Manca ormai davvero pochissimo alla fine della fase a gironi degli Europei, e abbiamo già i primi verdetti e le prime qualificate agli ottavi...

Manca ormai davvero pochissimo alla fine della fase a gironi degli Europei, e abbiamo già i primi verdetti e le prime qualificate agli ottavi di finale, che tra qualche giorno cominceranno e non lasceranno più spazio ad errori ed incertezze.

Oltre a tutto questo, però, in queste prime settimane di Euro 2016 abbiamo imparato a conoscere nuovi e vecchi eroi, idoli che abbiamo immediatamente adottato. Questi sono i 10 eroi delinquenziali che più abbiamo ammirato e apprezzato finora, più o meno noti, più o meno criminali. Godeteveli.

Vedran Corluka – Croazia

Il primo eroe degli Europei, per forza di cose, non può che essere il difensore croato Vedran Corluka, che ci ha deliziato in entrambe le partite da lui disputate, contro Turchia e Repubblica Ceca. Non certo per le sue prestazioni difensive (anche quelle, in realtà, almeno per una partita e mezza) ma soprattutto per le disavventure capitategli in questi primi 180 minuti di Europei.

Durante la partita con la Turchia, Corluka ha ricevuto un colpo alla testa, ed è stato costretto a fasciarsi con un vistosissimo turbante. Niente di così strano, se non fosse che quel turbante non ha retto che per pochi minuti, costringendo il difensore croato a cambiarlo una, due, tre volte. Insomma, ha passato metà della partita con la Turchia a farsi medicare a bordocampo, a cambiare fasciature e a sanguinare. Contro la Repubblica Ceca, stessa storia, testa aperta, sangue e fasciatura che non bastava a contenere la perdita.

Soluzione? Geniale: qualcuno recupera una calottina da pallanotista e la porge al buon Corluka, che termina la partita in quelle condizioni. Assolutamente eroico.

Will Grigg – Irlanda del Nord

Ok, se avete seguito tutte le partite dell’Europeo, e in particolare le due dell’Irlanda del Nord contro Polonia e Ucraina, vi starete domandando per quale motivo Will Grigg sia in questa classifica. Perché, in verità, l’attaccante ventiquattrenne del Wigan Athletic non è mai sceso in campo durante questi campionati europei, e forse non lo farà mai, nemmeno in caso di passaggio del turno, visto che la prima opzione davanti è Lafferty e la seconda Conor Washington. E di giocare con più di una punta non se ne parla.

Eppure, Will Grigg è sulla bocca di tutti ed è assolutamente uno dei grandi protagonisti dell’Europeo. Per quale motivo? Per il coro da lui dedicato dai tifosi del Wigan e poi immediatamente “adottato” da quelli dell’Irlanda del Nord, quel “Your defence is terrified, Will Grigg’s on fire” che, sulle note di “Freed from desire”, fa cantare tutti i tifosi presenti in Francia (è stato anche riadattato dagli inglesi con “Vardy is on fire”).

Insomma, Will Grigg non è mai sceso in campo ma è, senza nessun dubbio, uno dei protagonisti di questi Europei. LALALALALALALALALALALALALA

Aron Gunnarsson – Islanda

L’Islanda, con 2 punti, è ancora in corsa per una storica qualificazione agli ottavi di finale, e domani si giocherà le sue carte contro un’Austria disperata, in una partita praticamente da dentro o fuori, in cui il pareggio potrebbe anche far fuori entrambe le contendenti.

E, tra i motivi per cui l’Islanda sta sorprendendo, c’è senza ombra di dubbio il suo capitano Aron Gunnarsson. 27 anni, centrocampista del Cardiff City, mediano di legna e sostanza, riconoscibile a chilometri di distanza per la sua folta barba in cui potrebbe nascondersi ogni tipo di germe o batterio immaginabile dall’uomo. Ma fin qui Gunnarsson si è fatto notare e apprezzare da noi anche e soprattutto per le sue immense rimesse laterali, diventate ormai uno schema fisso per l’Islanda: ogni rimessa dopo il centrocampo diventa una specie di calcio d’angolo in cui ammucchiarsi senza pietà.

