente 9 punti, frutto delle due vittorie, tre pareggi e tre sconfitte raccolte finora, con il picco negativo della sconfitta di ieri in casa del Newcastle.

A preoccupare è soprattutto la scarsa produzione offensiva dei Red Devils, che giovedì scorso, in casa dell’AZ, hanno pareggiato per 0-0 senza mai tirare in porta (non era mai successo, in Europa League, nella loro storia). Anche ieri, la squadra di Solskjaer non ha concretizzato il 69% di possesso palla, lasciando al Newcastle la vittoria al termine di una partita non certamente esaltante.

Il problema principale dello United è l’assenza di un uomo-gol sul quale fare affidamento nei momenti di difficoltà, uno di quei giocatori che sanno segnare anche quando la squadra non riesce a creare un numero sufficiente di occasioni (un Harry Kane, per fare un paragone con un’altra squadra in difficoltà come il Tottenham). E infatti, finora, il miglior marcatore stagionale della squadra è Marcus Rashford, con 3 reti. Ma basta soffermarsi ad analizzare il reparto offensivo dello United per capire che i vari Rashford, Martial, Lingard, hanno proprio nella scarsa vena realizzativa il loro punto debole.

Una delle poche note liete è il tanto spazio che stanno trovando i vari giovani: Daniel James, Mason Greenwood, Angel Gomes, Tatith Chong. In una stagione che, ormai sembra chiaro, dovrebbe essere di transizione, questi piccoli gioielli possono crescere con calma e diventare un prezioso capitale per la squadra e per il suo futuro.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro