L’estate del calcio tedesco è stata un vero e proprio trionfo: i titolari a riposare al fresco dopo le stagioni vincenti con le loro...

L’estate del calcio tedesco è stata un vero e proprio trionfo: i titolari a riposare al fresco dopo le stagioni vincenti con le loro squadre di club, una nazionale sperimentale che si porta a casa la Confederations Cup, e i giovani dell’Under 21 – pur privati di alcune delle loro stelle – che vincono l’Europeo in Polonia.

Insomma, ancora una volta, il 2017 è stato l’anno del calcio tedesco, e tutto lascia pensare che sarà così ancora a lungo.

Basti pensare ai risultati portati a casa dai tedeschi negli ultimi 10 anni: semifinale ai Mondiali 2006, finale a Euro 2008, semifinale ai Mondiali 2010, semifinale a Euro 2012, campioni del mondo nel 2010, semifinali a Euro 2016.

Prima, appunto, della trionfale estate del 2017.

Ma i successi del calcio tedesco nascono da lontano, e non sono il frutto del caso. Al massimo, frutto del caso possono essere certi risultati, appunto, dal momento che, una volta arrivati in semifinale o in finale, la partita può poi essere decisa dal singolo episodio: ma, dal 2006 in poi, i tedeschi te li trovi sempre lì, a lottare fino in fondo. E, per fortuna, un paio di volte ci abbiamo pensato noi italiani, per tutti.

Ma perché il calcio tedesco è finito a dominare la scena mondiale? E, soprattutto, quali sono i motivi di questo successo?

Parte tutto da lontano, dal disastro di Euro 2000 e dalla scelta della Federazione di rifondare tutto il sistema. Andiamo a vedere quelli che, per noi, sono i 5 motivi del trionfo del calcio tedesco nel mondo.

1. Programmazione

È la parola chiave, il fulcro di tutto. Dopo l’eliminazione ai gironi a Euro 2000, la Federcalcio tedesca ha deciso di buttare tutto giù e rifare tutto daccapo, puntando ai Mondiali del 2006 da organizzare in casa. In mezzo, è vero, ci fu la finale dei Mondiali nippocoreani nel 2002, ma quello fu più un caso, l’ultimo ruggito della generazione dei vecchietti, che il primo frutto del Rinascimento calcistico tedesco.

Proprio a partire dall’organizzazione dei Mondiali di casa, il calcio tedesco si è rimesso in moto, ha puntato sugli impianti di nuova generazione, ha improntato la sua gestione economica sui criteri di rigidità che hanno reso famoso il Paese, e ha aspettato qualche anno. Dopo i Mondiali, la Bundesliga ha ritrovato appeal verso il pubblico, e oggi è forse il campionato economicamente più funzionale d’Europa. Insomma, in Germania hanno tracciato un percorso e l’hanno seguito in maniera perfetta. Come si fa da quelle parti.

2. Formazione

Uno dei punti chiave è stata la scelta di puntare sulla formazione di tecnici che sapessero coniugare al meglio teoria e pratica. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, con una generazione di allenatori tedeschi che, negli ultimi anni, hanno saputo farsi conoscere in patria e anche all’estero.

E molti di loro sono giovani, qualcuno anche sotto i 40 anni (basti pensare al tecnico dell’Hoffenheim, Julian Nagelsmann) e qualcuno senza nemmeno un passato da calciatore alle spalle. Insomma, in Germania hanno puntato su una scuola di talento anche per quanto riguarda la panchina, e dai centri federali sono usciti allenatori con le idee chiare, che hanno forgiato il nuovo modello del calcio tedesco.

3. I giovani

Una volta pensionata la vecchia generazione, in Germania non hanno avuto alcun problema a puntare sui giovani. Ma non a parole, con i fatti. E, appunto, la squadra che i tedeschi hanno portato quest’anno in Confederations Cup è stata la più giovane di sempre per la competizione.

A fare impressione, per quanto riguarda la Germania, non è solo la qualità dei singoli, ma anche la quantità di talento che è stata prodotta, negli ultimi anni, da quelle parti.

Basta dare un’occhiata alla profondità della rosa da cui le varie nazionali tedesche possono attingere.

4. Continuità

Come abbiamo detto, a fare impressione è stata la regolarità dei tedeschi negli ultimi 10 anni. La continuità della Germania nel mandare avanti il suo progetto è stata assolutamente rimarchevole, e soprattutto sono stati bravi a mettere in piedi un sistema che, oggi, può alimentarsi da solo.

Per intenderci, la Spagna ha avuto una generazione dorata che ha saputo cavalcare in pieno, anche a livello di identità di gioco, e ha raccolto i frutti del suo lavoro. Ma gli spagnoli non hanno mai prodotto un sistema vero e proprio, e, una volta finito il picco del talento, anche loro hanno – relativamente, ovvio – cominciato a faticare un po’ di più.

Quello che colpisce del progetto tedesco è, utilizzando un termine economico, la sua sostenibilità, la sua capacità di essere portato avanti a prescindere dagli interpreti e dalle circostanze: e, appunto, il successo della Germania è più che mai il trionfo del collettivo. Sia chiaro, il talento c’è, ed è parecchio. Ma è stato messo a sistema in maniera più che ingegnosa.

5. Integrazione

L’ultimo motivo del trionfo del calcio tedesco è la sua naturale multiculturalità. Nel calcio, ancora più che nella società, la Germania è stata brava a mettere insieme tutte le diverse anime del suo Paese, e, in un certo modo, ha potuto attingere a un bacino ancora più ampio per andare a pescare il suo talento.

Se poi, a questo talento, ci aggiungiamo la mentalità tedesca, ecco allora servita la ricetta vincente.