Un’entità unica, indistinguibile, inseparabile: Antonio ed Emanuele Filippini, fratelli gemelli di sangue e fratelli di centrocampo. Nascono a Brescia il 3 luglio del 1973,...

Un’entità unica, indistinguibile, inseparabile: Antonio ed Emanuele Filippini, fratelli gemelli di sangue e fratelli di centrocampo. Nascono a Brescia il 3 luglio del 1973, e proprio con la maglia delle Rondinelle si toglieranno le soddisfazioni più grandi della loro carriera. Inseparabili nella mediana del Brescia, con il quale nella magica stagione 2000-01 conquistano il settimo posto, miglior piazzamento in A nella storia della società bresciana.

Nel 2002 si separano per la prima volta: Emanuele va al Parma, Antonio resta a Brescia. Ma a gennaio del 2004, finalmente i due si riuniscono: il merito è di Maurizio Zamparini che li porta a Palermo, per riportare i rosanero in serie A. Dopo Palermo, vanno, ancora e sempre insieme, prima alla Lazio e poi al Treviso. Poi, nel 2006, l’ultima separazione: Antonio va a Livorno, in A, Emanuele a Bologna, in B. Dopo una sola stagione, anche Emanuele andrà a Livorno, dove non riuscirà però a ritagliarsi il suo spazio, ritirandosi nel 2009 a 36 anni. Antonio disputerà ancora un’ultima stagione, nel 2010-11, nell’amata Brescia, e poi appenderà anche lui le scarpette al chiodo.

In campo erano praticamente indistinguibili: entrambi grandi lottatori, entrambi disposti a dare tutto, fino all’ultima goccia di sudore. Emblematico un episodio del 1997, quando i due gemelli disputavano la loro prima stagione in A. Brescia-Roma, Antonio va a protestare a muso duro con l’arbitro Ceccarini, Emanuele, dopo qualche minuto di caos, si becca il rosso.