Nelle scorse settimane il famoso magazine calcistico Four Four Two ha stilato una lista, abbastanza lunga, dei migliori talenti Under 21 del mondo (...

Nelle scorse settimane il famoso magazine calcistico Four Four Two ha stilato una lista, abbastanza lunga, dei migliori talenti Under 21 del mondo ( ce ne sono una sessantina, sparsi per il globo) e proprio in questi giorni, sulle pagine virtuali del magazine sono apparse le ultime 10 posizioni di questa speciale classifica, vale a dire quelli che sono, secondo loro i 10 migliori talenti under 21 in circolazione al momento.

Riprendiamo e vi proponiamo questa classifica, anche per spendere due parole su ognuno dei talenti di questa classifica: molti di loro sono già a grandi livelli, per altri si prospetta un futuro ancora più luminoso. In ogni caso è bene conoscerli uno per uno, per sapere quali saranno i protagonisti del calcio del futuro.

10. Ousmane Dembele, 19 (Borussia Dortmund)

Di recente il Borussia Dortmund, squadra sempre molto attenta ai giovani talenti, ha vinto la concorrenza di Liverpool, Leicester e Manchester United, e si è accaparrato il talentino francese del Rennes per 15 milioni di euro.

Vedere giocare Dembele è qualcosa di straordinario: il ragazzo, per la sua velocità di movimento, ma soprattutto per la velocità con cui muove i piedi, quasi vorticosa, ti lascia incantato. E quasi sempre è quella la sensazione che rimane ai difensori, che quando Ousmane Dembele li punta, possono solo restare a guardare mentre lui se ne va via. A Dortmund, nelle mani di un maestro come Thomas Tuchel, Dembele adesso deve dimostrare di poter andare oltre i trick e i giochetti, che vengono buoni per le clip di Youtube (come quella qui sopra, effettivamente impressionante) ma che nel calcio che conta hanno bisogno di essere supportati da una certa solidità. Insomma, se Dembele riuscirà a completare il suo gioco con una certa solidità e la capacità di saper lavorare con efficacia insieme ai compagni, potrà diventare davvero uno dei top mondiali.

9. Leroy Sané, 19 (Manchester City)

Lo scorso anno, con la maglia dello Schalke 04, si era messo in luce come uno dei migliori gioiellini della Bundesliga, e si era addirittura guadagnato la chiamata della nazionale tedesca per Euro 2016. Dopo questa estate, per lui è arrivata la chiamata del Manchester City: Pep Guardiola lo ha voluto a se, facendo sborsare allo sceicco una cifra vicina ai 40 milioni di euro.

Mancino naturale, può giocare su entrambe le fasce, come ala o come trequartista, ma anche come attaccante esterno. Un giocatore polivalente che potrà tornare utile anche a Guardiola, che per ora non lo ha impiegato su base continuativa. Anche lui fa della velocità una delle sue armi migliori, una caratteristica che, in molti dei calciatori moderni, sembra essere diventata imprescindibile.

Qui un saggio delle sue caratteristiche, nella scorsa stagione allo Schalke.

8. Marco Asensio, 20 (Real Madrid)

Marco Asensio cresce nelle giovanili del Maiorca, ma ben presto il Real Madrid si accorge di lui, facendolo oggetto di una mossa abbastanza intelligente. Ne acquista infatti il cartellino nel 2014 per circa 3,5 milioni di euro, e lo lascia prima in prestito proprio al Maiorca, poi lo manda a maturare all’Espanyol nel corso della scorsa stagione. Qui, in un ambiente sicuramente più tranquillo di quello che troverebbe al Bernabeu, il centrocampista spagnolo può tranquillamente sbocciare e mettersi in mostra.

A quanto pare, però, il ragazzo non ha avuto bisogno di molto tempo per ambientarsi al Real: in poco tempo è riuscito ad ipnotizzare Zinedine Zidane (uno che di talento ne dovrebbe capire qualcosina) e a scavalcare spesso nelle gerarchie Isco e James Rodriguez, non certo gli ultimi arrivati. Le sue caratteristiche migliori sono la visione di gioco, ma anche i tempi con cui riesce a dettare i passaggi e a far girare la squadra e l’abilità nel dribbling.

