Roma-Lazio non è mai una partita qualsiasi. A Roma il derby entra nel cuore della gente e tocca l’anima del popolo. In nessun posto,...

Roma-Lazio non è mai una partita qualsiasi. A Roma il derby entra nel cuore della gente e tocca l’anima del popolo. In nessun posto, in Italia, il derby è così sentito e viscerale come nella Capitale.

E nonostante tutto quanto sta succedendo negli ultimi anni, nonostante quella di oggi si annunci come uno dei derby più surreali della storia (con gli spalti vuoti e le curve fuori dall’Olimpico) negare l’importanza e l’attesa per questa partita è da pazzi. Roma-Lazio, anche oggi, non può lasciare indifferenti. Abbiamo deciso di raccontarvi 5 sfide memorabili, 5 derby di Roma degli ultimi anni che sono passati alla storia e che, ancora oggi, ricordiamo come fossero successi solo qualche giorno fa.

Perchè possono anche distruggere il calcio, ma il fascino del derby della Capitale, quello non potranno distruggerlo mai.

Roma-Lazio 3-1, 11 aprile 1999

Siamo nella stagione 1998-99. All’Olimpico vanno in scena due derby dai grandi nomi. La Roma è allenata da Zdenek Zeman e ha in campo un Francesco Totti che sta diventando pianamente padrone della squadra, la Lazio è allenata da Sven Goran Eriksson e in campo è trascinata dall’altro 10, Roberto Mancini, e dalla coppia d’attacco Salas-Vieri.

Nella gara d’andata finisce con un pirotecnico 3-3, una di quelle partite indimenticabili. Per cui quella dell’11 aprile 1999 è una gara attesissima e da brividi.

Ma come spesso accade nella storia del derby, la scena a sorpresa se la prende qualcun altro: è Marco Delvecchio il grandissimo protagonista di questo accesissimo derby. Super Marco realizza una doppietta che porta avanti la Roma, due gol di pregevolissima fattura. Prima della fine, Bobo Vieri accorcia le distanze. Mihajlovic e Paulo Sergio si fanno cacciare per reciproche scorrettezze, poi Nesta commette fallo da ultimo uomo e lascia i suoi addirittura in 9. E allora Francesco Totti chiude i conti e va a mostrare sotto la nord la celebre maglia con la frase “Vi ho purgato ancora”. Solo a Roma possono succedere cose così.

Roma-Lazio, 2-2 29 aprile 2001

Un derby al cardiopalma nell’anno dello Scudetto della Roma. All’Olimpico va in scena una stracittadina al limite estremo della tensione. La Roma viaggia verso il tricolore, la Lazio vuole mettere i bastoni tra le ruote agli odiati rivali e riaprire del tutto la corsa scudetto.

Il 29 aprile 2001 si affrontano forse due tra le squadre più forti di sempre della storia del derby, al loro meglio e con i rispettivi campioni nella miglior fase della loro carriera. La partita è ovviamente dura e non si risparmiano entratacce e cattiverie. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, si decide tutto nella ripresa.

Apre le marcature Gabriel Omar Batistuta, che raccoglie un invitante suggerimento di Super Marco Delvecchio. E dopo 5 minuti è ancora una volta Delvecchio, vero uomo derby, a raddoppiare. Sembra fatta, Roma lanciata verso lo scudetto, Lazio nell’angolo. Ma con i campioni che ci sono in campo nulla è scontato. Pavel Nedved con una bordata delle sue a 10 dal termine riapre i giochi.

E poi, al quinto minuto di recupero, Lucas Martin Castroman trova un’altra gran botta da fuori area per il definitivo 2-2 che fa impazzire i tifosi della Lazio. A fine anno, la Roma riuscirà comunque a portarsi a casa lo Scudetto.

Lazio-Roma 1-5 – 11 Marzo 2002

Uno dei derby che i tifosi della Roma ricordano come un sogno, e quelli della Lazio come un incubo. E poi, per qualcuno, quella serata è forse semplicemente il giorno più brutto della carriera sportiva (infortuni esclusi). Stiamo parlando, ovviamente, di Alessandro Nesta, che l’11 marzo del 2002 visse una notte da tragedia all’Olimpico.

Sono gli anni in cui Lazio e Roma lottano non solo per la supremazia cittadina; sono gli anni in cui Lazio e Roma combattono per scucirsi a vicenda il tricolore dalla maglia. E’ quello che ha fatto la Roma nel 2001, diventando Campione d’Italia subito dopo la Lazio, che nel 2000 aveva vinto lo Scudetto. E con lo scudetto sul petto, la Roma vince (2-0) il derby di andata. Al ritorno, i biancocelesti vorrebbero rifarsi, ma trovano sulla loro strada un aeroplanino che non vuole saperne di mettere a posto le ali.

Vincenzo Montella segna quattro gol nei primi 45′, fa ammattire il povero Nesta che deve lasciare, stordito, il terreno di gioco. Stankovic accorcia le distanze, ma poi Francesco Totti chiude i conti con un favoloso cucchiaio. 5-1 e pratica archiviata.

Lazio-Roma 3-1, 6 gennaio 2005

Era il 15 gennaio del 1989: la Lazio era tornata in serie A dopo gli anni di purgatorio della Serie B e tornava a disputare il derby. E quella partita la decideva un giovanissimo Paolo Di Canio che, dopo il gol, era corso ad esultare sotto la Sud, una cosa considerata quasi come un oltraggio.

E 16 anni dopo, un non più giovanissimo Di Canio torna alla Lazio, quasi a conclusione di un percorso, quasi a voler ripercorrere i passi del suo cuore. E il giorno della Befana del 2005, il 6 gennaio, la storia torna incredibilmente a ripetersi.

Siccome il destino di starsene buono e di non metterci lo zampino proprio non ne vuole sapere, è proprio Paolino Di Canio ad aprire le marcature. Indovinate dove? Ovviamente sotto la Sud. Cassano pareggia i conti, poi Cesar e Rocchi firmano il definitivo 3-1, che scatena la gioia dei tifosi della Lazio e soprattutto quella di un Di Canio impazzito di gioia.

Lazio-Roma 1-0, 26 maggio 2013

Il 26 maggio 2013 è una data indimenticabile nella storia del derby di Roma. Al termine della stagione, Roma e Lazio si ritrovano in finale di Coppa Italia, e, ovviamente, si gioca all’Olimpico. Perchè la stracittadina della capitale vale sempre tanto, tantissimo, ma se c’è un trofeo in palio, e soprattutto se c’è la possibilità di alzarlo al cielo guardando negli occhi i tuoi rivali di sempre, allora quella stracittadina vale semplicemente tutto.

Il 26 maggio 2013 va in scena un derby teso, in una incredibile cornice di pubblico. La partita è nervosa, nel primo tempo volano calci e calcioni, Al minuto settantuno, però, la storia si ferma: Candreva mette in mezzo un pallone dei suoi, un siluro che Lobont smanaccia alla meno peggio.

Il pallone rotola e finisce dalle parti di Senad Lulic, che non deve fare altro che spingerlo in porta e diventare l’eroe del popolo laziale. I biancocelesti di Petkovic vincono la Coppa Italia in una giornata che rimarrà per sempre nella memoria del derby romano.