I 9 gesti tecnici che qualificano un delinquente I 9 gesti tecnici che qualificano un delinquente
Tra di noi, sappiamo riconoscerci. Ogni buon delinquente, quando è in campo, sa fiutare la presenza di un suo simile e apprezzarne il carattere,... I 9 gesti tecnici che qualificano un delinquente

Tra di noi, sappiamo riconoscerci. Ogni buon delinquente, quando è in campo, sa fiutare la presenza di un suo simile e apprezzarne il carattere, la tempra, l’orgoglio. Insomma, tra simili ci si capisce bene.

Come si fa a riconoscere un delinquente su un lurido campo di terza categoria, tra fango, polvere, malcostume e cafonaggine? Semplice: ogni buon rappresentante della nostra categoria si qualifica attraverso un gran numero di gesti tecnici, spesso elevati ad arte, che si ripropongono, sempre uguali, in ogni parte del globo.

Per cui, per ottenere la qualifica ufficiale di “delinquente DOC”, basta riconoscersi in questi gesti, queste piccole cose che identificano a prima vista un appartenente alla nostra categoria, uno che vive il calcio esattamente a modo nostro. Andiamo quindi a scoprire i 10 gesti tecnici che qualificano un delinquente vero.

gete1

Il piede a martello

Il piede ben disteso, che punta, in maniera inesorabile, un arto qualsiasi dell’avversario. Una poesia in movimento, un piccolo capolavoro di arte moderna. Il delinquente abituale, del piede a martello ha fatto una vera e propria arte, un gesto che ormai compie con calma olimpica. Chi non è abituato a tali nefandezze, nell’intervenire con il piede a martello in tackle, prova sempre un pochino di imbarazzo.

Chi invece ne ha fatto una ragione di vita, non ci bada. La scivolata, per essere degna di questo nome, deve prevedere anche un bel piede a martello come Iddio comanda. Non importa se poi l’intervento sarà sul pallone o sulla gamba, sulla carne o sul cuoio. Potrete agevolmente riconoscervi tra di voi, quando, in un contrasto, arriverete in due con il piede ben disteso a martello rischiando la vita. Ma sono incidenti del mestiere che possono capitare e che non fanno paura a chi vive il calcio in un certo modo.

Next page