I 10 cagnacci della Serie A 2015-16 I 10 cagnacci della Serie A 2015-16
Lo sapete, abbiamo una predilezione per quei giocatori che si piazzano in mezzo al campo e vanno a ringhiare su ogni pallone, inseguendo e... I 10 cagnacci della Serie A 2015-16

Lo sapete, abbiamo una predilezione per quei giocatori che si piazzano in mezzo al campo e vanno a ringhiare su ogni pallone, inseguendo e mordendo le caviglie degli avversari. Una tipologia di calciatore poco spettacolare (per gli altri) forse, ma che in ogni squadra che si rispetti non può mancare.

C’è bisogno di qualcuno che vada a interrompere la manovra avversaria, che vada a recuperare palla per consegnarla ai creatori di gioco. C’è bisogno di quelli che in genere chiamiamo “mastini” o “cagnacci” di centrocampo, gente che con i piedi non sa fare miracoli e non sa inventare poesie e sonetti, ma che quando c’è da far sentire la sua presenza non si tira certo indietro.

Abbiamo dato uno sguardo alla Serie A di oggi e abbiamo cercato di mettere insieme i 10 che preferiamo, quelli che più ci entusiasmano per le loro qualità come grinta, furore agonistico e intensità. Eccoli a voi, i 10 cagnacci del campionato di Serie A.

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Gary Medel

Il Pitbull dell’Inter è assolutamente e imprescindibilmente uno dei nostri preferiti. Non tra i medianacci, proprio nella vita. Il cileno quest’anno ha definitivamente conquistato anche il cuore dei tifosi nerazzurri più scettici, con le sue prestazioni tutto cuore. Quando ce n’è stato bisogno, Mancini lo ha piazzato anche nel cuore della difesa: Medel ne è uscito da gran campione, e sabato sera si è inventato anche il gol decisivo nel successo contro la Roma.

Pressing a tutto campo, polmoni infiniti, garra sudamericana: se il Pitbull comincia pure a fare gol, ragazzi, possiamo davvero raccogliere tutti gli attrezzi del mestiere e andarcene tranquillamente a casa.

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Felipe Melo

L’Inter, però, ha anche un altro dei nostri beniamini nel motore. Anzi, più di qualcuno giura che il grande avvio di stagione dei nerazzurri sia soprattutto merito suo. Stiamo parlando, ovviamente, del compare di Medel in mezzo al terreno di gioco, quel Felipe Melo tornato quest’anno in Italia dopo l’esperienza al Galatasaray e che ha preso in mano le redini del centrocampo dell’Inter. Il brasiliano pare maturato, sono lontani i tempi delle prestazioni inguardabili in maglia bianconera.

Non che abbia smesso di randellare, sia ben chiaro. Felipe Melo, oggi, mena con costrutto, aggredisce, è sempre pronto a rischiare la gamba pur di recuperare un pallone o di impedire la ripartenza avversaria. E, ogni tanto, può anche sentirsi autorizzato a partire di melone.

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