I metodi brutali di allenamento con cui Alex Ferguson ha forgiato Cristiano Ronaldo I metodi brutali di allenamento con cui Alex Ferguson ha forgiato Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo non ha bisogno di presentazione alcuna: sul fenomeno portoghese, nel corso degli anni, è stato scritto e detto tutto. O quasi. Si... I metodi brutali di allenamento con cui Alex Ferguson ha forgiato Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo non ha bisogno di presentazione alcuna: sul fenomeno portoghese, nel corso degli anni, è stato scritto e detto tutto. O quasi.

Si perchè in questi giorni Tony Coton, ex portiere anche del Manchester United nel 1996, e poi parte dello staff di Ferguson (passato dal City allo United senza mai scendere in campo con i Red Devils), ha rivelato alcuni retroscena piuttosto interessanti riguardo la metodologia di allenamento a cui veniva sottoposto Cristiano Ronaldo per volontà di Ferguson.

Il tecnico scozzese, oltre ad essere divenuto leggendario per aver vinto tutto con il club, era rinomato per la capacità di tenere in pugno lo spogliatoio anche con l’utilizzo di metodi, per così dire, non del tutto convenzionali.

Forse non tutti ricorderanno il Cristiano Ronaldo arrivato allo United dal Portogallo, dopo una stagione allo Sporting. Era un giocatore funambolico, indubbiamente già fenomenale dal punto di vista tecnico ma con alcuni difetti, come normale che fosse a quell’età.

Uno di questi difetti era la spiccata tendenza ad accentuare i contatti subiti, lasciandosi andare a cadute piuttosto plateali anche dopo contatti minimi, tendenza poi progressivamente limitata e quasi del tutto abbandonata con l’andare del tempo.

Ecco forse non tutti sanno che buona parte del merito di questo miglioramento è da ascrivere alle metodologie di allenamento “brutali” imposte da Ferguson, che Tony Coton ha rivelato in una recente intervista al Manchester Evening News.

In particolare Sir Alex si sarebbe raccomandato con il suo staff perchè chiudessero un occhio sulle entratacce dei vari senatori (Keane e Ferdinand su tutti) ai danni del giovane portoghese, ritenute in un certo senso educative per forgiarne il carattere ed il temperamento. Ecco il racconto di Tony Coton:

Una delle debolezze di Ronaldo era quella di buttarsi per terra e agitarsi come una bambolina ogni qual volta subiva un tackle. Sir Alex ha quindi deciso di iniziare la sua missione per rendere Ronaldo un giocatore più tosto. Tutti i membri dello staff sono stati invitati a chiudere un occhio ogni qual volta Ronaldo fosse stato vittima di falli, sia in allenamento che in partite a campo ridotto.

Giocatori come Keane e Ferdinand, a conoscenza di questo fatto, non si sono fatti pregare. Le partite di allenamento erano molto intense e non si facevano prigionieri. Cristiano non capiva perchè fosse vittima di questi interventi e soprattutto perchè ciò venisse fatto passare come normale.

Inizialmente si agitava come un ossesso mentre il gioco proseguiva e mentre Keane e Ferdinand lo rimproveravano di essere troppo soft.

E’ stato un amore difficile, ma lentamente e inesorabilmente il messaggio ha iniziato a far breccia nella sua testa.

Quello che ammiriamo oggi è un giocatore che sembra non avere punti deboli, anche per quel che riguarda la durezza mentale che anzi è una delle sue doti migliori, universalmente riconosciute.

Per questo, almeno in parte, dobbiamo dire grazie a Sir Alex e a qualche calcione educativo che, come da noi sempre sostenuto, non fa mai male.

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