Può partire largo da sinistra e accentrarsi pericolosamente, o giocare al centro e condurre la manovra verso la porta avversaria. Insomma, a Madrid possono stare tranquilli, il ragazzo si farà. Anzi, si sta già facendo.

7. Anthony Martial, 20 (Manchester United)

Lui, invece, di calcio tra i grandi ne ha già masticato, nonostante appunto la giovane età. Classe 1995, si mette in mostra già dal 2013 con la maglia del Monaco, dove con Leonardo Jardim in panchina riuscirà a guadagnare spazio e anche a fare l’esordio in Champions League.

Nell’estate del 2015 arriva lo stratosferico trasferimento al Manchester United, che per portarselo a casa sborsa la bellezza di 50 milioni di euro più 30 che saranno legati ai bonus: l’attaccante francese diventa immediatamente il 19 enne più costoso della storia del calcio. Fa il suo esordio nella partita vinta 3-1 contro il Liverpool, mettendo anche a segno uno dei tre gol segnati dai Red Devils. Sembra proprio di trovarsi di fronte ad un predestinato, insomma.

Qualcuno si aspettava che potesse essere un trascinatore già da subito: forse dovremo aspettare ancora qualche anno per vedere il miglior Martial, che potrebbe diventare davvero un crack, in quel caso.

6. Gabriel Jesus, 19 (Palmeiras)

Il ragazzo del Palmeiras ha già stupito il mondo: lui e l’altro Gabriel (Gabigol, che si è appena accasato all’Inter) sembrano essere per davvero il futuro del Brasile. E, per essere considerato una stella dell’attacco del Brasile, bisogna essere davvero speciali.

Anche in questo caso, Pep Guardiola ha voluto vederci lungo. Dal prossimo gennaio, infatti, Gabriel Jesus si accaserà in Inghilterra e vestirà la maglia del Manchester City. C’è grande curiosità per vedere l’impatto dell’attaccante del Palmeiras in Europa, come ce n’era per quello di Gabigol con la Serie A (l’impressione è che nei prossimi mesi dovremmo scoprirlo).

In molti hanno fatto notare che, negli anni, sono stati molti i calciatori brasiliani cui è stata appiccicata addosso l’etichetta di nuovo fenomeno e poi si sono sciolti come neve al sole. Ma molti fanno notare anche che Gabriel Jesus è tutt’altra pasta ed è dotato di grande etica del lavoro e forza mentale: lo dimostra il fatto che è già decisivo in partite importanti con la maglia della Selecao.

5. Marcus Rashford, 18 (Manchester United)

Entriamo nella top 5 , e cominciamo ad incontrare giocatori che già stanno calcando, con assoluta regolarità, i palcoscenici più prestigiosi del mondo del calcio. Rashford fu lanciato l’anno scorso in Europa League da Van Gaal (una delle poche buone cose fatte dall’olandese a Old Trafford?) in una disperata partita contro il Midtjylland. Rashford rispose con una doppietta lampo.

Da lì in poi l’attaccante inglese ha bruciato le tappe, con una particolarità: la capacità di segnare praticamente ad ogni suo debutto. L’anno scorso si mise in mostra anche per la sua abilità sotto porta, ma anche presentandosi come un attaccante moderno e in grado di rendersi utile in modi diversi. Con l’arrivo di Ibrahimovic a Manchester, e l’insediamento di Mourinho sulla panchina, ha perso qualche posizione. Ma il futuro sembra comunque essere ancora tutto il suo.

4. Gianluigi Donnarumma, 17 (Milan)

Lui, invece, lo conosciamo bene. Forse, tra qualche anno, ci troveremo a ringraziare Sinisa Mihajlovic che, nella sfortunata annata del Milan 2015-16 ha almeno avuto l’intuizione di lanciare questo ragazzo sedicenne nel bel mezzo dei pali della porta rossonera.

