Il curioso caso della Francia nel Mondiale del 2002 Il curioso caso della Francia nel Mondiale del 2002
Parlare dei Mondiali in Corea e Giappone del 2002, per noi italiani, non è mai qualcosa di particolarmente piacevole, considerando come si è conclusa... Il curioso caso della Francia nel Mondiale del 2002

Parlare dei Mondiali in Corea e Giappone del 2002, per noi italiani, non è mai qualcosa di particolarmente piacevole, considerando come si è conclusa la nostra avventura negli ottavi di finale proprio contro la Corea del Sud.

C’è però un’altra Nazionale, altrettanto blasonata, alla quale è andata se possibile ancora peggio: stiamo parlando della Francia, all’epoca allenata da Roger Lemerre, che riuscì nell’impresa di non qualificarsi nemmeno nella fase a gironi.

Non è stata certo la Francia la prima squadra di livello a non superare la fase a gironi, ma le circostanze di quella disfatta sono particolarmente curiose, soprattutto se si considerano alcuni numeri che tutto avrebbero lasciato presagire meno che l’eliminazione così precoce nel torneo.

È vero gli infortuni di Zinedine Zidane, comunque aggregato al gruppo, e Robert Pires hanno pesato enormemente sul cammino fallimentare dei transalpini ma la rosa, seppur composta da parecchi giocatori un po’ in là con gli anni, era di tutto rispetto e assolutamente attrezzata per passare un girone con Senegal, Uruguay e Danimarca.

Ricordiamo inoltre, tanto per rigirare il coltello nella piaga, che la Francia era campione d’Europa in carica grazie al successo ottenuto a nostre spese due anni prima, sempre con Lemerre allenatore.

L’ossatura della squadra era più o meno la medesima, nulla lasciava presagire ciò che è stato.

Come se non bastasse nella stagione 2001-2002, terminata poco prima che iniziasse la rassegna, gli attaccanti dei Blues avevano fatto faville: Thierry Henry si era laureato capocannoniere con l’Arsenal in Premier League, David Trezeguet era in cima alla lista dei realizzatori in serie A ed un emergente Djibrill Cissè aveva spazzato via tutti in Ligue 1 con la maglia dell’Auxerre.

Tre capocannonieri nei migliori campionati d’Europa, un viatico niente male per presentarsi al campionato del Mondo nel migliore dei modi.

Eppure quando la logica sembra suggerire una cosa nel calcio, spesso e volentieri, accade l’esatto opposto: l’attacco, che doveva trascinare la Francia, stecca clamorosamente ed i Galletti riusciranno nell’impresa, non semplice, di terminare il Mondiale con 0 gol fatti.

Si parte con la sconfitta di misura contro il Senegal, 1 a 0 rete di Papa Bouba Diop. Si prosegue con il pareggio a reti inviolato contro l’Uruguay di Recoba, Montero, Gianni Guigou, Dario Silva e Federico Magallanes, solo per citare quelli a noi più cari. In quella partita la Francia, ancora orfana di Zidane, rimane in 10 per via dell’espulsione di Thierry Henry che complica maledettamente le cose.

Si arriva all’ultima partita del girone contro la Danimarca di Gravesen e Tofting: due nomi che bastano a spiegare il perchè non sarà facile per Thuram e soci. La Francia recupera, si fa per dire, Zizou Zidane, che in realtà caracolla per il campo con evidenti problemi fisici.

Rommedahl al 22′ e Tomasson al 67′ mettono fine ai sogni di gloria francesi: zero reti segnate e tutti a casa, ct compreso, nel senso che dopo la disfatta verrà sollevato dall’incarico.

Un Mondiale, quello di Corea e Giappone, in cui è successo un po’ di tutto e questa storia nella storia non fa altro che testimoniarlo.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo