I 10 allenatori emergenti più interessanti d’Europa secondo FourFourTwo I 10 allenatori emergenti più interessanti d’Europa secondo FourFourTwo
In giro per l’Europa, non solo nei principali campionati ma anche in quelli un po’ meno famosi, c’è una generazione di nuovi allenatori che... I 10 allenatori emergenti più interessanti d’Europa secondo FourFourTwo

In giro per l’Europa, non solo nei principali campionati ma anche in quelli un po’ meno famosi, c’è una generazione di nuovi allenatori che si sta affacciando alla ribalta.

Sono giovani – quasi tutti – e hanno idee di calcio diverse tra loro: alcune sono rivoluzionarie, altre sono semplici reinterpretazioni di stili di gioco già affermati, altri stanno cercando e trovando una loro strada verso il successo.

Il magazine calcistico inglese Four Four Two ha messo insieme, in questa lista, i dieci allenatori emergenti più interessanti d’Europa.

Teneteli d’occhio e seguiteli, perché di loro, tra qualche anno, potreste sentire parlare parecchio…

Domenico Tedesco (Schalke 04)

Alzi la mano chi immaginava a inizio stagione che lo Schalke 04 avrebbe potuto lottare per conquistare il secondo posto in Bundesliga – che poi sarebbe il primo degli umani visto lo strapotere del Bayern – e quasi riuscirci.

Merito del giovane tecnico italiano Domenico Tedesco, che si era fatto notare salvando l’Erzgebirge Aue e che ha lasciato un lavoro da ingegnere in Mercedes per dedicarsi a tempo pieno alla carriera da allenatore. Scommessa vinta, decisamente.

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Pablo Machin (Girona)

La sorpresa più grande della Liga è senza ombra di dubbio il Girona di Pablo Machin, che sta lottando con le grandi di Spagna e al suo esordio assoluto non ha per niente sfigurato al cospetto del meglio del calcio spagnolo.

A 43 anni, Pablo Machin è diventato un eroe per la gente di Girona, e la sua esperienza potrebbe davvero essere il trampolino di lancio per arrivare tra qualche anno in una big.

Florian Kohfeldt (Werder Brema)

Arrivato al Werder Brema a ottobre 2017, Kohfeldt aveva una missione da compiere: salvare la squadra biancoverde.

E il Werder, con sei vittorie nelle ultime nove partite, può dirsi praticamente salvo ed è una delle compagini più in forma di Germania. La storia dell’allenatore è simile a quella di altri tecnici che stanno emergendo in Bundesliga e in Europa: 35 anni, non ha mai giocato a calcio da professionista, molto preparato tatticamente e arrivato alla fama in maniera rapida e sorprendente.

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Erik Ten Hag (Ajax)

A Dicembre 2o17, Erik Ten Hag è stato nominato allenatore dell’Ajax, che sta avendo una stagione abbastanza travagliata.

Il 48enne ha messo in sicurezza il secondo posto dei Lancieri, e sta dimostrando di avere idee piuttosto particolari, ispirate – come tanti altri in Europa – dal calcio di Pep Guardiola. Prima di arrivare sulla panchina dell’Ajax, si era fatto notare facendo molto bene su quella dell’Utrecht.

Ivan Leko (Brugge)

In Belgio, un po’ a sorpresa, in testa al campionato c’è il Brugge: e pensare che, quando il 40enne croato Ivan Leko era stato nominato allenatore della squadra, più di qualche tifoso aveva avuto da ridire.

Molti gli rinfacciavano la sua inesperienza, Leko ha saputo stupire tutti con grande flessibilità tattica, innovazione e con un calcio moderno e imprevedibile.

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Miguel Cardoso (Rio Ave)

Facciamo un salto in Portogallo: in Primeira Liga, al quinto posto c’è una squadra a cui nessuno dava una lira a inizio anno, il Rio Ave di Miguel Cardoso.

Cardoso fino all’anno scorso ha rivestito il ruolo di assistente di Paulo Fonseca allo Shakhtar, prima di ritornare in patria a guidare il Rio Ave. Con il suo calcio di possesso e i suoi modi di fare, molto graditi ai giornalisti che sembrano davvero adorarlo, ha saputo conquistarsi uno spazio rilevante, e per lui, a breve, potrebbe arrivare la chance sulla panchina di una big.

Luis Pimenta (Brommapojkarna)

Sì, un altro allenatore portoghese, tra l’altro finito ad allenare in Svezia, al Brommapojkarna, dopo aver fatto molto bene in un altro Paese scandinavo, la Norvegia.

La sua impresa più grande in questi anni, infatti, era stata quella di portare il Kongsvinger dalla seconda divisione norvegese alla prima, e di fargli disputare – senza fortuna – una finale di coppa nazionale.

Sergei Semak (UFA)

Semak lo ricorderete più probabilmente come giocatore, da capitano della Russia a Euro 2008. Dopo aver fatto da assistente a Spalletti e Villas Boas allo Zenit, e aver collaborato anche quando Fabio Capello era CT della Russia, oggi ha salvato una squadra russa dal budget irrisorio, l’UFA.

E, proprio per questo, sembra essere il candidato più autorevole per sostituire Roberto Mancini sulla panchina dello Zenit il prossimo anno.

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Adi Hutter (Young Boys)

Lo Young Boys, in Svizzera, sta per interrompere l’egemonia del Basilea, e ormai manca solo la matematica per sancire la conquista del titolo in un campionato praticamente dominato.

Merito anche del calcio offensivo e spettacolare dell’austriaco Adi Hutter, che è sulla panchina dello Young Boys dal 2015 e ora si appresta a festeggiare questo meritatissimo titolo.

Cristophe Pellissier (Amiens)

Contro tutte le probabilità di inizio anno, l’Amiens dovrebbe riuscire a salvarsi in Ligue 1: merito anche del mago Pellissier, che ha preso una squadra che sembrava disperata e, tramite un’identità di gioco ben definita, è riuscita a tenerla in piedi nel campionato francese.

Anche per lui sono già tante le offerte arrivate da panchine più importanti e prestigiose.

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