I 5 motivi della sconfitta della Juventus I 5 motivi della sconfitta della Juventus
La maledizione è tornata a colpire: nemmeno ieri sera, nella notte di Cardiff, la Juventus è riuscita a portare a casa la Champions League,... I 5 motivi della sconfitta della Juventus

La maledizione è tornata a colpire: nemmeno ieri sera, nella notte di Cardiff, la Juventus è riuscita a portare a casa la Champions League, che continua così a rimanere un tabù, in tempi recenti, per la squadra bianconera.

Da ieri sera -pur rimanendo contenti ovviamente per la stagione della loro squadra, da non considerarsi fallimentare- i tifosi della Vecchia Signora continuano a interrogarsi sui motivi dell’ennesima disfatta europea.

Già, perché quella di ieri sera è stata ancora una volte una notte maledetta, in cui i tifosi della Juventus hanno accarezzato il sogno di portare a casa la Coppa solo per un’ora, fino al gol di Casemiro che ha posto fine a tutti i sogni.

Ma quali sono stati i motivi della disfatta bianconera di ieri? Abbiamo provato ad analizzarli stamattina, a mente fredda, per scoprire dove ha sbagliato e su cosa dovrà lavorare la Juventus nei prossimi mesi, se vorrà lanciare un nuovo assalto alla Coppa divenuta ormai una chimera.




Andiamo a scoprire quelli che per noi sono i 5 motivi della sconfitta della Juventus.

1. L’approccio mentale

Bastava dare uno sguardo agli occhi e alle facce dei calciatori nel tunnel degli spogliatoi mentre, sul prato del Millennium Stadium, si attardavano a cantare i Black Eyed Peas. La tensione sulla faccia di buona parte dei calciatori juventini raccontava tutto o quasi, con molti bianconeri divorati dall’ansia.

Tensione che poi, per molto tempo, si è vista in campo, con una Juventus che non è riuscita a mettere sul prato la sua proverbiale intensità. Non è un caso se il migliore in campo sia stato uno dei più “duri”, uno dei più scafati: quel Mario Mandzukic che sembra nulla possa turbare.

2. La tenuta fisica

Non può essere un caso: da qualche tempo la Juventus non era al massimo della brillantezza, e anche ieri lo si è visto. Tolti poche eccezioni, come per esempio il solito Alex Sandro, sul piano fisico è sembrato non esserci confronto, e non può spiegarsi solo con la mazzata psicologica del gol di Casemiro la mancata reazione.

Alla Juventus, a un certo punto, sono venute a mancare le forze: e anche a centrocampo Khedira e Pjanic hanno finito per soffrire l’intensità di Casemiro e Kroos, che hanno potuto quindi lasciare campo libero ai meno fisici, ma più tecnici, Modric e Isco, che hanno poi picconato le resistenze bianconere.

3. La notte nera di Gigi Buffon

Se c’era qualcuno che più degli altri aspettava questa finale, era lui, Gigi, a uno degli ultimi -se non l’ultimissimo- assalti alla Coppa più ambita. E, nonostante due deviazioni malandrine che lo hanno ingannato, la sensazione che potesse fare di più su quei due tiri rimane.

Non saranno stati errori clamorosi, probabilmente non li avrebbe presi nessuno quei tiri. Ma, per esempio, con il Buffon della finale di Berlino 2015, forse la Juventus avrebbe potuto scrivere un altro finale ieri sera…

4. I “fantasmi” Higuain e Dybala

I due uomini più attesi dell’attacco bianconero hanno decisamente tradito. Gonzalo Higuain, l’uomo comprato per lanciare l’assalto alla Champions, ha disputato una partita da vero e proprio ectoplasma, toccando pochi palloni e sbagliando i pochi che è riuscito a giocare.




Dybala, invece, dal canto suo, sembra aver sofferto l’approccio aggressivo del Real. Un paio di calcioni a inizio partita per mettere le cose in chiaro, e il talentino di Laguna Larga si è eclissato, quasi subito. E considerando che le finali spesso si decidono con le magie dei singoli, il “tradimento” dei due attaccanti argentini è ancora più pesante.

5. I campioni che giocavano con gli altri

Alla fine, è come si dice sempre. Vincere aiuta a vincere, e i grandi campioni sanno come si fa. Cristiano Ronaldo ha giocato certamente partite migliori, e ieri sera non ha certamente fatto l’alieno o giocato da CR7. Bilancio? Doppietta e coppa in bacheca, con un cinismo da vero e proprio campione, da grandissimo.

E poi, i vari Marcelo, Modric, Kroos, Isco…insomma, i campioni del Real hanno giocato da campioni. E la differenza, in una finale, si è notata.

Related Posts

La maledizione della maglia numero 10 del Real Madrid

2017-07-22 15:22:44
delinquentidelpallone

18

Presentata oggi la terza maglia della Lazio

2017-07-20 19:40:38
pagolo

18

Una novità assoluta sulla maglia della Juventus

2017-07-20 07:19:55
delinquentidelpallone

18

La terza maglia 2017/18 della Roma

2017-07-18 13:25:51
delinquentidelpallone

18

I 10 difensori più costosi della storia del calcio

2017-07-15 11:09:14
delinquentidelpallone

18

Il saluto della Juventus a Leonardo Bonucci

2017-07-14 20:13:15
delinquentidelpallone

18