Lo sapete, abbiamo una predilezione per quei giocatori che si piazzano in mezzo al campo e vanno a ringhiare su ogni pallone, inseguendo e...

Lo sapete, abbiamo una predilezione per quei giocatori che si piazzano in mezzo al campo e vanno a ringhiare su ogni pallone, inseguendo e mordendo le caviglie degli avversari. Una tipologia di calciatore poco spettacolare (per gli altri) forse, ma che in ogni squadra che si rispetti non può mancare.

C’è bisogno di qualcuno che vada a interrompere la manovra avversaria, che vada a recuperare palla per consegnarla ai creatori di gioco. C’è bisogno di quelli che in genere chiamiamo “mastini” o “cagnacci” di centrocampo, gente che con i piedi non sa fare miracoli e non sa inventare poesie e sonetti, ma che quando c’è da far sentire la sua presenza non si tira certo indietro.

Abbiamo dato uno sguardo alla Serie A di oggi e abbiamo cercato di mettere insieme i 10 che preferiamo, quelli che più ci entusiasmano per le loro qualità come grinta, furore agonistico e intensità. Eccoli a voi, i 10 cagnacci del campionato di Serie A.

Gary Medel

Il Pitbull dell’Inter è assolutamente e imprescindibilmente uno dei nostri preferiti. Non tra i medianacci, proprio nella vita. Il cileno quest’anno ha definitivamente conquistato anche il cuore dei tifosi nerazzurri più scettici, con le sue prestazioni tutto cuore. Quando ce n’è stato bisogno, Mancini lo ha piazzato anche nel cuore della difesa: Medel ne è uscito da gran campione, e sabato sera si è inventato anche il gol decisivo nel successo contro la Roma.

Pressing a tutto campo, polmoni infiniti, garra sudamericana: se il Pitbull comincia pure a fare gol, ragazzi, possiamo davvero raccogliere tutti gli attrezzi del mestiere e andarcene tranquillamente a casa.

Felipe Melo

L’Inter, però, ha anche un altro dei nostri beniamini nel motore. Anzi, più di qualcuno giura che il grande avvio di stagione dei nerazzurri sia soprattutto merito suo. Stiamo parlando, ovviamente, del compare di Medel in mezzo al terreno di gioco, quel Felipe Melo tornato quest’anno in Italia dopo l’esperienza al Galatasaray e che ha preso in mano le redini del centrocampo dell’Inter. Il brasiliano pare maturato, sono lontani i tempi delle prestazioni inguardabili in maglia bianconera.

Non che abbia smesso di randellare, sia ben chiaro. Felipe Melo, oggi, mena con costrutto, aggredisce, è sempre pronto a rischiare la gamba pur di recuperare un pallone o di impedire la ripartenza avversaria. E, ogni tanto, può anche sentirsi autorizzato a partire di melone.

Nigel De Jong

L’olandese del Milan non poteva mancare in questa classifica, anche se pare proprio che, con il nuovo modulo scelto da Mihajlovic, le occasioni in cui lo vedremo in campo saranno sempre meno. Nigelone però è uno di quelli che proprio non riusciamo a non amare: corse a perdifiato, tackle senza paura, interventi che un uomo normale proprio non potrebbe nemmeno pensare.

Quello della diga di centrocampo pare essere un ruolo disegnato su misura per De Jong. E pazienza se oggi, con il fisico provato da tanti anni di battaglie, ogni tanto dovrà accomodarsi in panchina. Tutti gli allenatori che ha avuto hanno sempre avuto grandi parole di elogio per lui, ci sarà un motivo per tutto questo, no?

Ogenyi Eddy Onazi

Anche Stefano Pioli, in mezzo al campo, non può fare a meno di qualcuno che interrompa le manovre avversarie a suon di ringhiate sui polpacci e, di tanto in tanto, con qualche fallo tattico di quelli che si usavano una volta. L’uomo deputato dal tecnico biancoceleste alle missioni di salvataggio è Eddy Onazi, il nigeriano classe 1992 che veste la maglia della Lazio dal 2011.

Non gli chiedete grandi giocate, non aspettatevi che costruisca la manovra o che mandi in porta i compagni. I piedi buoni non gli appartengono. Però, quando c’è da lottare, combattere, correre, inseguire, buttarsi a terra, Eddy paura non ne ha. E questo, tutto sommato, è quello che da lui ci si aspetta.

Radja Nainggolan

Pensavate che da una classifica del genere potessimo tenere fuori Radja Nainggolan? PAZZI. Il belga-indonesiano della Roma anche quest’anno si sta confermando al top del ruolo. In mezzo al campo, a recuperare palloni e a fare interdizione, ce ne sono pochi come il centrocampista dagli occhi a mandorla e la cresta gialla.