Curiosità: nel 2012 Gunnarsson rischiò di perdere la fascia di capitano dopo aver dichiarato, in un’intervista alla tv albanese, che tutti gli abitanti dell’Albania erano dei criminali. Situazione risolta solo in extremis senza incidenti diplomatici.

Florin Andone – Romania

La Romania, dopo la sconfitta con l’Albania, è stata una delle prime squadre ad essere stata sbattuta fuori dagli Europei, ma la nazionale di Iordanescu non ha affatto demeritato, anzi, nelle prime due partite ha regalato due prestazioni abbastanza solide, facendo anche sudare parecchio la Francia, che ha risolto la partita solamente nel finale con il gol di Dimitri Payet.

Una squadra rocciosa, organizzata e compatta, che non ha mai lasciato grande spazio ai suoi avversari, ma che però, come contraltare della faccenda, ha faticato parecchio per trovare poi la porta, segnando solo due volte su calcio di rigore, con Stancu. Ma l’attaccante che più ci ha emozionato, tra quelli della nazionale rumena, è sicuramente Florin Andone.

Il 23enne del Cordoba (seconda serie spagnola), è uno di quegli attaccanti che la porta la vedono con il binocolo (e rimane comunque lontana) ma che danno il loro contributo a suon di sportellate, sgomitate e battaglie aeree e di terra. Insomma, uno di quei centravanti veri che piacciono a noi, altro che il falso nueve. Il prode Andone ha chiuso i suoi Europei senza segnare, ma dispensando botte a destra e a manca. A noi va benissimo così.

Gabor Kiraly – Ungheria

In una lista di eroi e idoli poteva mancare il nostro preferito, il più bello di tutti, il portierone ungherese Gabor Kiraly? Ma nemmeno per scherzo, nemmeno sotto tortura. E infatti non manca, state sereni. Il quarantenne numero uno dell’Ungheria resta in cima ai nostri pensieri, sempre pronto a regalarci gioie e soddisfazioni.

Il mondo intero sembra essersi convertito alla religione del pigiamone grigio: qualche giorno fa, infatti, i presentatori della tv canadese si sono presentati in onda in diretta con tanto di pantalone, ovviamente infilato dentro i calzettoni. Auspichiamo che, nei prossimi mesi, questa possa diventare una vera e propria moda, e di vedere magari De Gea o Courtois sfoggiare questo delinquentissimo outfit.

In tutto questo, l’Ungheria, al momento con 4 punti in cascina nel girone F, rischia seriamente di passare il turno. Noi segretamente sogniamo di vedere Gaborone Kiraly, ovviamente con tanto di tuta infangata, alzare al cielo la Coppa nella notte di Parigi. Chiediamo troppo?

Martin Skrtel – Slovacchia

Lui è uno dei nostri idoli da tempo immemore, ma anche in questo Europeo ci sta regalando soddisfazioni enormi: con la maglia della nazionale slovacca addosso, infatti, Martin Skrtel diventa un leone. E, normalmente, già lo è, quindi potete immaginare che roba diventi il difensore del Liverpool (ma dato in arrivo alla Roma per il prossimo anno, siamo già in estasi) quando si tratta di indossare la maglia della Slovacchia.

Nella prima partita del girone, quella contro il Galles, Martin ha dispensato gomitate a destra e a manca, rischiando di deviare setti nasali come fossero palloni da spedire in corner. Per qualche inspiegabile ragione è riuscito a rimanere in campo per tutti i 270 minuti delle 3 partite del girone, e ieri, contro l’Inghilterra, ha coronato il suo girone con una prestazione da incorniciare, immolandosi anche nel finale per salvare la propria porta.

Con 4 punti la Slovacchia non è ancora sicura di qualificarsi, ma probabilmente, visto che è già davanti all’Albania, potrebbe anche essere ripescata come una delle migliori terze. Noi ovviamente ci speriamo, visto che significherebbe vedere ancora una volta all’opera il gigante tatuato del nostro cuore.

