I 5 motivi per cui il VAR aumenterà le polemiche I 5 motivi per cui il VAR aumenterà le polemiche
Tra una decina di giorni comincerà il campionato di Serie A, un campionato storico anche per via dell’introduzione dell’ormai celeberrimo VAR, il sistema video... I 5 motivi per cui il VAR aumenterà le polemiche

Tra una decina di giorni comincerà il campionato di Serie A, un campionato storico anche per via dell’introduzione dell’ormai celeberrimo VAR, il sistema video che aiuterà gli arbitri nel corso delle partite.

La tecnologia l’abbiamo potuta ammirare già in diverse occasioni, come ad esempio in Confederations Cup (dove pure non è stata perfetta) e la promessa è quella di spegnere tutte le polemiche e migliorare decisamente il clima intorno agli arbitri, in campo e fuori.

Ma sarà veramente così? Ieri, nell’amichevole di Catania tra Milan e Betis, l’impressione è stata proprio quella contraria, con tanta confusione e polemiche nel post-partita, nonostante sia venuto fuori che le decisioni prese con la tecnologia fossero buone.

Ecco, secondo noi, se conosciamo un minimo l’ambiente del calcio italiano, l’introduzione del VAR non farà altro che aumentare le polemiche intorno agli arbitri.




E questi sono i 5 motivi per cui, a nostro giudizio, con il VAR le polemiche aumenteranno, invece che diminuire.

1. Resta comunque determinante l’intervento umano

La tecnologia, nel caso del gol/non gol, si è rivelata decisiva in questi anni. Con l’utilizzo dei sensori della goal line technology, sono spariti finalmente i casi di gol fantasma. Ma lì è facile: la tecnologia dice all’arbitro, in pochissimo tempo, se il pallone è dentro o fuori, e non ci si può sbagliare.

Il VAR, invece, è semplicemente un supporto: gli arbitri (quello in campo e quello in cabina di regia) rivedono le immagini, ma sono sempre loro poi a prendere la decisione finale. Insomma il VAR è un supporto importante, ma non risolutivo al 100%, e dunque, anche vedendo le immagini, l’arbitro può comunque sbagliare (è raro, ma può succedere).

Pensate solo alle moviole: avete visto, in tv, quanto è semplice che persone diverse abbiano interpretazioni diverse sulla stessa azione? Ecco, il VAR è la stessa cosa, e anche una volta presa la decisione, ci sarà sicuramente qualcuno pronto a giurare che è sbagliata.

2. Le situazioni di applicabilità

Come ormai noto, il VAR non si può applicare sempre: può essere richiesto dall’arbitro solo in determinate situazioni (gol, rigore, fallo grave o violenza, scambio di persona). Dunque, restano alcune situazioni che non potranno essere riviste.

Scommettiamo che, già dal prossimo campionato, allenatori e calciatori cominceranno a protestare chiedendo all’arbitro di andare a rivedere l’azione anche quando, eventualmente, non si può? Il regolamento prevede l’ammonizione per i calciatori che facciano richieste del genere, e l’espulsione per gli allenatori.

Insomma, anche in questo caso, si rischia di alimentare confusione e polemiche.

3. Le pause in campo rischiano di creare ancora più confusione e capannelli

Lo abbiamo visto in questi mesi: quando l’arbitro ricorre alle immagini, viene immediatamente circondato dai calciatori, che cercano in tutti i modi di condizionarlo o di fargli cambiare idea.




Vero, questo non è un problema del VAR, quanto di correttezza ed educazione dei giocatori in campo. Ma, con l’adrenalina e la carica agonistica al massimo, i minuti di pausa in cui si va a vedere le immagini possono diventare un problema, con i capannelli che si creano e qualche schiaffone pronto a volare.

Ma, tranquilli: se vola qualche ceffone durante le proteste, l’arbitro può sempre correre a rivedere le immagini!

4. Non mette a tacere i teorici del complotto

Anche qui, ovviamente, non è un problema del VAR, quanto un problema di mentalità. E, di sicuro, è il meno grave dei problemi.

Ma, come la mettiamo con i teorici del complotto, quelli che pensano che sia tutto pilotato, che la squadra X venga favorita da un fantomatico sistema, che la squadra Y venga penalizzata di proposito, che che la squadra Z sia nel mirino dei poteri forti? Semplicemente, le persone che vivono il calcio in questo modo (profondamente sbagliato, ve lo diciamo subito) al primo errore del VAR saranno prontissime a esclamare, gonfiando il petto: “avete visto, hanno sbagliato pur potendo rivedere le immagini, è ancora più evidente il fatto che vogliano favorire qualcuno!”

Vi abbiamo avvisato, ci risentiamo tra qualche mese, con questa storia. Fermo restando che, naturalmente, se vivete il calcio in questo modo, forse fareste bene a non seguirlo più…

5. Può minare la serenità dell’arbitro

L’arbitro, in tutto questo, è l’ultimo dei pensieri. Ma come può sentirsi sereno un arbitro che, magari, ha preso una decisione che viene poi ribaltata con l’ausilio delle immagini? I direttori di gara, probabilmente, si sentiranno ancora più accerchiati e con le spalle al muro.

E se un arbitro non è sicuro di un fischio, nemmeno dopo averlo rivisto 5 volte? Come farà a decidere serenamente e a continuare poi il match, sapendo magari di aver sbagliato, o di essere stato corretto?

Insomma, secondo noi il VAR può minare le certezze degli arbitri e indurli a peggiorare le loro prestazioni, facendogli sfuggire di mano la partita.

Queste, ovviamente, sono solo le nostre impressioni. La tecnologia, nel calcio come in altri sport, resta un ausilio importante per l’uomo. Solo che, nel calcio, è molto più difficile usarla al meglio, visto che il regolamento è sempre più complesso, e le situazioni al limite sono sempre parecchie.

Speriamo di sbagliarci, comunque, e che il primo campionato del VAR possa filare liscio come l’olio. Ma francamente, soprattutto conoscendo il calcio italiano, ci fidiamo poco…