La serie A, la Premier, la Bundesliga, la Liga, la Ligue 1, le competizioni europee. Tutto bello, tutto veramente molto bello. Ma tutti questi...

La serie A, la Premier, la Bundesliga, la Liga, la Ligue 1, le competizioni europee. Tutto bello, tutto veramente molto bello. Ma tutti questi campionati impallidiscono di fronte all’unico vero campionato in grado di prenderci il cuore al cento per certo: la serie B. Ogni sabato pomeriggio la magia riparte, Diretta Gol si collega con 50 campi che puntualmente confonderemo e la nostra fantasia può viaggiare libera.

Tra un cross di Carlo Mammarella e un cartellino rosso di Claudio Gavillucci, tra un urlaccio di Serse Cosmi e un poker del Diablo Granoche, tra una corsa sulla fascia di Antonio Zito e una parata di Andrea Pierobon, vi proviamo a raccontare i 10 motivi per cui la serie B è il campionato più bello del mondo.

1. I mischioni inverecondi a ogni calcio d’angolo, punizione o rimessa laterale

Non sappiamo come sia possibile, visto che, essendo comunque questo il secondo massimo campionato nazionale, il livello tecnico dovrebbe essere comunque più o meno alto. Ma in realtà poco meno del 10% delle realizzazioni del campionato cadetto nasce da azioni manovrate imbastite con criterio. Il grosso delle reti, in serie B, arriva da situazioni al limite della promiscuità, in mischioni e mucchi selvaggi che farebbero provare orgasmi prolungati al grandissimo Sandrone Piccinini. Ogni calcio d’angolo, ogni punizione, ogni cross diventa occasione da trasformare in tonnara invereconda. E, nel 90% dei casi, da quella tonnara nasce un gol, quasi sempre viziato da qualche infrazione al regolamento. E qui passiamo subito al punto 2.

2. L’elevatissima frequenza di alterchi, gazzarre, cartellini rossi

Ogni sabato è un ecatombe. Ogni sabato decine e decine di cartellini gialli e rossi vengono sventolati sotto il naso dei nostri eroi, su tutti i campi della serie B. La frequenza di alterchi e gazzarre è altissima, non sappiamo dirvi per quale motivo, ma a noi non importa: sappiamo solo che ci piace parecchio. Vecchie conoscenze o nuovi virgulti, tutti sono pronti a menar le mani e a entrare in maniera scomposta sul malleolo del prossimo. Che sia imperizia o cattiveria, poco ci interessa, quel che sappiamo è che un turno di serie B senza almeno cinque cartellini rossi è da considerarsi una vera e propria delusione.

3. La totale imprevedibilità dei risultati

Chi ha provato anche una sola volta in vita sua a inserire più di 3 partite di serie B nel multiplone del weekend lo sa: la serie B non si può scommettere, la serie B è impronosticabile. Può anche giocare la prima in classifica contro l’ultima già retrocessa da tre mesi: di scontato in cadetteria non c’è assolutamente niente. Per qualcuno, ovviamente per i puristi del giuoco del calcio, quelli che lo seguono con anima pura e candida, è qualcosa di meraviglioso e romantico. Per altri, gli scommettitori incalliti e i ludopatici irrecuperabili, è una maledizione che segna l’esistenza. Non poter fare affidamento su quote a 1.30 è qualcosa cui questi soggetti non riusciranno mai ad abituarsi.

4. La presenza di portieri ottuagenari, esotici, predisposti alla fesseria

Gli estremi difensori della serie cadetta meritano assolutamente un capitolo a parte. Si va dall’ottuagerario Andrea Pierobon all’esotico Alfred Gomis, passando per idoli del calibro di Chichizola e Zappino. Apparentemente non ci sono giocatori più distanti tra loro, pur ricoprendo il medesimo ruolo. In realtà non è così: il minimo comune denominatore c’è ed è rappresentato dal fatto  che sono portieri in grado di alternare prodezze strabilianti a cappelle invereconde. Solitamente in ogni giornata di serie B che si rispetti, ne abbiamo più di una dimostrazione, con i rispettivi tifosi che una giornata ne chiedono il monumento equestre all’ingresso dello stadio e quella dopo la lapidazione in pubblica piazza.

5. Nessuno conosce le regole dei playoff

Se tifate una squadra di serie B che punta a salire di categoria dovete sperare che questa si classifichi nei primi due posti a fine stagione altrimenti sono cazzi. Perché poi dovete andarvi a studiare il regolamento dei Playoff, che è più intricato di un esame di diritto privato. Intanto le squadre che hanno diritto ad accedere alla post-season, fino ad un massimo di 6, devono essersi posizionate all’interno di un “perimetro playoff” con un distacco massimo di 14 punti dalla terza classificata. Però fermi un attimo se la terza calassificata ha un distacco superiore ai 9 punti dalla quarta può accedere direttamente senza Playoff. Ok non ci state già più capendo una mazza, eppure deve ancora arrivare il bello.

