Il CIES, Centro Internazionale Studi sullo Sport, ha stilato la classifica dei giocatori in attività che hanno cambiato maglia più volte nel corso della...

Il CIES, Centro Internazionale Studi sullo Sport, ha stilato la classifica dei giocatori in attività che hanno cambiato maglia più volte nel corso della loro carriera. E’ il risultato di un calcio sempre meno legato alle vecchie bandiere, atleti che sceglievano di vivere tutta la loro vita calcistica con una sola maglia.

Non è un male in senso assoluto, perchè il calcio e lo sport si evolvono. E’ solo la naturale conseguenza dei tempi e il riflesso di un calcio sempre più frenetico, a caccia di novità. Ecco quindi i calciatori che, secondo il CIES, hanno cambiato più volte casacca nella loro carriera, tra quelli in attività nei principali campionati europei.

Emir Spahić (Amburgo): 11 squadre in carriera

Partiamo subito fortissimo con uno dei nostri preferiti. Emir Spahić, rude e delinquentissimo difensore bosniaco classe 1980, nonchè, curiosità, cugino di Edin Dzeko. Spahić, oltre ad aver fatto collezione di tibie e peroni degli attaccanti avversari, e aver racimolato cartellini gialli e rossi in gran numero, ha anche cambiato per ben undici volte squadra nel corso della sua carriera.

Dal 1998 al 2004 ha giocato in Croazia, con le maglie di Čelik Zenica, GOŠK Dubrovnik, NK Zagabria. Nel 2004 comincia la sua avventura in Russia, dove cambierà parecchie maglie: Šinnik, Torpedo Mosca e Lokomotiv Mosca. Poi, dal 2009 al 2011, due anni in Francia al Montpellier. Un anno e mezzo a Siviglia, fino al 2013, e poi qualche mese di nuovo in Russia, all’Anzhi.

Nel 2013 approda in Germania, al Bayer Leverkusen. Da dove viene praticamente cacciato dopo aver litigato (e ferito al volto) con uno steward a bordo campo durante una partita contro il Bayern Monaco. La sua ultima squadra, per ora, è ancora in Germania, all’Amburgo, da dove milita da questa stagione.

Andros Townsend (Newcastle): 11 squadre in carriera

Attenzione, non lasciatevi ingannare. Le 11 maglie cambiate in carriera da Andros Townsend potrebbero sembrarvi relativamente poche, ma il ragazzo è un giovane, classe 1991, e queste maglie ha cominciato a cambiarle solamente nel 2009, per cui, tra qualche anno potremmo ritrovarci qui a rivedere e riscrivere questo particolarissimo record.

Centrocampista, spesso utilizzato anche sull’ala, cresce nelle giovanili del Tottenham, per poi cominciare, nel 2009, una girandola di prestiti: Yeovil Town, Leyton Orient, Mk Dons. Poi, qualche infortunio noioso, e di nuovo i prestiti, tra il 2010 e il 2013. Ipswich Town, Watford, Millwall, Leeds, Birmingham City, QPR.

Nel 2013, terminato il suo pellegrinaggio, ritorna alla base al Tottenham, dove trova finalmente un po’ di continuità e, fino a questo gennaio 2016, riesce anche a giocare una cinquantina di partite mettendo a segno 3 reti.  Poi, a gennaio di quest’anno, si trasferisce al Newcastle. Vedremo se durerà o se dovremo aggiornare a breve questa lista chilometrica.

Alex Manninger (Augusta): 11 squadre in carriera

Vecchia conoscenza del calcio italiano, il portiere austriaco Alex Manninger si piazza in classifica grazie alle 11 maglie vestite. E avremmo potuto trovarlo anche più in alto, se non fosse che il CIES ha deciso di conteggiare, ai fini della classifica, solamente le maglie effettivamente indossate, quindi c’era bisogno di almeno una presenza. E, nelle sue avventure Espanyol, Brescia e Udinese Manninger non è mai sceso in campo in gare ufficiali.

Comincia la sua carriera nelle giovanili del Salisburgo, poi va in prestito al Vorwärts Steyr, prima di tornare alla casa madre. Nel 1996-97 difende la porta del Grazer AK, prima di passare all’Arsenal, dove tra il ’97 e il 2001 gioca 40 partite. Nel 2001 va in prestito alla Fiorentina, prima avventura in Italia.

Poi, sempre nel nostro Paese, comincia a girare come una trottola: Torino, Bologna, Brescia (come detto senza giocare) e Siena. Dopo una breve parentesi al Salisburgo, ritorna a Siena nel 2006 dove trova finalmente un posto da titolare. Dal 2008 al 2012 fa il vice alla Juventus, poi, nel 2012 va all’Augusta, in Germania, dove gioca ancora oggi.