Radja è stato anche al centro delle polemiche per un paio di infortuni che hanno coinvolto i suoi avversari (in verità parecchio sfortunati sia Mattiello che Rafinha, e il belga non era colpevole al 100%), ma il ragazzo non si è mai fatto problemi a schivare le critiche. Il Ninja continua a entrare in scivolata dal primo all’ultimo minuto, come un uomo in missione. I successi della Roma passano anche e soprattutto dalla sua voglia di mettere in campo l’anima.

Tomas Rincon

Se ti chiamano El General deve pure esserci un motivo, no? Il centrocampista venezuelano del Genoa è parecchio versatile. A centrocampo si può piazzare nel mezzo oppure scivolare sulla destra, e con i piedi ci sa anche fare. Ma il ruolo in cui si trova più a suo agio è quello in cui deve mettersi in mezzo tra gli avversari e la porta difesa dal suo portiere. E lo fa anche parecchio bene.

Rincon non ha un carattere facile: non è infatti raro vederlo prendere questioni in campo con chiunque passi dalle sue parti. Ma è proprio questo carattere forte che ha convinto il Genoa a puntare su di lui durante la scorsa estate. Pare proprio che Gasperini non se ne sia pentito, visto che fa ruotare parecchio i suoi uomini, ma el General è quasi sempre al suo posto, in plancia di comando.

Allan

Il padrone del centrocampo del Napoli è senza ombra di dubbio Allan Marques Loureiro. Il centrocampista brasiliano è arrivato alla corte di Sarri quest’estate e si è già preso il palcoscenico. Se Insigne, Callejon e Higuain possono scorazzare allegramente e fare danni alle difese avversarie, è perchè a proteggergli le spalle ci pensa il ragazzone di Rio de Janeiro.

Allan si piazza al centro del campo e insegue gli avversari finchè non gli consegnano il pallone. E quest’anno pare aver imparato anche a far ripartire la manovra con i tempi giusti. Insomma, non solo filtro ma anche movimenti propositivi e giocate da centrocampista a tutto tondo. Allan è uno di quei giocatori che si impara ben presto ad amare.

Carlos Carmona

C’è un altro cileno, oltre a Gary Medel, che terrorizza la serie A: è Carlos Carmona, il mediano di rottura dell’Atalanta di Edy Reja. Carlos si piazza in mezzo al campo, armato di clava, e fa passare la voglia a tutti quelli che hanno intenzione di presentarsi dalle parti di Sportiello. Quest’anno, a fare coppia con lui, Marteen De Roon: l’olandese è più adatto a impostare, ma anche lui, quando vuole, è perfettamente a suo agio nell’adoperare le cattive maniere.

Il soprannome di Carmona dice tutto: in patria, infatti, lo chiamano El 7 Pulmones, il Settepolmoni. E, fedele al suo soprannome, Carlos spende tutto quello che ha correndo dietro agli avversari, prendendoli per stanchezza. I chilometri, per uno che può contare su sette polmoni, sono l’ultimo dei problemi.

Afriyie Acquah

Il ghanese del Torino è il prototipo del centrocampista moderno, che può ricoprire più ruoli e più posizioni: ma quello in cui si trova più a suo agio è sicuramente quello di mediano di rottura. Quando deve inseguire gli avversari per strappargli il pallone, Acquah si esalta e sale in cattedra. Carattere piuttosto fumantino, non è raro vederlo arrabbiarsi e perdere le staffe. Ma è pure giusto così.

In patria lo paragonano ad Essien, forse il 23enne del Torino deve fare ancora un po’ di strada per arrivare a quei livelli. Ma la strada intrapresa è senza ombra di dubbio quella giusta.

Fernando

In mezzo al centrocampo della Sampdoria svetta Fernando, il recordman di ammonizioni. Nessuno più di lui si è visto sventolare in faccia più cartellini gialli quest’anno. Eppure, nonostante questo, Walter Zenga non può proprio fare a meno di lui. Fernando è arrivato quest’anno e si è preso sulle spalle il centrocampo blucerchiato, delinquendo a tutto spiano.

Il suo lavoro è semplice, ma ben poco pulito: fare razzia di tutto quello che passa dalle sue parti e impedire, spesso con le brutte maniere, che gli avversari passino dalle sue parti. A giudicare dai cartellini beccati finora, ci sta riuscendo piuttosto bene.

Honorable Mentions

Ci sono poi anche parecchi calciatori che non ce l’hanno fatta a entrare in questa top 10, ma che meritano perlomeno una menzione: Da Francelino Matuzalem, che abbiamo tenuto fuori solamente per le pochissime presenze che si è meritato finora fino al talentino dell’Empoli, quel Dioussè che tanto bene sta facendo in mezzo al centrocampo di Giampaolo. E gli italiani? Già, nel ruolo che fu di Oriali e Gattuso, gli italiani sembrano aver perso un passo. Andato in pensione Daniele Conti, oggi il tricolore  in mediana viene portato avanti da Sturaro, Biondini, e Vives, tanto per fare tre nomi.