Il primo turno si disputa su gara secca in casa della migliore classificata, in caso di parità sono previsti i supplementari ma non i rigori. Per un momento abbiamo sognato si ritornasse al vecchio e caro lancio della monetina ma purtroppo no, vince la squadra che si è classificata meglio durante la stagione. In semifinali e finale il regolamento cambia ancora, doppia gara, di cui la seconda disputata in casa della squadra posizionata meglio, però senza supplementari né tantomeno rigori. Vince chi al termine della doppia sfida ha realizzato più punti, in caso di parità si guarda alla differenza reti e solo in seguito alla posizione in classifica. Insomma, auguri.

6. La classifica corta

Appendice dell’imprevedibilità dei risultati: la classifica del campionato di B è così corta che ci si può ritrovare in 3 giornate dall’abisso dei playout alla lotta per la promozione. Se ci si distrae per un paio di giornate, non è raro trovare la classifica totalmente invertita. Di tanto in tanto sentiamo qualcuno esclamare: “Il gol di Ardizzone riavvicina la Pro Vercelli ai playoff”, due settimane dopo ci giunge notizia dell’esonero di Scazzola che paga l’ultimo posto in classifica della Pro Vercelli. Insomma, la continuità di rendimento in B è un optional e, oltre che in campo, la confusione regna sovrana pure in classifica.

7. La confusione regna sovrana

Sabato pomeriggio, ore 15.00, i direttori di gara fischiano il calcio di avvio delle partite in programma sui campi di serie b. Sabato pomeriggio, ore 15.05, ci siamo già persi e non sappiamo più chi stia giocando contro chi, chi sia stato espulso, chi abbia appena segnato. Non sappiamo più se quelli in maglia fosforescente siano il Pescara o l’Entella, non sappiamo quale dei due fratelli Ciofani ha appena segnato a Lanciano, non sappiamo se nel frattempo lo Spezia abbia acquistato altri 15 croati al supermarket dei Balcani. A tutto ciò aggiungiamoci che le maglie cambiano ogni 2 giorni, i colori sono un optional e il font di nomi e numeri è quantomeno rivedibile. Capirete che al termine della giornata di serie B avvertiamo l’esigenza di bere un paio di birre per dimenticare la confusione che abbiamo in testa.

8. La presenza di eroi contemporanei

Uno dei motivi per cui amiamo la serie B è la presenza di alcuni personaggi, che più che calciatori, noi definiremmo eroi contemporanei. Come volete chiamare altrimenti Carletto Mammarella, Antonio Zito, Daniele Sciaudone o Giovanni Sbrissa? No, ditecelo voi, avanti. Ad uno come Mammarella, noi Delinquenti del pallone, affideremmo non soltanto la fascia sinistra della nazionale ma anche qualsiasi calcio piazzato da cui dipendessero le sorti dell’umanità. Ah dimenticavamo nostro fratello Jerry Mbakogu, sempre sia lodato.

9. Le panchine di lusso

Il fatto di poter ammirare tutti insieme allenatori del calibro di Serse Cosmi, Mark Iuliano, Roberto Stellone, Fabrizio Castori, mette di diritto la serie cadetta in cima alla nostra scala di gradimento ( prendendo in considerazione qualsiasi campionato del globo terracqueo). Dite quello che volete, ma non avvertiamo il bisogno di dover aggiungere altro.

10. Perchè sono ancora possibili i miracoli

Ok di storie fantastiche, di favole e cenerentole è piena anche la serie A, più nel passato che non ai giorni nostri a dire il vero. Però quello che può succedere in serie B non ha paragoni. Prendete ad esempio quello che è accaduto quest’anno con il Carpi. Andando a vedere i pronostici degli addetti ai lavori prima dell’inizio del campionato, non è infrequente trovare la squadre emiliana posizionata nella griglia destinata alla lotta retrocessione o comunque poco più avanti. Qualcuno poteva immaginare una salvezza tranquilla, al limite i playoff proprio per la totale imprevedibilità che caratterizza questo campionato. Ma veniteci a dire chi si aspettava il Carpi in cima alla classifica, da dominatore assoluto ed incontrastato. Nemmeno Castori ed i suoi parenti più stretti, ad essere sinceri. Eppure, in questo campionato, i miracoli sono ancora possibili e qualche volta avvengono.