Ho sentito il Pitbull abbaiare Ho sentito il Pitbull abbaiare
Ho sentito il Pitbull abbaiare. L’ho visto lanciarsi addosso al suo avversario, ringhiare digrignando i denti, con la minaccia delle zanne ben in vista,... Ho sentito il Pitbull abbaiare

Ho sentito il Pitbull abbaiare.

L’ho visto lanciarsi addosso al suo avversario, ringhiare digrignando i denti, con la minaccia delle zanne ben in vista, perché mollasse la preda comune, perché lasciasse lì, immediatamente, l’oggetto del desiderio, quel pallone che non potevano tenere in due. Quel pallone che tutti, controvoglia, lasciavano andare. Perso, per sempre, tra le zanne del Pitbull.

Ho visto il Pibtull ringhiare.

L’ho visto correre senza fermarsi mai un istante, senza mai stancarsi. L’ho visto inseguire avversari su avversari, l’ho visto ansimare con la bava alla bocca fino al punto di sentirsi i polmoni e il cuore esplodere. L’ho visto desiderare, bramare, concupire ogni singolo e maledetto pallone, dal primo all’ultimo dei novanta minuti. Perché, per il Pitbull, non c’erano differenze. Primo o ultimo minuto, qualsiasi pallone andava preso e riportato dalla propria parte. Era una questione di vita o di morte.

Ho visto il Pitbull mordere.

L’ho visto lanciarsi, per terra, senza paura di sbranarsi, con la brama di chi vuole decidere della vita o della morte del suo nemico. L’ho visto avventarsi sulle sue ingenue prede, convinte che bastassero due piedi buoni per tenerlo lontano. L’ho visto divorare quei poveri disgraziati che avevano il coraggio di mettersi davanti a lui e provare a resistere. Sì, perché ho visto tante volte il Pitbull, ma mai l’ho visto soccombere. E, se mai fosse successo, vuol dire che i miei occhi si sono rifiutati di conservare quel ricordo nella memoria.

Ho visto il Pitbull azzannare.

L’ho visto mangiarsi i suoi avversari. L’ho visto concentrato, nei suoi occhiali arancioni, stringere gli occhi ridotti a una fessura, quegli occhi che, se puntavano verso di te, bé, amico mio, potevi già considerarti morto. Almeno in campo. Ho visto il Pitbull banchettare sui resti dei suoi avversari sconfitti, distrutti, umiliati.

Ho visto il Pitbull, ho visto Edgar Davids. E non potrò mai dimenticarlo, perché uno come lui puoi solamente amarlo incondizionatamente.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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