Javi Guerra (Rayo Vallecano): 12 squadre in carriera

Altro veterano dei campi europei: Javi Guerra, attaccante attualmente in forza al Rayo Vallecano, di maglie in carriera ne ha cambiate 12. La sua avventura comincia nel 2002 dal Motril, poi comincia a girare le serie minori spagnole come una trottola.

Cadice e Varzim, prima di approdare alla squadra riserve del Valencia, il Valencia Mestalla, dove tra il 2004 e il 2007 si mette in mostra segnando 55 reti, e guadagnandosi un’occasione tra i grandi. Due sole presenze con il Valencia, che però convincono il Granada a puntare su di lui. Viene acquistato dal Maiorca nel 2008, ma non vestirà mai quella maglia: prestiti a Alaves e Levante, prima che nel 2010 il Valladolid decida di acquistarne il cartellino.

Cardiff City e Malaga sono le sue avventure più recenti, prima dell’esplosione di quest’anno in Liga, con la maglia del Rayo Vallecano. Se nella parte meno luccicante di Madrid possono sognare l’ennesima salvezza, è anche grazie ai gol del trentaquattrenne Javi Guerra, che ha messo a segno 9 gol in 22 presenze con i biancorossi.

Marco Borriello (Atalanta): 12 squadre in carriera

Il primo italiano in classifica (si, ne incontreremo altri) è Marco Borriello, dall’alto delle sue 12 casacche cambiate in carriera. Il bomber ora in forza all’Atalanta, tra prestiti e cartellini scambiati, ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia, con anche qualche puntata all’estero. Proviamo a mettere ordine.

Si parte dal 2001, con la Triestina, poi nel 2001-02, a nemmeno 20 anni, 10 gol in 27 partite al Treviso. Il Milan, nelle cui giovanili era cresciuto, lo richiama alla base, poi lo gira in prestito all’Empoli. Nel 2004 è alla Reggina (non proprio benissimo, 2 gol in 30 partite), l’anno successivo invece a Genova sponda Samp.

Mezza stagione a Treviso, di nuovo, poi una nuova chance al Milan. Nel 2007-08 la prima buona annata al Genoa, condita da 19 gol e preludio alla nuova -questa volta reale- possibilità con la maglia rossonera. Dopo due buone stagioni al Milan, nel 2010 la Roma punta su di lui, 11 gol in 41 presenze. Nel 2012, in soli 6 mesi, riesce a vincere lo scudetto con la Juventus, poi entra in un tunnel dal quale sembra non poter uscire.

Diverse avventure sfortunate, tra cui quella al West Ham, prima della possibilità offertagli dal Carpi quest’anno. A dire il vero non fa neanche malissimo in Emilia, 4 gol in 12 partite, e a gennaio l’Atalanta lo porta a Bergamo. Se vi gira la testa, bè, siete in buona compagnia.

Alessandro Diamanti (Atalanta): 12 squadre in carriera

Altro italiano in classifica, a pari merito con Borriello: si tratta di Alino Diamanti, anche lui nuovo acquisto dell’Atalanta. Classe 1983, il fantasista comincia la sua carriera da Prato nel 1999-2000. Un breve prestito all’Empoli, poi il Prato lo manda in prestito a Fucecchio e Florentia Viola (la squadra nata dalla Fiorentina di Cecchi Gori).

Albinoleffe e Prato, ancora, prima dell’esplosione nel 2007 a Livorno, dove in due anni, fino al 2009, mette a segno 17 gol in 59 presenze. E’ la consacrazione di Alino, che attira così addirittura l’interesse del West Ham, che nel 2009 lo acquista per accontentare l’allora allenatore Gianfranco Zola. Agli Hammers giocherà 28 partite mettendo a segno 7 reti.

Nel 2010 torna in Italia con la maglia del Brescia, poi l’anno successivo, dal 2011 al 2014, forse la sua avventura più bella in Italia, quella con la maglia del Bologna, dove diventa anche capitano. Nel 2014 vola in Cina, al Guangzhou Evergrande di Marcello Lippi, per giocare 24 partite e poi tornare in Italia con la Fiorentina. Comincia la stagione 2015-16 al Watford, ma a gennaio torna in Italia con la maglia dell’Atalanta.

Ervin Zukanovic (Roma): 12 squadre in carriera

La Locomotiva di Sarajevo trova posto in classifica grazie alle 12 squadre cambiate nel corso della sua carriera, con l’ultimo trasferimento nel mercato di gennaio alla Roma. Zukanovic, difensore bosniaco classe 1987, parte dallo Željezničar, in patria. Si trasferisce presto all’estero, in Austria, al Lustenau.

Torna in Bosnia nel 2007 per vestire la maglia del Velez Mostar. Poi di nuovo in Austria, dove gioca con Sulzberg e Uerdingen 05 tra il 2008 e il 2009. L’anno successivo si trasferisce in Belgio, al Dender, e nel 2010 all’Eupen.

