Ci sono persone verso le quali la sfortuna sembra accanirsi in modo inspiegabile: chiamatelo destino, chiamatela semplicemente fatalità o come più ritenete opportuno, fatto...

Ci sono persone verso le quali la sfortuna sembra accanirsi in modo inspiegabile: chiamatelo destino, chiamatela semplicemente fatalità o come più ritenete opportuno, fatto sta che la vita di questi individui, all’improvviso e senza logica apparente, si trasforma in un vero e proprio calvario.

Può succedere a chiunque, indistintamente, e può capitare logicamente anche ad un calciatore professionista e la vicenda che da qualche ora sta circolando su tutti i più importanti media sportivi è lì a testimoniarcelo.

Se siete appassionati e seguite attentamente il mondo del pallone vi sarete accorti che da un po’ di tempo a questa parte non si sente più parlare minimamente di un calciatore.

Non uno qualunque, bensì uno in grado di vincere due europei con la propria nazionale (la Spagna), una coppa Uefa, un titolo di miglior calciatore spagnolo dell’anno, due Community Shield e due FA Cup.

Stiamo parlando di Santi Cazorla, centrocampista offensivo nato a Llanera il 13 dicembre 1984, attualmente sotto contratto con l’Arsenal, che nelle ultime due stagioni non ha visto praticamente il campo. Di lui, fino ad oggi, non si avevano avute molte notizie. Cosa è successo di tanto grave per tenere un giocatore lontano dal campo per così tanto tempo?

A far luce sulla sua vicenda ci ha pensato Santi Cazorla stesso, in un’intervista al quotidiano Marca davvero emozionante, della quale vi riportiamo i punti salienti.

Per contestualizzare bene la storia dobbiamo tornare indietro di 4 anni, precisamente al 10 settembre 2013, quando la Spagna affronta il Cile in amichevole. In questa partita Cazorla riceve un duro colpo sulla caviglia destra con una ferita profonda che arriva ad interessare addirittura le strutture ossee.

Quando giocavo all’inizio andava un po’ meglio ma appena mi raffreddavo mi veniva da piangere dal dolore

Con terapie antidolorifiche Cazorla riesce a stringere i denti per quasi due anni quando il 5 Dicembre 2015 un altro terribile infortunio lo obbliga a fermarsi, per finire sotto i ferri del chirurgo. Questa volta è il legamento esterno del ginocchio sinistro a cedere ma l’intervento va a buon fine e dopo qualche tempo il giocatore scende di nuovo in campo.

Quello che però continua a tormentarlo è il dolore alla caviglia, che in quasi 3 anni non è mai passato. In Dicembre del 2016 decide così di sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico, per sistemare definitivamente questo problema per cui gli antidolorifici stavano diventando semplice acqua fresca.

Quel che Santi Cazorla non poteva immaginare è che proprio in quel momento stava per avere inizio il suo calvario, che ne avrebbe addirittura messo a repentaglio non soltanto la carriera ma anche una vita normale.

Dopo l’intervento infatti i medici non sono molto ottimisti, arrivando a pronunciare una frase che non si leverà mai dalla testa del giocatore: “Se riuscirai a camminare di nuovo con tuo figlio in giardino, dovrai ritenerti soddisfatto“.

Cazorla però non demorde, stringe i denti e vuole a tutti i costi tornare a fare ciò che più ama: giocare a pallone.

La caviglia però è tutt’altro che guarita e dopo poco tempo la ferita si riapre, infettandosi. Da quel Dicembre del 2016, non è ancora passato un anno, Cazorla è già finito sotto i ferri del chirurgo altre 7 volte, tutte per cercare di risolvere quel problema alla caviglia che sembra non avere spiegazione logica.

L’ultima a Maggio, quando ormai l’infezione si sta mangiando mezzo piede, nel senso letterale del termine. Il dottor Sanchez che lo ha operato dichiara: “Ho visto che una tremenda infezione gli aveva danneggiato parte del calcagno e si era mangiata 8 centimetri del tendine di achille. Non avevo mai curato una cosa simile in precedenza“.

Le immagini sono impressionanti, il tatuaggio dedicato alla figlia, proprio in quella zona del corpo, è sparito per metà per far posto alle cicatrici che coprono la pelle mancante.

Inizia una terapia antibiotica lunghissima e la fisioterapia, con il calci.otore che decide di trasferirsi a Salamanca per essere seguito dal medico della nazionale spagnola.

In questo periodo ho capito chi veramente contava nella mia vita, ma non ho mai perso il buonumore. Iniesta, Villa e Silva mi scrivevano quasi ogni giorno

Ovviamente i medici non possono fare nè promesse nè proclami, vista la natura dell’infortunio con relative recidive.

Le cose però al momento sembrano andare bene e la volontà del calciatore è ancora quella di tornare a giocare per i Gunners, che nel frattempo gli hanno rinnovato il contratto fino a Novembre del 2018.

A settembre, intanto, è tornato di nuovo a correre e se tutto dovesse procedere per il meglio verso Natale potrebbe tornare a Londra per allenarsi con la squadra.

La speranza, da amanti del gioco del calcio e di tutti i suoi interpreti, è che possa tornare a giocare ma la cosa più importante è che riesca a scrivere la parola fine su questo tremendo calvario che lo accompagna da ormai troppo tempo.