Nel sommerso del mondo del pallone ci sono storie all’apparenza inspiegabili, delle quali molto probabilmente non verremo mai a conoscenza, salvo circostanze particolari. Quanti...

Nel sommerso del mondo del pallone ci sono storie all’apparenza inspiegabili, delle quali molto probabilmente non verremo mai a conoscenza, salvo circostanze particolari.

Quanti di voi, per esempio, vedendo giocare per la propria squadra un calciatore sconosciuto, magari goffo e impacciato, si sono domandati come abbia fatto ad essere ingaggiato? Tanti, sicuramente.

Ecco per molti questo rimarrà un enigma irrisolto, non per tutti. Qualche volta si ha la fortuna che un calciatore, magari compagno di squadra di quella “meteora, una volta appesi gli scarpini al chiodo, decida di raccontare le circostanze che hanno portato all’ingaggio di quello che tutti, sotto sotto, sapevamo non fosse stato acquistato per meriti sportivi.

E’ questo il caso di Igors Stepanovs, giocatore lettone acquistato dall’Arsenal nel 2000 e rimasto sino al 2003, ricordato quasi unanimemente dagli addetti al lavori come il peggior acquisto dell’epoca Arsene Wenger.

Ecco, ma come è arrivato Stepanovs, difensore centrale di 192 centimetri, a strappare un contratto quadriennale con i Gunners?

Ce lo racconta nella sua autobiografia Ray Parlour, leggendario centrocampista inglese che ha militato nell’Arsenal per ben 15 stagioni, da quando ha iniziato nelle giovanili nel 1989 fino al 2004.

Per comprendere questa storia è doveroso fare però una premessa: all’epoca uno dei due difensori centrali, insieme a Tony Adams, era Martin Keown, centrale fantastico ma con un carattere molto particolare. Martin, a detta di Parlour, non accettava il fatto di essere messo in discussione, soffriva particolarmente la concorrenza di altri giocatori nel suo ruolo.

Ecco che l’arrivo in prova di Igors Stepanovs non era stato visto certamente di buon occhio da Keown, al quale Ray e altri suoi compagni, tra cui Dennis Bergkamp, decidono di fare uno scherzo.

Se fosse venuto qualsiasi giocatore nel suo ruolo Martin avrebbe detto che sarebbe stato inutile, e così è stato anche con Igors, che per la verità era veramente molto sotto i nostri standard dell’epoca

Inizia la partitella di allenamento e ad ogni intervento di Stepanovs si alzano grida di approvazione: “gran colpo di testa”, urla Dennis Bergkamp, seduto di fianco ad Arsene Wenger, a cui fa eco “tackle incredibile”, da parte di Ray Parlour.
In realtà il provino non procede affatto bene, tra chiusure sbagliate ed interventi maldestri, che però vengono accuratamente passati sotto silenzio dall’allegra combriccola e fatti notare dal solo Keown.

La sera stessa del provino tutti i giocatori escono a cena, tranne ovviamente Stepanovs che non fa ancora parte formalmente della squadra. Tra le risate generali Bergkamp e Parlour spiegano dello scherzo, troppo invitante una preda come Keown che abbocca all’amo così facilmente.
Dopo qualche pinta tornano tutti a casa per presentarsi in condizioni decenti il giorno successivo all’allenamento.

Arrivati al campo ecco la sorpresa: Igors è là, seduto e beato, già pronto per iniziare la seduta.

“Cosa diavolo ci fa qui”? domanda un sorpreso Parlour, a cui il lettone risponde “Mi hanno acquistato, 4 anni di contratto“.

Incredibile. Arsene non si era accorto che volevamo solo prendere in giro Martin. Ha sentito solamente i nostri elogi verso Igors, inoltre se Dennis diceva qualcosa riguardo ad un giocatore Arsene lo avrebbe tenuto in grandissima considerazione, e così lo ha firmato. Pensava che a quella cifra, 1 miliardo circa, sarebbe stato un affare.
In realtà, senza mancare di rispetto a nessuno delle serie inferiori, Igors era ad un livello molto basso. Era come se avessi portato mio fratello all’allenamento.

In realtà la carriera di Stepanovs con la maglia dei Gunners comincia sotto i migliori auspici, con un gol in Coppa di Lega, che sfortunatamente per lui rimarrà anche l’unico in 17 presenze totali in tre anni.

Il problema è che sta per arrivare anche uno dei momenti più bui della carriera del difensore: Febbraio 2001 l’Arsenal deve andare ad Old Trafford a sfidare lo United in una partita che, se persa, vorrebbe dire addio definitivo ai sogni di gloria.

La difesa è ridotta ai minimi termini: indisponibili entrambi i difensori centrali titolari tocca ad Igors Stepanovs completare una difesa da brividi, in senso negativo, formata da Luzhny, Grimandi e Ashley Cole.
All’intervallo il risultato è impietoso: 5-1 per i Red Devils con Dwight York che fa letteralmente a pezzi la retroguardia dei Gunners.

L’Old Trafford ha un tunnel molto lungo, che ho percorso di fianco a York per rientrare negli spogliatoi. Ad un certo punto vedo che si volta e mi dice “Ma dove lo avete raccattato quel difensore”? , al che gli rispondo “Senti, è una lunga storia”.
Siamo entrati nello spogliatoio e Wenger stava dando di matto, un ruolo che non gli si addice era la prima volta che lo vedevo in quelle condizioni. Mi scappava disperatamente da ridere tanto era inusuale la situazione. Ho visto con la coda dell’occhio Pat Rice che mi guardava con un’espressione che sembrava dire: “Non ridere. Fai qualsiasi cosa ma non ridere”

La partita terminerà con il risultato di 6-1, un’umiliazione per la quale Igors verrà considerato, probabilmente a ragione, uno dei maggiori responsabili fino a non vedere quasi mai più il campo.

Una storia talmente surreale da sembrare inventata, nonostante venga confermata anche nella biografia di Dennis Bergkamp, che ci ricorda che anche nel calcio dei professionisti possono succedere cose impensabili, la cui spiegazione, se non raccontata dai diretti interessati, sarebbe perfino difficile da immaginare.

Se amiamo il calcio, oltre che per le giocate e le emozioni che regala, è anche per storie come questa.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo