Siamo nel bel mezzo della prima fase ad eliminazione diretta di Euro 2016, e, con i gironi comunque già alle spalle e un buon...

Siamo nel bel mezzo della prima fase ad eliminazione diretta di Euro 2016, e, con i gironi comunque già alle spalle e un buon numero di verdetti già emessi, possiamo già – abbastanza serenamente- individuare quelli che, secondo noi, sono stati i giocatori più deludenti degli Europei finora.

Qualcuno ha ancora la possibilità di riscattare la sua competizione, essendo ancora in corsa con la sua nazionale, anche se non per meriti suoi. Altri, invece, hanno già fatto i bagagli per tornare a casa e dovranno ormai aspettare la prossima stagione per cercare riscatto.

Ecco a voi, in tutto il loro splendore, i 10 giocatori flop di Euro 2016, finora.

Zlatan Ibrahimovic

Durante la competizione, in particolare prima dell’ultima gara del girone contro il Belgio, Zlatan Ibrahimovic ha annunciato che Euro 2016 sarebbe stata la sua ultima competizione con la maglia della nazionale svedese. E, purtroppo per il centravanti di Malmo non è stata un’avventura inndimenticabile.

La Svezia di Ibra è stata eliminata in un girone non propriamente complicato, con Italia, Belgio e Irlanda: il terzo posto era ampiamente alla portata dei gialloblu nordici, e il pareggio all’esordio con l’Irlanda è stato probabilmente decisivo nel segnare l’eliminazione degli scandinavi (poi l’Irlanda ha avuto la fortuna di incrociare l’Italia già prima all’ultima giornata).

Ibra ha deluso alla grande. Zero reti, mai davvero pericoloso, ha sempre dato l’impressione di essere un leone in gabbia che non è riuscito a esprimere al 100% le sue potenzialità. Ora attendiamo di conoscere il suo futuro e il prossimo club in cui giocherà.

Arda Turan

La Turchia non era inserita in un raggruppamento facile, visto che Spagna e Croazia erano avversari parecchio ostici e difficili da superare. Dalla squadra di Terim, comunque, si aspettavano sicuramente tutti molto di più. Uno degli uomini più attesi era il capitano, Arda Turan, che già al Barcellona non aveva vissuto una stagione molto brillante, dimostrandosi un lontano parente dell’Arda Turan visto con la maglia dell’Atletico Madrid.

La partita dell’esordio contro la Croazia era già una sorta di spareggio, finita con la grande delusione di una partita anonima. Poi, contro la Spagna, il disastro vero e proprio con la Turchia annichilita dalla squadra di Del Bosque e Arda Turan fischiato dai propri tifosi, consolato dal suo capitano al Barcellona Andrés Iniesta.

A nulla è servita la vittoria contro la Repubblica Ceca: Arda Turan non è riuscito a trascinare la Turchia al secondo turno, e le critiche sono piovute come temporali estivi. Bocciato alla prova di maturità.

Robert Lewandowski

Lui è tra quelli che possono ancora farsi perdonare, visto che la sua Polonia ieri ha battuto la Svizzera dopo i calci di rigore ed è avanzata fino ai quarti di finale, dove incontrerà un Portogallo che fino a qui non è stato irresistibile, non avendo mai vinto una partita nei 90′ regolamentari.

Eppure Robert Lewandowski, il centravanti di sfondamento del Bayern Monaco e della Polonia, era uno dei più attesi a questi campionati europei (soprattutto da quei coraggiosi che hanno fatto anche il FantaEuropeo e hanno investito centinaia di milioni su di lui) e forse il candidato principale al titolo di capocannoniere. Bè, invece la Polonia ha fatto della solida difesa la sua arma vincente e i gol sono arrivati da Kuba Blacicoso, invece che dal numero 9.

Ai tifosi polacchi, alla fine, forse non importerà molto, visto che finché vanno avanti non è un problema, ma un Lewandowski che chiude l’Europeo senza mai timbrare il cartellino sarebbe proprio una di quelle sorprese clamorose.

Joe Hart/ Ciprian Tatarusanu

Capitolo portieri: finora una buona parte dei gol segnati in questi Europei può essere considerato colpa di vaccate o di errori di posizionamento dei portieri, che forse stanno soffrendo la stanchezza di una stagione lunga e dispendiosa. O che semplicemente non sono in grado di restare tra i pali senza combinare un guaio ogni mezzora.

Ne abbiamo scelti due in particolare: Joe Hart, che, fortunatamente per lui, ha infilato la sua papera in una partita vinta dall’Inghilterra. Eppure la punizione con cui Gareth Bale aveva portato in vantaggio il Galles nella gara del girone, era stata caratterizzata da una papera abbastanza macroscopica dell’insicuro portiere del City. E occhio che non è ancora finita, potrebbe sempre fare peggio.

Altro portiere che non ha fatto esattamente benissimo (eufemismo) è una nostra italica conoscenza: è il fiorentino Tatarusanu che ha sulla coscienza un paio di uscite a farfalle che sono costate alla sua Romania l’eliminazione dal girone (uno dei due in cui la terza non si è qualificata). Insomma. stare tra i pali, in questi Euro 2016, è maledettamente complicato.

David Alaba

Giocatore simbolo del fallimento di una squadra che molti preannunciavano come una possibile sorpresa di questi Europei: e invece l’Austria di David Alaba è andata fuori perdendo contro Islanda e Ungheria e racimolando solamente un punto contro il Portogallo. Non essersi qualificati in quel girone è probabilmente un rimpianto che in Austria si porteranno dietro per parecchio tempo.

Il giocatore del Bayern Monaco era atteso, dopo delle ottime qualificazioni, a un Europeo da grande protagonista. E invece si è lasciato trascinare dalla mediocrità della sua squadra che non è riuscita ad esprimere un calcio all’altezza delle aspettative. Certo, Alaba non poteva fare miracoli (come ha fatto, tanto per fare un nome, Gareth Bale con il Galles) ma sicuramente non ha fatto vedere tutto quello di cui è capace.

Lui, però, è giovane e avrà altre occasioni di riscatto. Il suo primo grande torneo internazionale non è andato bene, avrà comunque altre possibilità. O almeno dovrebbe.

Paul Pogba

Anche lui è ancora pienamente in corsa con la sua Francia per migliorarsi. E, anzi, siamo quasi sicuri che i galletti transalpini, purtroppo per noi, andranno fino in fondo, anche perché fino ad ora sono stati anche parecchio fortunelli (per non dire culoni, ecco).

Uno dei giocatori più attesi della nazionale di Deschamps era Paul Pogba: il centrocampista della Juventus era atteso al salto di qualità, doveva dimostrare di essere in grado di prendere per mano e trascinare anche il centrocampo della Francia, dopo aver ampiamente dimostrato di poterlo fare con la Juventus. Almeno nelle prime tre gare degli Europei, missione che non sembra essere riuscita in pieno. E c’è anche quella faccenda delle infradito a colazione che gli era costata l’esclusione dalla partita contro l’Albania.

In fondo, però, forse Pogba paga il fatto di avere tutti i riflettori puntati contro e di essere costantemente al centro di trattative e voci di mercato. Certo, se lui tirasse fuori una gran prestazione con tanto di classica minella all’incrocio dei pali, il mormorio sulle sue prestazioni in campo potrebbe finire abbastanza presto.

Artem Dzyuba

La Russia non arrivava con grandi aspettative a questi Europei. Una squadra piuttosto vecchia e con parecchie difficoltà sul campo, e anche parecchi problemi fuori dal campo (non ultimi quelli causati dagli hooligans in vacanza in terra francese). Insomma, dalla Russia nessuno si aspettava grandi cose, ma di certo qualcosa in più, in un girone non proprio irresistibile, si poteva sicuramente fare.

E se la Russia è andata fuori è anche colpa della siccità offensiva sofferta dalla squadra del ct Slutski (che, a proposito, si è dimesso, per sua fortuna: avete notato come viveva male le partite?) e dalla carenza di gol del suo reparto offensivo. Artem Dzyuba, insieme a Kokorin (per lui non è servita la carica speciale della sua amica attrice hard) non ha mai fatto nemmeno il solletico alle difese avversarie, e la Russia è così uscita in maniera piuttosto indecente da questi Europei.

Dzyuba, poveretto, ci ha anche provato a sbattersi un po’ e a fare a sportellate con i difensori avversari. Il problema è che però dopo avrebbe anche dovuto centrare la porta per rendersi utile.

Harry Kane

Le amichevoli di preparazione agli Europei avevano lasciato ben sperare i tifosi della nazionale di Roy Hodgson. E invece, come quasi sempre accade alle grandi manifestazioni, la squadra dei Tre Leoni ha cominciato a mostrare crepe e debolezze. E siamo quasi certi che a breve andranno fuori dall’Europeo con ignominia.

La coppia Kane-Vardy sembrava destinata a fare le onde e a spostare gli equilibri della competizione. Poi invece Roy Hodgson ha deciso di mescolare le carte in tavola a modo suo, e ha separato la strana coppia dell’attaccante del Leicester e di quello del Tottenham. Solo che poi, durante la partita contro il Galles, perlomeno Jamie Vardy è riuscito a dare un senso al suo Europeo trovando il gol del pareggio in una partita che si stava mettendo piuttosto male.

Ah, dimenticavamo. Harry Kane a un certo punto era stato messo a battere i calci d’angolo. Duro segnare se Hodgson ti butta sulla bandierina.

Yevhen Konoplyanka/Andriy Yarmolenko

Altra squadra in grande difficoltà e che ha fatto una figura abbastanza barbina agli Europei: stiamo parlando della derelitta Ucraina, che è riuscita a prendere due gol anche dalla squadra forse meno offensiva degli Europei, l’Irlanda del Nord.

Anche l’Ucraina, come la Russia di cui vi abbiamo parlato prima, non arrivava esattamente in grandissime condizioni. Dopo una prima partita quasi positiva contro la Germania, si sono sciolti come neve (o come la grandine venuta giù durante la partita contro l’Irlanda del Nord) al sole. E i due uomini più attesi, le due ali Yevhen Konoplyanka e Andriy Yarmolenko sono i due che hanno deluso maggiormente le attese.

Contando che all’Ucraina mancava un attaccante degno di tal nome, il compito di creare gioco e rendersi pericoloso era affidato ai due esterni offensivi, che però non si sono mai resi protagonisti di giocate da tramandare ai posteri. Insomma, due che possiamo tranquillamente archiviare, a braccetto, sotto la voce “delusioni”.

Lorik Cana

Si presentava come il giocatore simbolo di un popolo, l’uomo a cui tutte le speranze della gente albanese erano aggrappate. Loris Cana, invece,  all’esordio contro la Svizzera ha deluso: due ingenuità che sono costate carissime alla squadra di Gianni De Biasi e hanno costretto l’Albania a giocare in dieci buona parte della gara e a fare a meno del proprio capitano contro la Francia.

Tornato disponibile per l’ultima partita del girone contro la Romania, non è stato schierato titolare da De Biasi che gli ha preferito Ajeti, difensore visto la passata stagione con la maglia del Frosinone. Nonostante ciò nessuno ha mai messo in discussione la sua leadership all’interno della Nazionale, anche se era assolutamente lecito aspettarsi di più dal guerriero dell’aquila a due teste.