Armando Sadiku – Albania

A molti il nome di Armando Sadiku non dirà molto. Eppure, a noi che abbiamo seguito con grande trasporto emotivo le vicende dell’Albania di Gianni De Biasi, dice parecchio. E’ infatti suo il gol più importante della storia del calcio albanese, finora. Il primo gol segnato dall’Albania in una grande manifestazione e sopratutto quello che ha consentito alle Aquile di conquistare i primi tre punti di Euro 2016.

Non sappiamo se basteranno per passare il turno come una delle migliori terze (abbastanza difficile), ma, da quello che abbiamo visto, in Albania è stata già comunque una festa. Per le strade di Tirana il gol di Sadiku ha scatenato una notte di festa, una grande soddisfazione per la sua gente.

Sadiku (che era stato già al centro di polemiche per alcuni suoi comportamenti sopra le righe) aveva già segnato contro l’Armenia il gol che aveva ufficializzato la qualificazione dell’Albania a Euro 2016. Dopo un anno tribolato, anche per via di tanti infortuni, si è preso ancora una volta il suo posto nella storia.

Michal Pazdan – Polonia

La Polonia ha un piede e mezzo agli ottavi di finale (dovrebbe bastare un punto contro la derelitta Ucraina) e se è così è anche e soprattutto per via della sua difesa di ferro che ha permesso di fermare addirittura la favoritissima Germania sullo zero a zero.

E, tra i protagonisti di questa difesa di ferro, abbiamo scelto un calciatore particolare, piuttosto che il solito indomabile Kamillone Glik. Si tratta di Michal Pazdan, ventottenne difensore del Legia Varsavia e onesto mestierante di difesa che ha sempre fatto dell’arte di arrangiarsi il suo mestiere in campo. E, contro la Germania, abbiamo potuto apprezzare tutte le sue qualità da guerriero, visto che si è sacrificato per tutta la partita per fermare gli attaccanti tedeschi.

Due i soprannomi di Pazdan, entrambi abbastanza significativi: Piranha, soprannome affibbiatogli dall’allenatore olandese Leo Beenhakker, e “Kung Fu Pazdan”, per il suo stile abbastanza particolare e per i suoi interventi senza paura in mezzo all’area. Diciamo che dovreste aver capito il soggetto.

Ricardo Quaresma – Portogallo

Tornato in auge dopo qualche anno di chiaroscuro, Ricardo Quaresma è ancora uno di quelli che ti rubano il cuore e te lo restituiscono in pezzi. Anche per via di quel carico delinquenziale che si porta dietro e che, negli ultimi anni, si è ulteriormente ampliato. D’altronde, quando ti presenti con due lacrime tatuate sotto l’occhio (ci fanno sapere dalla regia che, nell’ambiente delinquenziale, le lacrime siano il segno delle vittime lasciate sul campo) non può che essere così.

Il nuovo delinquentissimo Trivela -sicuramente temprato dall’esperienza in Turchia al Besiktas- è un giocatore più rustico, ma che non rinuncia alle sue giocate tradizionali. Di utilizzare il sinistro non se ne parla nemmeno per sbaglio, insomma.

Viste le difficoltà realizzative di Cristiano Ronaldo, dal Trivela ci aspettiamo una presa di posizione nei prossimi match, uno degli ultimi sprazzi del campione che fu. O, al massimo, speriamo ci possa regalare una scapocciata epica da tramandare ai posteri. Apprezzeremmo senza paura entrambe.

Joe Ledley – Galles

Altro giro, altra barba. Joe Ledley, centrocampista del Galles e del Crystal Palace, si è preso di prepotenza la scena insieme al suo Galles, che ha superato il girone vincendolo e finendo addirittura davanti alla più quotata Inghilterra. E, tra i protagonisti della cavalcata gallese, c’è stato sicuramente lui, il roccioso Ledley.

Tornato in forma giusto in tempo per Euro 2016, dopo aver sofferto per un brutto infortunio, si è fatto notare per le sue esultanze e per i suoi balletti post gara. Questo, per esempio, quello di ieri al termine della partita contro la Russia. Diteci voi se non è un idolo da venerare nei secoli dei secoli.

Insomma, se il Galles dovesse andare avanti nel torneo, aspettatevi qualche altro balletto delinquenziale dal nostro amico Ledley. Da lui e dalla sua fantastica barba.