In Belgio si trova bene e, prima con il Kortrijk, poi con il Gent, si afferma come uno dei migliori difensori della Jupiler League. Nel 2015 sbarca in Italia, portato dal Chievo, e all’inizio di questa stagione si trasferisce alla Sampdoria, dove disputa una buona prima metà di campionato e si guadagna la chiamata della Roma, una squadra di prestigio che certifica la grande crescita del difensore bosniaco.

Kwesi Appiah (Crystal Palace): 13 squadre in carriera

Anche lui ha ancora parecchio tempo per migliorare il suo record. A 26 anni Kwesi Appiah, attaccante del Crystal Palace, ha già cambiato la bellezza di 13 maglie.

Ghanese, ma nato in Inghilterra, ha già girato parecchio e sembra non aver trovato ancora pace. Comincia nel 2008 con l’Ebbsfleet United, poi comincia il giro dei prestiti con Weymouth e Kettering Town nelle serie minori inglesi. Thurrock nel 2010, poi, finalmente, nella stagione 2011-12 trova un po’ di stabilità con la maglia del Margate, dove segna 22 reti in 24 partite.

Così nel 2012 lo compra il Crystal Palace, che però, dopo avergli dato qualche chance, ricomincia a farlo girare in prestito come una trottola. Aldershot Town, Yeovil Town, Cambridge United, Notts County, Wimbledon. L’ultima maglia vestita è quella del Reading, prima di farsi male con la maglia della nazionale ghanese e rimanere lontano dai campi per parecchi mesi. Ancora oggi, che è di proprietà del Crystal Palace, sta cercando di recuperare la forma per tornare in campo. E magari cambiare squadra.

Mauricio Pinilla (Atalanta): 14 squadre in carriera

Torniamo in Italia, torniamo a uno dei nostri idoli. Mauricio Pinilla, il cileno dell’Atalanta, di squadre in carriera ne ha cambiate ben 14. In patria comincia con quella dell’Universidad de Chile, poi nel 2003, a 19 anni, l’Inter lo porta in Europa, ma Mauricio non vestirà mai la maglia nerazzurra, cominciando con i primi prestiti.

2003-04 diviso tra Chievo e Celta Vigo, poi 20 presenze in 2 anni allo Sporting Lisbona tra il 2004 e il 2006. Mezza stagione al Racing Santander e poi via verso la Scozia, Hearts of Midlothian. C’è tempo anche per un breve ritorno in patria all’U de Chile e addirittura per 3 partite in Brasile, nel 2008 con la maglia del Vasco da Gama.

Nel 2009 Pinilla vola a Cipro, sponda Apollon Limassol. Prima di ripartire dall’Italia dove troverà finalmente la sua seconda casa. La stagione 2009-10 è quella della sua consacrazione a Grosseto, 24 gol in 24 partite che gli valgono la chiamata del Palermo prima e del Cagliari poi, dove vivrà i suoi anni migliori in Italia. Le sue due ultime squadre italiane sono Genoa e Atalanta.

Luca Toni (Verona): 15 squadre in carriera

Ma il calciatore in attività, nei principali campionati europei, che ha cambiato più maglie, è l’immenso Luca Toni, per la verità aiutato anche dall’età, visto che ormai siamo arrivati quasi alla soglia dei 39 anni.

Il bomber di Pavullo nel Frignano comincia la sua carriera da Modena nel 1994, poi comincia a girare l’Italia con i gol nella valigia: Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani, fino ad approdare a Treviso nella stagione 1999-00. E’ la sua prima vetrina importante, che gli permette di trovare la chiamata del Vicenza per la stagione successiva.

Dal 2001 al 2003 gioca (e segna) con la maglia del Brescia, ma è tra il 2003 e il 2005 che esplode letteralmente con la maglia del Palermo. Saranno 50 i gol segnati in 80 partite giocate con la maglia dei rosanero. Nel 2005 va a Firenze, e con la maglia viola alza addirittura le sue medie realizzative, portandole a livelli stratosferici: 47 centri in 67 partite con la maglia della Fiorentina.

Da campione del Mondo va in Germania, al Bayern, dove, nonostante qualche difficoltà, conquista titoli e affetto della gente di Baviera a suon di gol. Nel 2010 fa ritorno in Italia, con la maglia della Roma prima e del Genoa poi, mentre nel 2011-12 veste per 12 partite la maglia della Juventus. L’avventura all’Al-Nasr nel 2012 sembrava il preludio al suo ritiro dal calcio che conta, ma dura poco. Un breve ritorno in maglia viola, poi l’avventura, incredibile, con quella dell’Hellas, dove torna a segnare quasi come ai vecchi tempi. Immenso.