12 partite, 12 gol segnati. Se dovessimo giudicare il ruolino di marcia dell’Inter di Roberto Mancini dalla sua produzione offensiva, non è che ci...

12 partite, 12 gol segnati. Se dovessimo giudicare il ruolino di marcia dell’Inter di Roberto Mancini dalla sua produzione offensiva, non è che ci sarebbero da fare i salti di gioia.

Eppure, poi guardi la classifica e scopri che quei 12 gol segnati, uno a partita, finora sono valsi la bellezza di 27 punti. Un’enormità, che vale alla squadra nerazzurra la vetta della classifica, anche per questa settimana, visto che dopo l’1-0 di Torino al massimo la Fiorentina potrà agganciare l’Inter a quota 27.

Il campionato dell’Inter, fino a questo momento, è un capolavoro di concretezza. Una squadra solida, rognosa, pronta anche a randellare se si dovesse presentare l’occasione. Una squadra che dimostra che si possono vincere le partite (e, a questo punto, anche i campionati, forse) anche senza per forza dover fare calcio champagne. Si, l’Inter di quest’anno sta dimostrando che si può vincere anche giocando male, probabilmente. Male per chi il calcio lo intende come spettacolo per gli occhi, ovviamente.

Non per chi il calcio lo intende come una battaglia, come 90 minuti in cui l’unico obiettivo è uscire vincitori. Uscire da quella battaglia con i 3 punti in mano, non importa come. E l’Inter, quest’anno, dalla battaglia è uscita ben sette volte con un risicato e striminzito 1-0. Sette per tre che, tutto sommato, fa comunque 21. Punti.

Si discute troppo spesso della bellezza applicata al calcio. Del fatto che in campo bisogna favorire lo spettacolo, far divertire chi guarda le partite. Bè, non andatelo a dire all’Inter di Mancini. Solidità, un centrocampo muscolare con Melo, Medel e Kondogbia che non lascia passare nemmeno uno spillo, e tanta concretezza e freddezza sotto porta, per colpire l’avversario al primo (e a volte unico) errore della partita.

E, certo, anche un po’ di fortuna. Due minuti prima del gol di Kondogbia, oggi, Benassi ha colpito una traversa che avrebbe potuto portare in vantaggio il Torino. Ma chi segue il calcio lo sa: i campionati si vincono anche e soprattutto così.