Gigio, dal primo momento, ha dimostrato di non avere paura di niente e nessuno, soprattutto della pressione. Da quel momento non ha più abbandonato il posto da titolare, e nessuno ha mai dubitato di lui. Il Milan vorrebbe che diventasse la pietra angolare della ricostruzione, Mino Raiola ne ha già annunciato il valore praticamente infinito.

Lui sarà probabilmente l’erede di un altro Gigi (Buffon) tra i pali della porta della nazionale italiana. E noi tutti speriamo che il ragazzo potrà percorrere le stesse orme del predecessore. In poche parole, un predestinato.

3. Renato Sanches, 19 (Bayern Munich)

Sulla sua età, quest’estate, si è anche discusso parecchio, salvo catalogare tutto alla voce “accuse infondate”. E invece, si, Renato Sanches è davvero un classe 1997.

Renato Sanches ha debuttato con il Benfica in Champions League nel novembre del 2015 in un match contro l’Astana e, poco dopo, ha bagnato il suo debutto nella massima serie portoghese con un gol da 30 metri contro l’Academica. Da quel momento non è mai più uscito dalla prima squadra, è diventato una colonna portante, si è meritato la convocazione per gli Europei (laureandosi campione d’Europa) e soprattutto è stato acquistato dal Bayern Monaco per una cifra che oscilla a seconda dei bonus tra i 35 e i 45 milioni di euro.

Paragonato da molti a Clarence Seedorf, non soltanto per le treccine, il centrocampista portoghese unisce quantità e qualità: e in un calcio come quello moderno non può che essere un bene. Di lui dicono un gran bene, questo potrebbe essere l’anno dell’esplosione definitiva.

2. Kingsley Coman, 20 (Bayern Munich)

Altro giocatore del Bayern Monaco che, oltre a cercare di tornare sul tetto d’Europa, sta provando anche a crescere una nuova generazione di talenti. La Juventus ebbe il merito di soffiarlo al PSG e lanciarlo nel calcio che conta: poi, la scorsa estate, arrivò l’offerta che non poteva essere rifiutata: 7 milioni e 21 milioni poi per il riscatto futuro, per un ragazzo classe 1996, non potevano essere rifiutati.

La Juventus se ne sarebbe poi probabilmente pentita: nella partita di ritorno degli ottavi di Champions dell’anno scorso, a Monaco, fu proprio l’ingresso di Coman a spezzare in due il match. Coman, con le sue caratteristiche di dribbling e velocità, è uno di quei giocatori in grado di saltare l’uomo e creare superiorità da solo, cosa sempre più rara al giorno d’oggi.

In realtà qualcuno si aspettava una maturazione più rapida, soprattutto che diventasse più concreto. Ma il tempo c’è tutto e i margini di miglioramento sono ancora grandissimi.

1. Dele Alli, 20 (Tottenham)

Ecco, arrivati a questo punto, qualcuno dovrebbe essersi già posto la fatidica domanda. Ma come, Dele Alli ha davvero 20 anni? Ebbene si, nonostante il carattere con cui scende in campo ogni santa partita, e nonostante sembra che sia lì da almeno una decina d’anni, Dele Alli è ancora un ragazzino, ed è questo a impressionare.

Il centrocampista del Tottenham è esploso rapidamente e si è preso la ribalta in pochissimo tempo. Oggi, però, le chiavi del centrocampo degli Spurs sono saldamente nelle sue mani, e pare difficile che qualcuno venga a togliergliele.

Paragonato da molti a Gerrard (suo idolo da ragazzino) e Lampard, Alli è un grande centrocampista box-to-box, nella piena tradizione inglese, ma anche una reinterpretazione moderna del ruolo. Fisico e talento, qualità e quantità: ha davvero tutto per diventare uno dei migliori calciatori al mondo nei prossimi anni, soprattutto se continua a presentarsi con la stessa puntualità in zona gol.