Il Derby del Faraone Il Derby del Faraone
Dopo le prime giornate di campionato, spesso interlocutorie, molti commentatori e opinionisti calcistici hanno sentenziato: la nuova serie A ha cambiato pelle, la nuova... Il Derby del Faraone

Dopo le prime giornate di campionato, spesso interlocutorie, molti commentatori e opinionisti calcistici hanno sentenziato: la nuova serie A ha cambiato pelle, la nuova Serie A sta vivendo una rivoluzione.

Non è più la Serie A delle difese, quest’anno non vincerà chi avrà il miglior reparto arretrato, ma chi metterà in campo tutta la potenza di fuoco del suo attacco.

In testa alla classifica, ancora per un turno visto che anche oggi nessuno potrà arrivare a quota 12, c’è l’Inter di Antonio Conte; che ha sì cambiato faccia, anche davanti, rispetto allo scorso campionato, ma che soprattutto ha blindato la difesa, che ha subito un solo gol – a Cagliari – in 360 minuti di gioco.

Anche perché là dietro il nuovo tecnico dell’Inter ha deciso di fare affidamento su quella che ha tutta l’aria di essere una vera e propria fortezza: Milan Skriniar, Stefan de Vrij, Diego Godin.

E proprio ieri sera, nella partita fin qui più attesa, l’ex capitano dell’Atletico Madrid ha messo in mostra tutto il suo repertorio d’esperienza, come un vecchio pirata di un galeone abituato a fare solo quello. Ieri sera, insomma, il Faraone ha fatto vedere il motivo per cui è arrivato in nerazzurro, ha rivelato al mondo la sua missione.

Giampaolo gli ha piazzato dalla sua parte un ragazzino di 13 anni più giovane, Rafael Leao, uno che va al doppio della velocità e che ha dalla sua tutto l’entusiasmo e l’esuberanza dei vent’anni. E, nonostante il portoghese sia stato uno dei più brillanti – o dei meno peggio, se preferite – della sua squadra, Diego Godin ha vinto decisamente il duello. A volte sembrava potesse arrancare per un attimo dietro all’esplosività dell’avversario ma poi con un movimento, una giocata, un recupero al momento giusto, tornava sempre in posizione.

Di battaglie del genere, a Madrid, ne ha giocate e vinte tante. Con un condottiero come Diego Simeone, uno che, in quanto a grinta ed energia, Antonio Conte non può non ammirare. E, forse, anche nella Serie A della rivoluzione, anche nel campionato consacrato al Dio dell’attacco, l’Inter ha deciso di porre comunque le basi della sua filosofia di gioco in una difesa impenetrabile. E, se avete pensato alla BBC bianconera, forse non ci siete andati tanto lontano, almeno nelle idee.

D’altronde, quando hai uno come Diego Godin dalla tua parte, le cose possono anche essere più facili.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro