I 5 motivi per cui la Serie A che vedremo sarà molto diversa dal solito I 5 motivi per cui la Serie A che vedremo sarà molto diversa dal solito
Sabato 20 giugno, ore 19.30. Lo stadio Olimpico Grande Torino, con il calcio di inizio del recupero tra Torino e Parma, sarà il teatro... I 5 motivi per cui la Serie A che vedremo sarà molto diversa dal solito

Sabato 20 giugno, ore 19.30.

Lo stadio Olimpico Grande Torino, con il calcio di inizio del recupero tra Torino e Parma, sarà il teatro (vuoto) della ripartenza del calcio italiano, con la prima partita della nuova era, un territorio inesplorato nel quale ci addentreremo nei prossimi due mesi.

Già, perché, per tanti motivi, la Serie A che ricomincerà tra una decina di giorni sarà tutt’altro campionato rispetto a quella che abbiamo conosciuto finora. Un po’ come successo finora in Bundesliga, per capirci.

Le nuove condizioni, le misure di sicurezza e i mesi di stop, infatti, metteranno squadre e spettatori di fronte a uno spettacolo inusuale, e per forza di cose saranno tante le cose che cambieranno, anche e soprattutto in campo.

E chi sarà più bravo ad adattarsi a queste nuove condizioni le sfrutterà al meglio per provare ad ottenere dei vantaggi in termini di risultati.

Per questo motivo, oggi abbiamo provato a mettere nero su bianco i 5 motivi per cui la Serie A che vedremo in campo tra qualche settimana sarà molto diversa dal solito.

1 – L’impatto psicologico degli stadi vuoti

Vedere partite in impianti deserti, per noi che siamo a casa, è triste e deprimente. Ma per chi va in campo, forse, è peggio ancora. E non solo dal punto di vista dell’umore.

I calciatori professionisti, infatti, sono abituati a giocare in stadi pieni, e a farsi trascinare dal rumore dei tifosi. Anche a livello visivo e uditivo, il pubblico è un punto di riferimento, e se viene a mancare, ne risente l’aspetto psicologico.

Soprattutto, giocare senza pubblico può far spegnere spesso la concentrazione, visto che le condizioni sono del tutto simili a quelle di un allenamento. E questo lo abbiamo già visto in Germania, con tantissimi errori di distrazioni compiuti anche da giocatori di un certo livello.

2 – L’aspetto fisico

I giocatori arrivano alla ripresa del campionato dopo un lunghissimo stop, e hanno dovuto fare una specie di seconda preparazione atletica, però nel bel mezzo della stagione.

I carichi di lavoro sono stati importanti, e bisognerà vedere quante squadre risentiranno di problemi da questo punto di vista. In più, ci saranno due nemici in più che potranno mettere i bastoni tra le ruote alle squadre, il caldo (per quanto si giocherà in serale, saremo sempre in piena estate) e il calendario fitto di impegni, con partite ogni 3 giorni.

I ritmi delle partite che vedremo, quindi, rischieranno di essere piuttosto bassi, con tante squadre che punteranno ad ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, perché ogni goccia di sudore risparmiata diventerà preziosa.

La gestione della fatica e delle energie diventerà quindi un tema fondamentale, un aspetto forse anche più importante di quello tecnico-tattico. Chi saprà gestire meglio lo sforzo sarà sicuramente avvantaggiato sul lungo periodo ed eviterà pericolosi crolli.

3 – Le cinque sostituzioni e il turnover

Questo aspetto è ovviamente collegato a quello fisico; per gestire le energie, gli allenatori dovranno gestire gli uomini, e in questi mesi potranno farlo avendo a disposizione un’altra opzione, quella delle cinque sostituzioni.

I cinque cambi permetteranno agli allenatori di cambiare idea in corsa più spesso, di rivoluzionare i moduli per ribaltare il risultato di una partita, e più in generale di avere maggiore libertà. Allo stesso modo, le tante partite in poco tempo obbligheranno gli allenatori a fare tanto turnover, a cambiare gli uomini e a cercare soluzioni alternative.

Un aspetto, questo, che potrà favorire l’introduzione di innovazioni e di sperimentazioni.

4 – La paura degli infortuni

Lo abbiamo visto in questi giorni, sono già tante le squadre di Serie A che hanno dovuto fare i conti con gli infortuni. E proprio questo potrebbe diventare un problema che attanaglierà tante squadre, soprattutto in caso di errori durante la fase di preparazione fisica delle scorse settimane.

Allo stesso modo, però, saranno gli stessi calciatori a giocare un po’ con il freno a mano tirato, per paura di farsi male. Non dimentichiamo, poi, che per i giocatori di livello internazionale si prospettano 14 mesi ininterrotti di calcio, e quindi, anche a livello inconscio, qualcuno di loro potrebbe provare già da ora a risparmiarsi un po’.

5 – Il fattore campo annullato

E, infine, ci sono gli stadi vuoti e il loro riflesso sul fattore campo.

Siamo abituati a considerare il pubblico il dodicesimo uomo in campo, e in effetti è proprio così. Uno stadio caldo e passionale può aiutare tantissimo una squadra e mettere a disagio l’altra; uno stadio vuoto, in un certo senso, neutralizza tutto.

Per quanto riguarda il fattore campo, ci sono due aspetti da considerare, che vanno in un certo senso un po’ ad annullarsi. Da una parte, tante squadre piccole con stadi dalla capienza non enorme non potranno contare su un ambiente caldo, che spesso rendeva più difficile la vita alle big. Ma dall’altro, anche le grandi non potranno contare sull’impatto di stadi giganteschi – come San Siro per esempio – che potevano intimidire i giocatori delle piccole. In un San Siro vuoto, sempre per fare l’esempio dell’impianto milanese, una squadra che lotta per non retrocedere può fare più facilmente l’impresa.

Gli stadi vuoti, poi, potrebbero dare una mano a quei giocatori meno esperti che soffrono la pressione. In tanti, magari, proveranno giocate rischiose sapendo di non dover fare i conti con il “feedback” immediato del pubblico.

Chi sarà avvantaggiato da questa situazione?

E quindi arriviamo così alla domanda finale: chi potrà avvantaggiarsi da questo “nuovo” calcio? Secondo noi, saranno tre i fattori che faranno la differenza, che potranno avvantaggiare una squadra piuttosto che un’altra.

Il primo, banalmente, la panchina lunga. Chi potrà contare su tanti uomini e su ricambi di qualità, soffrirà meno il turnover forzato e potrà far riposare molto di più i suoi uomini chiave. Chi invece spremerà più i suoi big, rischierà di arrivare con la lingua penzoloni a fine stagione.

Secondo fattore, il tipo di gioco. Le squadre che giocano un calcio più aggressivo e fisico, basato sul pressing e sull’intensità, non potranno reggere quei ritmi per un mese e mezzo. Se ci proveranno, rischiano di scoppiare, se tireranno il freno, si snatureranno. Potrebbero quindi essere avvantaggiate le squadre che puntano sul palleggio, su ritmi più blandi, su un calcio più economico.

Terzo e ultimo fattore, che può forse essere una risposta al secondo e un’integrazione del primo. Saranno favorite le squadre che possono contare su automatismi ben definiti, su meccanismi di gioco oliati e sperimentati. Per due motivi: il primo è che chi sa come muoversi in campo, risparmia energie, il secondo è che quando i meccanismi funzionano, non hanno tantissimo peso gli interpreti, e quindi il turnover può essere fatto con maggior serenità.