Arrendersi al tempo che passa, inesorabile, non è semplice, per noi comuni mortali. Per chi è stato – ed è, ancora- la bandiera di...

Arrendersi al tempo che passa, inesorabile, non è semplice, per noi comuni mortali. Per chi è stato – ed è, ancora- la bandiera di un popolo e l’icona di almeno un paio di generazioni di tifosi, è un tormento insopportabile. O almeno crediamo, perchè quello che passa nel cuore di Francesco Totti in questi tormentati ultimi mesi lo può comprendere per davvero solamente lui.

D’altronde, guardare le cose da fuori è sempre facile. Osservare, giudicare, piazzare etichette. Tanto, in campo ci vanno loro. E’ semplice, dal nostro seggiolino allo stadio o dal nostro comodo divano, sputare sentenze. “Totti è finito“. “Fa bene Spalletti a non farlo più giocare, non ha più niente da dare“. Bè, facile, invece, non lo è per niente. Perchè Francesco Totti è il primo ad avere nel cuore un tormento degno di uno degli eroi romantici dell’Ottocento, come un novello Werther diviso tra la voglia di seguire quello che gli urla il cuore e quello che gli sussurra la testa.

Perchè, dovesse stare a sentire solo il cuore, il Francesco Totti che oggi, amareggiato, lamenta di essere trattato da estraneo da Spalletti, vorrebbe giocare fino al giorno in cui le gambe gli consentiranno di rimanere in posizione eretta. Dovesse ragionare solo con la testa, gli basterebbe andare a vedere cosa fanno i suoi coetanei del 1976 oggi. Shevchenko, Seedorf, Vieira. Tutti lontani dal campo. Ci sarebbe anche Ganluigi Buffon, ma lui, come Francesco del resto, forse è di un altro pianeta.

Dire basta, accettare lo scorrere inesorabile del tempo, non è semplice per noi. E’ impossibile per Francesco Totti, uno abituato a dipingere calcio e a trascinare cuori. Come fa un guerriero a dire alla sua gente che non se la sente a proseguire la battaglia? Ecco, impossibile.

Oggi la polemica tra lui e Spalletti riempie le pagine dei giornali. Il capitano si è lamentato di non venir considerato da Spalletti, l’allenatore lo ha rimandato a casa dal ritiro, non contento delle sue dichiarazioni. Capire come finirà questa storia non è per niente semplice. Testa e cuore, una contro l’altra.

Facile? Non proprio. Quando c’è di mezzo il cuore e una storia d’amore lunga 23 anni non può esserlo per niente.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro