Il Deportivo Alavés di Abelardo sta facendo qualcosa di grandioso Il Deportivo Alavés di Abelardo sta facendo qualcosa di grandioso
Guardare oggi la classifica della Liga è un’esperienza piuttosto strana, difficile dire se la sensazione di smarrimento sia più dovuta al fatto di vedere... Il Deportivo Alavés di Abelardo sta facendo qualcosa di grandioso

Guardare oggi la classifica della Liga è un’esperienza piuttosto strana, difficile dire se la sensazione di smarrimento sia più dovuta al fatto di vedere il Real Madrid al nono posto o di leggere, subito sotto al Barcellona, la parola Deportivo Alaves.

Sì perchè subito sotto alla squadra di Valverde, ad un solo punto di distanza, c’è proprio l’Alaves di Abelardo, uno che con la maglia blaugrana, da calciatore, ha scritto importanti pagine di storia a cavallo tra la metà degli anni ’90 e gli inizi del nuovo millennio.

Due squadre, Barcellona e Alaves, che si sono affrontate alla prima giornata di campionato e la cui sfida è terminata con un perentorio 3-0 a favore del catalani.

Quello che poteva sembrare un monito, a tenere i piedi per terra, a non montarsi la testa dopo il finale della scorsa stagione, dopo tutti gli elogi ricevuti, si è trasformato in un pungolo ulteriore in grado di far volare in alto, dove nessuno si sarebbe probabilmente mai aspettato, quella “mosca rompico***oni” che risponde al nome di Deportivo Alaves.

Mosca rompic***lioni non è una definizioni coniata da noi, per quanto ci sarebbe piaciuto lo fosse, bensì dal tecnico di Gijon, quel Pitu Abelardo che ha rilevato la squadra lo scorso dicembre quando si trovava, in condizioni disperate, all’ultimo posto in classifica.

 

Alla vigilia di un incontro di Coppa del Re, contro il Valencia, un giornalista chiede ad Abelardo quale sia l’obiettivo realistico della squadra, in quella che sulla carta sembra una sfida proibitiva. La risposta è geniale e si adatta alla perfezione per descrivere la sua squadra, non solo per quella sfida ma nel prosieguo del torneo fino ad oggi.

“Vogliamo essere la mosca rompico***oni, quella che non ti aspetti e ti sorprende” – Abelardo

Da quando Abelardo si insedia a Vitoria la marcia dell’Alaves è impressionante e conosce pochissime soste: nella passata stagione ha portato comodamente fuori dal pantano la squadra, concludendo la Liga al 14° posto con un girone di ritorno da Champions League per punti conquistati.

Se consideriamo anche l’inizio di questa stagione siamo a 34 partite allenate da Abelardo con 60 punti conquistati: meglio di lui hanno fatto solamente Barcellona, Real Madrid (già sconfitto alla terzultima di campionato) e Atletico Madrid.

Nelle ultime 3 giornate sono arrivate altrettante vittorie contro Real Madrid, Celta Vigo e Villarreal, tutte squadre sulla carta superiori e accreditate a ben altri traguardi che non la salvezza.

L’impronta dell’allenatore è riconoscibilissima in quanto Abelardo, difensore centrale roccioso con un glorioso passato anche in Nazionale, parte proprio dal reparto arretrato per dare certezze e solidità alla squadra.

In un campionato come la Liga, dove dominano classe e talento, il tecnico di Gijon contrappone rigidità, schemi, disciplina e tattica, lasciando libera inventiva a pochissimi interpreti ai quali comunque è richiesto uno sforzo non indifferente in fase di non possesso.

La squadra basca, date le premesse, non gioca certo un calcio spumeggiante ma è comunque un piacere da vedere per lo spirito di sacrificio che ogni volta mette in campo, per come tutti gli interpreti si aiutino l’uno con l’altro, per come gli attaccanti siano i primi a difendere il risultato, con le unghie e con i denti, con ripiegamenti continui durante tutto l’arco del match.

Al Mendizorroza, lo stadio di Vitoria, el Glorioso (questo il soprannome che accompagna storicamente la squadra) è più che una semplice mosca rompico***oni. L’Alaves ha un impianto di gioco collaudato, il cui modulo può variare da un classico 4-4-2 ad un più sfrontato 4-3-3 ed i cui attaccanti esterni sono comunque a tutti gli effetti centrocampisti offensivi in grado di ripiegare con estrema costanza ed efficacia.

Non è un caso che in estate Abelardo come rinforzo in attacco abbia voluto uno come John Guidetti, giocatore in grado di lottare su ogni pallone e pressare l’avversario fino allo sfinimento, anche se in questo avvio di stagione è stato impiegato molto poco in un sistema di gioco rodato in cui ogni ingranaggio sembra al posto giusto, difficile e pericoloso da toccare.

L’inventiva, dicevamo, è affidata ai pochi giocatori di talento presenti in rosa, principalmente Jonathan Calleri e Ibai Gomez.

Al momento l’Alaves ha segnato con parsimonia, 14 reti, ma ha subito anche pochissimo, solo 9 gol, riuscendo spesso a portare a casa l’intera posta vincendo di misura.

Difficile pensare che il cammino dell’Alaves possa continuare su questo ritmo, anche se da dicembre dello scorso anno ad oggi il campione numerico e statistico inizia ad essere piuttosto significativo, in ogni caso di una cosa potete stare certi: fintanto che Abelardo sarà a Vitoria quella mosca di nome Deportivo Alaves continuerà a rompere le scatole. Siete tutti avvisati.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo