Il Brasile, l’Argentina, due rivali e un fantasma da scacciare Il Brasile, l’Argentina, due rivali e un fantasma da scacciare
Che non sia più il Brasile-Argentina di una volta, non ci sono dubbi. Non è più il confronto tra le due nazionali migliori del... Il Brasile, l’Argentina, due rivali e un fantasma da scacciare

Che non sia più il Brasile-Argentina di una volta, non ci sono dubbi. Non è più il confronto tra le due nazionali migliori del Sudamerica, per distacco, perché nel frattempo, sia sul piano mondiale che su quello continentale, i trofei li hanno vinti gli altri.

Che non sia più la rivalità che metteva a rischio l’ordine pubblico, e che garantiva partite al limite della legalità, fino a qualche decennio fa, pure. Il Brasile-Argentina, forse, volendo essere realisti, non è più il Brasile-Argentina di oggi, e la posta in palio non è poi così alta come qualche tempo fa. Certo, a voler essere realisti. Poi però entrano in gioco il cuore e l’orgoglio.

E sul campo sarà come sempre un’altra storia. Quando l’arbitro fischierà, e il sangue e gli animi si scalderanno, state certi che potetre aspettarvi di tutto. State certi che, anche se l’impressione è quella di trovarci in tempo di pace, la rivalità tra Brasile e Argentina non potrà mai spegnersi. Perchè non è una semplice rivalità, è qualcosa di più grande. E’ l’espressione di due modi diversi di vedere il fùtbol, certo, ma è anche e soprattutto guardare dritti di fronte a sé e riconoscere il nemico.

Nemico.

Le parole, in genere, non si usano per caso. E Brasile e Argentina, su un campo di calcio, non sono mai solo semplici avversari. Stanotte, in fondo, la partita vale, eccome se vale. Non è come qualche tempo fa, quando, nelle qualificazioni sudamericane ai Mondiali, Brasile e Argentina facevano incetta di punti e potevano permettersi di giocarsi il primo posto solo per la gloria e per l’onore, e per la soddisfazione di arrivare davanti ai rivali -pardon, nemici- di sempre.

No, oggi l’Argentina ha disperato bisogno di fare punti in casa dei rivali. Perchè, al momento, sarebbe fuori dalla qualificazione a Russia 2018, fuori anche dall’ultima spiaggia dello spareggio. E al Brasile, spingere l’Argentina un altro passo più vicino al burrone farebbe solamente piacere. Immenso, tremendo e sadico piacere.

I tempi sono cambiati, ve l’abbiamo detto. Leo Messi e Neymar, i due simboli di questa sfida, convivono pacificamente -e prolificamente- al Barcellona, e sono addirittura arrivati insieme in Brasile, sul jet privato del numero 10 brasiliano. Roba che ha fatto accapponare la pelle ai puristi, a quelli secondo cui al proprio nemico bisognerebbe avvicinarsi solo per legnarlo. Ma siamo sicuri che, una volta in campo, con due maglie diverse addosso, anche Leo e Neymar sentiranno sulle spalle il peso e la responsabilità del loro popolo. Con quelle maglie, in fondo, non potranno che riscoprirsi nemici, almeno per una sera.

Ma non pensate che sia finita qui. Non pensate che sarà una serata normale. Per nessun motivo al mondo, e stavolta l’Argentina non c’entra un bel niente. Già, perchè la partita di stasera si gioca a Belo Horizonte. All’Estádio Governador Magalhães Pinto. Al Mineirão. Anzi, al Mineiraço. Perché l’ultima volta che la nazionale verdeoro ha messo piede in questo impianto, ci è entrata con il sogno di arrivare, gloriosamente, alla finale dei Mondiali. E ci è uscita con le ossa rotte e l’umiliazione storica di sette gol presi dalla Germania sul groppone.

Neymar, quella sera, non c’era, affondato dalla ginocchiata di Zuniga nella schiena. C’era solo la sua maglia, sventolata dai compagni al momento degli inni nazionali. E forse toccherà proprio a lui, che ora del Brasile è diventato il trascinatore, ma che non riesce a indossare ancora a pieno i panni del leader carismatico-ricordate cosa è successo alle Olimpiadi, nonostante l’oro, si? il compito di scacciare quel fantasma, far dimenticare la maledizione e bonificare il Mineirão.

L’Argentina, in fondo, potrebbe essere solo un pretesto.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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