I dolori del giovane Scuffet I dolori del giovane Scuffet
Nell’estate del 2014 era tutto pronto, c’erano solo le valigie da chiudere e un sogno da inseguire, lontano da casa. L’Atletico Madrid aveva presentato... I dolori del giovane Scuffet

Nell’estate del 2014 era tutto pronto, c’erano solo le valigie da chiudere e un sogno da inseguire, lontano da casa.

L’Atletico Madrid aveva presentato la sua offerta all’Udinese, intenzionata ad accettarla: sul tavolo della trattativa, poi, c’era un contratto da firmare, con sopra una cifra che difficilmente un ragazzo di nemmeno 18 anni può arrivare a guadagnare altrove.

Nell’estate del 2014 i Colchoneros, che pure avevano già puntato su Jan Oblak, erano pronti a offrire circa 900.000 euro a stagione a Simone Scuffet, portierino prodigio che aveva incantato nelle sue prime uscite con la maglia dell’Udinese.

A quel tempo, la risposta che arrivò da Scuffet e dalla famiglia fu sorprendente: no, grazie, il ragazzo rimane a casa, prende il diploma, finisce di studiare, e poi, solo dopo, può pensare a fare le valigie e andare via dall’Italia.

Si dice che certi treni passano una sola volta, e visto come sono andate le cose, chissà se Simone Scuffet ci pensa ancora a quel treno che portava a Madrid, e che forse potrebbe non passare davvero mai più.

Rimpiangere il passato, pensarci ancora, è una cosa che toglie energie: meglio pensare a come migliorare“.

Simone Scuffet, che oggi ha 21 anni ed è tornato a giocare in Serie A con l’Udinese, garantisce che il pensiero non corre più a quell’estate di qualche anno fa. In mezzo, in questi tre anni, ci sono stati un campionato di B e uno di Lega Pro con il Como, una sorta di retrocessione e un salto indietro che, a detta di qualcuno, ha spento un po’ la stellina luminosa di quel ragazzo che qualcuno, forse anche solo per le due consonanti finali nel cognome, già era ansioso di paragonare a Buffon.

Oggi, a 21 anni, Simone Scuffet sta attraversando una sorta di crisi di mezza età, seppure anticipata. Viene da un inizio di campionato in cui non è stato di sicuro impeccabile, e viene soprattutto da un errore da matita blu contro il Torino, un pallone lasciato lì in maniera elementare sul destro di Ljajic e finito tra i piedi del famelico e implacabile Belotti.

Simone Scuffet oggi ha bisogno di ritrovarsi, ha bisogno di tranquillità, e ha bisogno di tornare a fare quello che sa fare meglio: stare tra i pali. Evidentemente, in questo inizio di campionato, le pressioni gli hanno tolto un po’ di serenità, e proprio per questo Gigi Delneri sta pensando a un avvicendamento che sarebbe quanto mai simbolico: oggi, all’Olimpico contro la Roma, potrebbe giocare il 39enne Albano Bizzarri.

Una sorta di passaggio generazionale al contrario, quasi a voler significare che certe volte i ragazzini devono lasciare spazio ai grandi, a quelli che le responsabilità – come quella di blindare una porta di Serie A – sanno portarle sulle loro spalle larghe.

Non sappiamo cosa riserverà il futuro a Simone Scuffet. Ma siamo sicuri che, anche se lui giura il contrario, quel treno verso Madrid, nei suoi sogni notturni, continua a passare piuttosto spesso.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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