Lunedì scorso gli Stati Uniti hanno guadagnato l’accesso ai quarti di finale del Mondiale femminile superando 2-1 la Spagna. A decidere il match è...

Lunedì scorso gli Stati Uniti hanno guadagnato l’accesso ai quarti di finale del Mondiale femminile superando 2-1 la Spagna.

A decidere il match è stata la doppietta del capitano della squadra a stelle e strisce, Megan Rapinoe, che ha messo a segno due calci di rigore nei 90′ e ha permesso alla sua squadra di passare un turno che si era fatto piuttosto complicato.

Prima del match, Megan Rapinoe non aveva cantato l’inno nazionale, in aperta polemica con il Presidente Trump, una polemica che almeno da parte sua era cominciata diverso tempo fa: la calciatrice è un’attivista per i diritti LGBT, e ha portato avanti più di qualche campagna di sensibilizzazione. Anche lei aveva aderito al movimento di protesta, nato nella NFL, degli atleti che si inginocchiavano durante l’esecuzione dell’inno per protestare contro disuguaglianze e in favore dei diritti civili.

Dopo la partita contro la Spagna, Megan Rapinoe ha continuato la sua polemica con Trump, dichiarando che, in caso di vittoria, non si sarebbe presentata alla Casa Bianca per essere ricevuta da Trump.

Non andrò alla Casa Bianca se dovessimo vincere e fossimo invitate, cosa di cui dubito“, queste sono state le sue parole, che hanno fatto scattare la reazione di Trump, ovviamente via Twitter.

Queste le parole del Presidente degli Stati Uniti: “Sono un grande fan del calcio femminile ma Megan dovrebbe prima vincere e poi parlare Finisca il suo lavoro! Non abbiamo neanche invitato ancora Megan o la squadra, ma ora lo farò, sia in caso di vittoria che di sconfitta. Megan non dovrebbe mancare di rispetto al nostro Paese, alla Casa Bianca, o alla nostra bandiera, soprattutto dopo tutto quello che abbiamo fatto per lei e la squadra. Sia orgogliosa della bandiera che indossa“.

Una situazione molto complicata e che, immaginiamo, andrà avanti se gli USA dovessero proseguire la loro corsa nei Mondiali femminili.