Hernan Dario Gomez: il Bolillo colpisce ancora Hernan Dario Gomez: il Bolillo colpisce ancora
Hernán Darío Gómez lo ha fatto di nuovo, e stavolta si è meritato un posto nella storia del calcio. Prima di lui, infatti, solo... Hernan Dario Gomez: il Bolillo colpisce ancora

Hernán Darío Gómez lo ha fatto di nuovo, e stavolta si è meritato un posto nella storia del calcio.

Prima di lui, infatti, solo il francese Henri Michel era riuscito nell’impresa di portare tre squadre diverse ai Mondiali, tre nazionali e tre Paesi diversi che hanno potuto sognare un posto tra i grandi.

Miche aveva guidato tre nazionali africane: il Camerun nel 1994, la Tunisia nel 2002 e la Costa d’Avorio nel 2006.

Hernán Darío Gómez, per tutti il Bolillo, la sua impresa l’ha portata a termine proprio in questi giorni: il clamoroso ribaltone nel girone nord e centroamericano ha regalato a Panama, squadra di cui Gómez è commissario tecnico, una clamorosa qualificazione a Russia 2018.




Non è nemmeno la prima volta che il Bolillo porta una squadra a un Mondiale: come detto era successo altre due volte, con la Colombia, ai Mondiali di Francia ’98, e poi con un’altra nazionale sudamericana, l’Ecuador condotto – per la prima volta nella sua storia – alla fase a gironi dei mondiali di Giappone e Corea del 2002, edizione in cui incrociò, alla prima giornata del girone, proprio l’Italia di Giovanni Trapattoni.

Di allenatori che hanno disputato Mondiali con più di una nazionale, ce ne sono altri: per esempio, Bora Milutinovic, che di squadre, nella fase finale, ne ha allenate cinque. Ma nel caso del tecnico giramondo serbo, le qualificazioni vere e proprie, guadagnate sul campo, sono state due: Messico e USA erano nazioni ospitanti, la Nigeria lo chiamò solo a Mondiali già conquistati.

Il Bolillo, come detto, entra in un club più ristretto.

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Gómez, che è colombiano, ha partecipato, da secondo di Maturana, anche alla spedizione più drammatica della storia – calcistica e non – della Colombia. Quella dei Mondiali di USA ’94, in cui la squadra colombiana arrivò con il vento in poppa (in patria qualcuno aveva pensato anche che fossero favoriti per la vittoria finale, dopo aver asfaltato l’Argentina) salvo poi finire il Mondiale piangendo l’assassinio di Andres Escobar.

Panama, in questi anni, ha lavorato sodo per centrare l’obiettivo: quello del Bolillo Gómez non può essere considerato solo un miracolo frutto del caso e del suicidio sportivo degli USA: nella piccola nazione centroamericana hanno puntato sui giovani, sulle infrastrutture e appunto sulla formazione, affidando la squadra a un professionista navigato come Gómez.

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In verità, prima di allenare Panama, il giro del continente del Bolillo aveva fatto sosta in Guatemala: lì, il miracolo non gli era riuscito. Oggi, invece, può guardare con fiducia alla Russia e pensare che per Panama, forse, essere lì la prossima estate sarà già una piccola vittoria.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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