Guarda i muscoli del capitano tutti di plastica e di metano. Guardalo nella notte che viene quanto sangue ha nelle vene. Il capitano non...

Guarda i muscoli del capitano
tutti di plastica e di metano.
Guardalo nella notte che viene
quanto sangue ha nelle vene.
Il capitano non tiene mai paura
dritto sul cassero fuma la pipa
in questa alba fresca e scura
che rassomiglia un po’ alla vita.

Non è una stagione semplice per Francesco Totti. Anzi, forse, nonostante tutto, è la più difficile della sua carriera. Nonostante, di stagioni difficili, ce ne siano state. Tra infortuni, sconfitte, delusioni. Ce ne sono state, di stagioni difficili, certo.

Ma non c’è niente di più difficile, e doloroso, di sentirsi costretti ad arrendersi al tempo che passa. Per tutti, alla stessa maniera, fin troppo democraticamente. Francesco Totti, in questa stagione, in questi mesi, ha scoperto di essere diventato una presenza ingombrante, nello spogliatoio e nella società della Roma. Presenza ingombrante lo era già, nel cuore dei suoi tifosi, a livello di volume occupato nel muscolo cardiaco degli innamorati giallorossi, ma in quel caso il termine assume valenza positiva.

Ecco, proprio per questo è stata una stagione così difficile per Francesco Totti. Perchè lui, in fondo, è sempre stato convinto di avere ancora qualcosa da dare alla sua Roma. Lui, che i 39 anni non se li sente, addosso. Lui, che per quella maglia vorrebbe giocare finchè le gambe lo mantengono in piedi. Qualcuno dice che è questione di rispetto per i compagni e per gli allenatori, che proprio per mostrare rispetto dovrebbe fare un passo indietro. Lui non lo dice, ma per lui è questione d’amore. Si, ok, il rispetto. Però provateci voi a separarvi dalla donna che amate solo per una questione di rispetto.

Per questo, quel pallone, Francesco lo aspettava da tempo. Lo aspettava come l’occasione per dimostrarsi utile. Per smentire tutti e spiegare che i numeri sulla carta di identità, a volte, possono essere relativi. Un pallone, solo uno, da buttare in rete per regalare punti alla Roma. Un pallone, solo uno, per tornare ad essere Francesco Totti, per un giorno.

Luciano Spalletti, dopo le incomprensioni iniziali, non lo ha comunque mai abbandonato il suo capitano non giocatore. Nei momenti di difficoltà, lunedì contro il Bologna e oggi a Bergamo, ha puntato su di lui, sul suo numero 10, per trovare un sostegno. Oggi, quel pallone, come trainato da qualche forza sovrannaturale, dopo una carambola infinita, gli è arrivato sul destro. Lui, in un attimo, senza pensarci, lo ha messo in porta, per firmare il pareggio. Come se non avesse mai smesso di segnare, come se il tempo non fosse mai passato, anzi, fosse tornato indietro.

Un pomeriggio, una giornata, 10 minuti da Francesco Totti di una volta. Non sarà un gol che serve alla Roma per avvicinarsi troppo al Napoli. Non sarà un gol da tre punti, non sarà il gol che cambia la carriera e il futuro di Totti, che resta comunque ancora in bilico, ancora da decidere. Non sarà niente di tutto questo. Per ora, serve a sentirsi, per 10 minuti, per una giornata, o per un pomeriggio, ancora Francesco Totti.

Non è mica poco.

E il capitano disse al mozzo di bordo

“Giovanotto, io non vedo niente.
 C’è solo un po’ di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente”.

Francesco De Gregori, I muscoli del capitano

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro