I 10 trasferimenti più assurdi del mercato di gennaio 2019 I 10 trasferimenti più assurdi del mercato di gennaio 2019
Finalmente, anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. Il mercato di riparazione di gennaio, che inizialmente doveva finire molto prima, salvo essere poi prolungato, è andato... I 10 trasferimenti più assurdi del mercato di gennaio 2019

Finalmente, anche quest’anno ce l’abbiamo fatta.

Il mercato di riparazione di gennaio, che inizialmente doveva finire molto prima, salvo essere poi prolungato, è andato in archivio, e almeno fino a maggio/giugno non sentiremo parlare di acquisti, cessioni, prestiti, plusvalenze, riscatti, investimenti, tesoretti, colpi e quant’altro.

Anche questa sessione invernale, come e forse anche più di tante altre, ci ha regalato però immense soddisfazioni dal punto di vista delle operazioni di mercato TOTALMENTE A CASACCIO.

Per cui, come ormai consueto, abbiamo stilato la lista dei 10 trasferimenti più assurdi, casuali ed inspiegabili del mercato di gennaio, ovviamente in ordine sparso.

Lo scambio Tielemans-Adrien Silva

Se state seguendo un po’ il calcio internazionale, sarete sicuramente a conoscenza della situazione quasi disperata del Monaco, che dopo il breve interregno di Henry ha affidato di nuovo la sua panchina a Leonardo Jardim.

Bene, i monegaschi hanno deciso di movimentare il loro mercato invernale con un movimento totalmente a casaccio: lo scambio di prestiti con il Leicester tra Tielemans e Adrien Silva, nel quale, opinione personale, ci vanno pure abbastanza a perdere.

Boh.

Blaszczykowski torna al Wisla Cracovia

Questo, invece, è un trasferimento dettato dal buon cuore: il polacco Kuba Blaszczykowski, che da qualche tempo non trovava più spazio con il Wolfsburg, ha deciso di tornare a giocare nel club che lo ha lanciato.

Ma siccome il Wisla è in grosse difficoltà economiche, Blaszczykowski ha deciso di giocare praticamente gratis, anzi, di fare qualcosa in più: presterà circa 300.000 euro alla sua nuova squadra per pagare gli stipendi dei giocatori e dipendenti che da qualche mese li ricevono a singhiozzo.

Sulley Muntari all’Albacete

È successo tutto ieri sera. Mentre eravamo intenti a gustarci un Inter-Lazio che doveva ancora dare il suo meglio, dalla Spagna arriva una notizia che ci lascia di stucco.

Sulley Muntari all’Albacete, squadra della Segunda Division spagnola. Il centrocampista ghanese aveva giocato qualche partita al Deportivo La Coruna lo scorso anno, salvo poi tornare svincolato.

Bé, noi da oggi abbiamo un motivo per dare un’occhiata anche alle partite della seconda divisione spagnola.

Kevin Prince Boateng al Barcellona

A inizio sessione di mercato, il Barcellona aveva fatto capire di essere molto interessato a finire in questa rubrica, completando l’acquisto del difensore ex Inter Jeison Murillo. Una volta capito che l’arrivo del colombiano non sarebbe stato sufficiente, hanno deciso di alzare decisamente l’asticella.

Era l’ora di pranzo di un paio di settimane fa, tutto sembrava tranquillo, a un certo punto arriva il tweet di Gianluca Di Marzio: “Barcellona-Boateng, operazione quasi chiusa”. Iniziamo a pensare a uno scherzo, a un profilo hackerato, a Dio solo sa cosa, e invece nel pomeriggio il trasferimento si concretizza e Boateng passa davvero dal Sassuolo al Barcellona, per andare a fare il vice-Suarez.

Bo(h)ateng.

Antonio Barreca al Newcastle

Niente, il Monaco ha proprio deciso di monopolizzare la sessione di mercato. Solo 6 mesi fa, Antonio Barreca era arrivato – anche in quel caso, sostanzialmente in maniera imprevedibile – nel Principato, oggi parte per l’Inghilterra, per andare in prestito al Newcastle, alla corte di Rafa Benitez.

Vedremo se in Premier League troverà più spazio che in Ligue 1: al massimo, al prossimo giro possiamo provare con la Bundesliga o la Liga, no?

Stefano Okaka Chuka dal Watford all’Udinese

Ci sono dei giocatori che hanno l’inspiegabile potere di ricomparire sulla scena nell’esatto momento in cui pensavamo di esserci dimenticati di loro. Fanno parte di questa schiera calciatori cult come Ciccio Tavano, Peter Crouch (del quale parleremo in seguito), Daniele Bonera (che, anche se non ci credete, insegna ancora a difendere al Villarreal) e ovviamente Stefano Okaka Chuka.

Così come qualche anno fa l’attaccante scuola Roma era stato dato per disperso in quel di Parma prima di venir riesumato dalla Sampdoria di Mihajlovic, allo stesso modo il buon Pozzo, dopo un’estenuante trattatuva con sé stesso, ha deciso di riportare l’attaccante che vanta addirittura 4 presenze in nazionale maggiore nel nostro campionato.
Stefano Okaka è quel calciatore del quale non sapevamo di sentire la mancanza, quello che si sbatte e lotta per un posto da titolare che non di rado riesce anche a trovare, nonostante abbia segnato 5 reti nella sua miglior stagione in Serie A; perché non dovremmo volergli bene?

Peter Crouch dallo Stoke City al Burnley

L’ennesimo ritorno dell’immarcescibile Peter Crouch potrebbe anche non far notizia, se non fosse per l’incredibile video di presentazione del Burnley.

Ne abbiamo parlato qui.

Mousa Dembélé dal Tottenham al Guangzhou R&F

Non è poi così strano che un calciatore di questi tempi, specialmente over 30, vada a monetizzare gli ultimi anni della sua carriera in terra cinese. Nel caso di Mousa Dembélé, che comunque avrebbe fatto comodo a diverse squadre europee di fascia medio.alta, a far alzare il sopracciglio in stile Ancelotti sono le motivazioni che hanno portato il centrocampista belga ad approdare al Guagnzhou R&F (da non confondere con l’Evergrande, ex squadra di Lippi e ora ai piedi del fenomeno Talisca). A spingere Dembélé verso l’oriente sono stati, citiamo le testuali parole, “i film di Bruce Lee, mi hanno fatto venire voglia di andare in Cina, sono un suo grandissimo fan“.
Serve aggiungere altro?

Ante Budimir dal Crotone al Maiorca

Proviamo a fare un gioco di ruolo.
– “Pronto? Serie A? Guardate, sono il ds del Maiorca, la mia squadra è stata promossa in questa stagione in Liga Adelante, l’equivalente della vostra Serie B, e stiamo già lottando per un posto nei playoff. Ci servirebbe un attaccante di peso, uno di quelli che fanno reparto da soli, cosa avete da offrirci?”.
– “Beh c’è Caicedo che conosce già il campionato e alla Lazio non ha spazio, oppure Matri che fa la riserva al Sassuolo…”.
– “No no, nomi troppo blasonati, abbiamo bisogno di gente umile, grazie comunque. Serie B? Siete voi? Stiamo cercando ecc ecc che proposte avete?”
– “Beh c’è Donnarumma che sta facendo molto bene a Brescia ma con l’offerta giusta potrebbe partire, oppure Pazzini che non è più giovanissimo ma ha sempre segnato, Nestorovski che potrebbe essere un’occasione col Palermo in crisi…”.
– “Niente, non ci siamo, non avete capito. Aspettate un attimo, ce l’avete voi quello croato di 1,90 che l’anno scorso ha fatto doppietta alla Spal? Non ho visto altre partite, ma mi è sembrato fortissimo”.
– “Ma chi, Budimir?”.
– “ESATTO! Per caso è in vendita?”.
– “Ma ha segnato 3 gol quest’anno e non arriva a 10 complessivi nelle ultime 3 stagioni, siete proprio sicuri di…”.
– “ANDATA! Facciamo un prestito secco con riscatto obbligatorio a 30 milioni in caso di salvezza?”.
– “Ehm…”
– “Perfetto, è stato un piacere fare affari con voi!”.

Ezequiel Schelotto (dal Brighton) e Lucas Piazon (dal Chelsea) al Chievo Verona

Le strade imboccate dalle squadre ultime in classifica che lottano in maniera più o meno disperata per non retrocedere sono solitamente due: riesumare vecchie conoscenze della Serie A finite chissà dove e delle quali in pochi sentivano la mancanza, oppure puntare su ex potenziali fenomeni che non hanno mai compiuto il salto di qualità e non sembrano nemmeno dar l’impressione di poterlo fare da un momento all’altro.

Il Chievo ha scelto di non scegliere, imboccandole entrambe: sono così arrivati a Verona Ezequiel Schelotto, per qualche strano motivo parcheggiatosi a Brighton nell’ultima stagione e mezza, e Lucas Piazon, reduce da mezza stagione trascorsa a giocare col cellulare nella tribuna d’onore di Stamford Bridge insieme a Van Ginkel e Drinkwater.
In bocca al lupo, Mimmo Di Carlo.

A cura di Alex Campanelli e Valerio Nicastro

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