Il bello del calcio è che qualche volta ci vuole un po’ di tempo perchè le verità vengano fuori ma, statene pur certi, prima...

Il bello del calcio è che qualche volta ci vuole un po’ di tempo perchè le verità vengano fuori ma, statene pur certi, prima o poi vengono fuori. E infatti, proprio qualche giorno fa, uno dei protagonisti degli episodi più controversi degli ultimi anni del calcio mondiale ha confessato qualcosa di inedito su quell’episodio che fece il giro del mondo.

Stiamo parlando, se non lo avete ancora capito, del famoso fallo in stile kung fu commesso da Nigel de Jong su Xabi Alonso nella finale dei Mondiali del 2010: un calcione in pieno petto che il direttore di gara di quella partita, l’inglese Howard Webb, sanzionò solamente con un cartellino giallo, nella sorpresa generale di tutti quelli che si aspettavano invece un cartellino rosso.

Bene, Howard Webb, che ora si è ritirato dal mondo del calcio, ieri è tornato su quel fallo, pentendosi della sua decisione, commentando in questo modo quello che successe quel giorno in campo in un’intervista a BT Sport.

Pensavo di aver preso la decisione giusta, sul campo. Così tornammo negli spogliatoi e uno dei miei assistenti tirò fuori il suo cellulare dalla tasca della giacca. Il suo volto sbiancò.

Gli chiesi cosa stesse succedendo, e lui mi disse: “De Jong andava espulso, il referente arbitrale mi ha detto che de Jong andava espulso”.

Io gli chiesi se stesse scherzando, poi tirai fuori il mio telefono e trovai un messaggio di un mio collega poliziotto: “Howard, quello non è un cartellino rosso: è un fallo penalmente perseguibile.”

Insomma, a distanza di quasi 6 anni, quell’episodio fa ancora discutere. Webb sembra quasi essersi convinto del suo errore, noi, invece, restiamo convinti della bellezza poetica di quel gesto.