I motivi delle eliminazioni di Inter e Napoli dalla Champions League I motivi delle eliminazioni di Inter e Napoli dalla Champions League
Quella di ieri è stata una serata amara per il calcio italiano: speravamo di fare en plein e portare quattro squadre agli ottavi di... I motivi delle eliminazioni di Inter e Napoli dalla Champions League

Quella di ieri è stata una serata amara per il calcio italiano: speravamo di fare en plein e portare quattro squadre agli ottavi di finale di Champions League, abbiamo invece dovuto assistere all’eliminazione contemporanea di Inter e Napoli.

Due eliminazioni molto particolari e arrivate in contesti diversi.

Se il Napoli sapeva, infatti, di andare ad Anfield a giocare una partita contro un avversario forte e motivato, l’Inter giocava in casa contro il PSV, già eliminato e ultimo, e aveva l’obbligo di vincere. Infatti, ieri mattina il problema principale dell’Inter sembrava proprio quello del risultato del Camp Nou, dove serviva un risultato positivo del Barcellona contro il Tottenham.

Il risultato positivo da Barcellona è arrivato, ma all’Inter non è bastato: i due pareggi hanno infatti premiato gli inglesi e retrocesso l’Inter in Europa League.

I motivi di questa duplice eliminazione sono differenti, e da analizzare meglio per capire il perché di questa serata difficile per il calcio italiano.

Partiamo dal Napoli: gli azzurri erano inseriti in un girone difficile, e a settembre tutti sapevano che PSG e Liverpool sarebbero stati avversari più che ostici.

Ma a 90 minuti dal termine il destino della qualificazione era nelle mani del Napoli, e l’eliminazione può oggi legittimamente essere considerata una delusione. Tirando le somme sulla mancata qualificazione del Napoli, dal punto di vista matematico, mancano due punti e un gol. I due punti persi a Belgrado contro la Stella Rossa, quando il Napoli non ha battuto un avversario evidentemente più debole, e il gol subito a Napoli proprio contro i serbi che, classifica alla mano, ha permesso al Liverpool di accontentarsi dell’1-0. Se poi mettiamo nel conto anche il gol preso da Di Maria allo scadere, i rimpianti aumentano.

In ogni caso, volendo cercare motivazioni più profonde, potremmo dire che al Napoli è mancato quel pizzico di esperienza europea in più che Liverpool e PSG, alla fine, hanno fatto valere.

L’Inter, invece, ha molte meno attenuanti per quanto riguarda l’ultima partita. Non battere il PSV già eliminato è stato un peccato quasi mortale, e l’errore è stato molto probabilmente nell’approccio alla gara. L’Inter è scesa in campo chiaramente distratta, come se il risultato di San Siro fosse stato dato per scontato, e molti erano più interessati a quello che succedeva a Barcellona piuttosto che a tenere a bada gli olandesi.

E, infatti, l’Inter è sembrata avvertire poi sulle spalle il peso di una partita che credeva già vinta prima di cominciare a giocare. Ma il girone ha messo in mostra anche un’altra difficoltà dei nerazzurri, che sono sempre andati sotto nel punteggio in tutte le sei partite del girone, e hanno guadagnato tutti i punti fatti in questa Champions da situazione di svantaggio.

Potrebbe essere un riscontro positivo, vero, ma potrebbe anche nascondere una difficoltà a gestire la pressione. E, in fondo, come visto ieri sera, le rimonte non sempre vanno a buon fine. L’Inter, inoltre, ha pagato anche l’affanno di una rosa piuttosto corta, con rincalzi non sempre di qualità, e le restrizioni della lista Champions non hanno aiutato, con Joao Mario e Gagliardini che non hanno potuto dare altre scelte a Spalletti.

Insomma, Inter e Napoli vanno fuori con tanti rimpianti, ma consapevoli degli aspetti sui quali bisognerà lavorare. Forse, già a partire dalla nuova avventura in Europa League.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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