Nonostante quella di ieri contro il Torino sia stata forse la miglior partita stagionale del Milan, per la squadra di Giampaolo è arrivata la...

Nonostante quella di ieri contro il Torino sia stata forse la miglior partita stagionale del Milan, per la squadra di Giampaolo è arrivata la terza sconfitta stagionale in cinque partite, un bilancio che non può che far preoccupare tifosi e dirigenza, nonostante le rassicurazioni in arrivo dai piani alti.

Il Milan ha cominciato la sua stagione come peggio non si poteva, e il gioco e l’identità tattica chiesti al nuovo tecnico non si sono praticamente mai visti.

Per questo, non è certo prematuro parlare di crisi, con una squadra che adesso deve cercare di risollevarsi al più presto per evitare di finire nelle sabbie mobili di un campionato che potrebbe già essersi complicato parecchio a fine settembre.

Quali sono i motivi che hanno spinto il Milan in questa situazione? Abbiamo provato a individuare 5 possibili cause della crisi dei rossoneri.

1. La confusione del progetto tattico

Marco Giampaolo è stato quasi sempre legato a un’idea di calcio che prevedeva l’utilizzo di un trequartista; già da inizio stagione, però, questa idea si è scontrata con la rosa del Milan, e con la presenza – su tutti – di Suso, con il tecnico rossonero che nelle prime partite intendeva utilizzare lo spagnolo proprio da trequartista, con scarsi risultati.

Dalla partita di Udine in poi, Giampaolo ha cambiato sistema di gioco e uomini, mostrando però di non avere ancora ben chiara in testa un’idea di gioco. Confusione che si è poi chiaramente rispecchiata in campo, con la squadra che è apparsa lenta e indecisa, quasi come se non sapesse bene cosa fare.

2. La mancanza di leader

Quando il gioco latita, una squadra che può contare su dei leader ben riconosciuti riesce a sopperire a questa carenza mettendo in campo l’esperienza e le giocate. Ed è proprio questo che è mancato al Milan in queste prime giornate, qualcuno che prendesse per mano la squadra al di fuori del (carente) gioco e dello spartito tattico.

Anche per questo motivo, forse, si spiega la scelta di Giampaolo di puntare nelle ultime uscite su uno come Biglia, scelta che però non ha pagato moltissimo. Una squadra senza leader rischia subito di trasformarsi in una squadra senz’anima.

3. L’attacco totalmente a secco

Ieri sera, contro il Torino, il Milan ha tirato 4 volte in porta: lo stesso numero di tiri nello specchio che i rossoneri avevano effettuato nelle 4 precedenti giornate.

Il Milan ha segnato finora 3 gol, di cui due su rigore; Piatek sembra ormai solo il lontano parente dell’attaccante micidiale che avevamo visto nella scorsa stagione. I rifornimenti per le punte latitano, e gli attaccanti ne risentono. Anche in questo caso, però, a volte è la giocata del singolo che può sopperire a un gioco insufficiente. E, anche in questo caso, finora non è successo niente di tutto ciò.

4. Un mercato poco legato al progetto di squadra

La campagna acquisti del Milan non sarà stata certo quella esagerata dell’epoca di Fassone e Mirabelli, ma di certo sono arrivati giocatori importanti in rossonero in questo mercato. Il problema, però, è stato che molti di loro non erano forse adatti al progetto che stava venendo su. Perché puntare su Rafael Leao se poi non si trova una collocazione in campo che lo esalti al meglio? E, per esempio, se si intendeva abortire il modulo con il trequartista, a che pro puntare su Krunic? Alla fine, il colpo Rebic a fine mercato è suonato un po’ come una “panic move” per provare a metterci una pezza.

Ma, a quanto pare, i nuovi innesti avranno bisogno ancora di tempo per poter dire la loro in questa squadra.

5. Alcune scelte infelici di Giampaolo

Anche il tecnico ci ha messo del suo: perché – ier isera – togliere dal campo Leao, che pure stava facendo bene? E, stesso discorso, anche in un momento diverso della partita, per la sostituzione di Bennacer.

Un’altra delle colpe fin qui imputate a Giampaolo è stata quella di non aver dato fiducia ai nuovi acquisti, puntando forse troppo sul gruppo della passata stagione. Una scelta forse sbagliata, anche perché, per esempio, quando Leao è stato mandato in campo nel derby non ha certo sfigurato.

La stagione non è ancora compromessa, vero, ma se il Milan non dovesse trovare una reazione già dalle prossime giornate, rischia di trasformarsi in una lenta e dolorosa agonia.