Harry Kane: storia di un Uragano Harry Kane: storia di un Uragano
Mercoledì sera il mio primo pensiero, dopo la doppietta realizzata da Harry Kane in Champions League contro il Borussia Dortmund, è stato che c’è... Harry Kane: storia di un Uragano

Mercoledì sera il mio primo pensiero, dopo la doppietta realizzata da Harry Kane in Champions League contro il Borussia Dortmund, è stato che c’è qualcosa di profondamente strano nel mondo del calcio. Bella scoperta, direte voi.

In effetti niente di nuovo, solo mi sono capitate sotto gli occhi alcune statistiche relative all’attaccante nato a Chingford che il 28 luglio scorso ha compiuto 24 anni.

Lo score, innanzitutto, che nel 2017 recita: partite giocate 27, gol messi a segno 29. I gol totali realizzati in maglia Spurs: 103 in 170 apparizioni totali. Per finire il rapporto goal/partite giocate durante l’anno in corso che è 1.07, il migliore per quel che riguarda i 5 maggiori campionati europei.

Dopo il solito mese di Agosto, in cui Harry Kane cade inesorabilmente vittima di una maledizione senza mai riuscire ad andare a segno, a Settembre le cose sembrano essere ritornate alla normalità. Una normalità che è tale soltanto per lui, intendiamoci, che nell’ultimo mese ha già realizzato 4 gol in sole 5 partite.




Dove starebbe quindi la cosa profondamente strana? Per come la vedo io un attaccante ancora così giovane, che milita in uno dei migliori campionati al mondo, in grado di segnare oltre 20 gol a stagione dal 2014/2015, dovrebbe essere sulla bocca di tutti.

Invece non è così; se ne parla, per carità, ma non quanto avviene per altri calciatori che hanno fatto, ad essere generosi, la metà di ciò che ha fatto in questi anni l’attaccante del Tottenham. I motivi posso solo provare ad immaginarli: l’attaccante inglese, al di fuori dei propri confini, è sempre visto con un tremendo sospetto; pochi sono infatti i bomber inglesi che hanno saputo ritagliarsi un ruolo di primo livello, una volta fuori dalla Premier League.

Un altro motivo può essere ricercato nel suo essere poco personaggio. Mi spiego: se è vero che di un giocatore bisognerebbe parlare solo per quel che fa in campo, è altrettanto evidente che molti calciatori godono di una certa popolarità anche, se non soprattutto, per un personaggio che sono stati bravi a crearsi.

Harry Edward Kane è semplicemente se stesso, un giocatore che si è fatto largo nel mondo del calcio grazie ai due principi cardine che regolano la sua esistenza: sicurezza nei propri mezzi e capacità di saper aspettare il momento giusto.

Sembrano cose da poco ma, se ci pensate bene, non è affatto così. Se si eccettuano i predestinati di questo gioco (e fidatevi che si contano sulle dita di una mano) il mondo del calcio è pieno di giocatori forti, talvolta anche fortissimi, che non avranno mai la possibilità di emergere. Spesso il destino, o la fortuna, chiamatelo come vi pare, gioca un ruolo di primo piano ma altrettanto frequentemente al giocatore manca la capacità di saper aspettare, soprattutto quando le cose non vanno bene, senza perdere nel contempo la fiducia nei propri mezzi.

Molta gente apprezza il modo in cui sono e quello con cui mi sono fatto strada nel mondo del calcio. Oggi molti giocatori, per un motivo o per l’altro hanno una “brutta immagine”. Io amo definirmi un ragazzo semplice, molto legato a famiglia ed amici e questo la gente lo percepisce. Sono stato un tifoso fin da ragazzino e forse la gente mi apprezza anche per questo, perchè mi vede come uno di loro.

Già perchè la storia di Kane potrebbe essere quella di qualsiasi altro ragazzo, prodotto delle giovanili di un club importante, mandato a farsi le ossa in giro per il paese.

Leyton Orient, Millwall, Norwich City e Leicester: queste sono le tappe di apprendistato dell’uragano Kane. Uragano non per caso. Così viene infatti chiamato Harry Kane dai propri tifosi e mai soprannome fu più azzeccato, non solamente per l’assonanza che lega il nome all’evento atmosferico.

Kane, per rimanere nell’ambito della similitudine meteorologica, è l’occhio del ciclone, al cui interno la situazione è apparentemente serena e tranquilla. Le zone circostanti, quelle responsabili dei disastri, sono pronte ad abbattersi per fare tabula rasa di tutto ciò che incontrano sul proprio cammino.

Qui per fortuna, trattandosi di calcio, non ci sono paesi spazzati via e gente sfollata per strada: la furia devastante dell’uragano Kane si abbatte sulle difese avversarie, con effetto egualmente dirompente.




Al rientro dopo i vari prestiti inizia a trovare spazio al Tottenham dalla stagione 2013-2014 e, soprattutto, in quella successiva, dove tra tutte le competizioni realizza 31 reti. Si inizia a parlare di lui e molti, in verità, pensano possa essere il classico “One season wonder” come definiscono da quelle parti il ragazzo che si rende autore di una stagione strabiliante per poi tornare nell’anonimato.

Non sanno però che con Harry Kane questo discorso non funziona perchè non solo si ripeterà, nella stagione successiva, ma farà addirittura meglio nel 2016-2017, ovvero la scorsa stagione, in cui l’uragano ha realizzato 35 reti in 38 partite trascinando gli Spurs al secondo posto in classifica e ad una meritatissima qualificazione in Champions League.

Inizialmente, nella sua avventura al Tottenham, ha come numero di maglia il 18, concessogli da Defoe, ma appena si libera la numero 10 (maglia appartenente ad Adebayor e lasciata libera nel 2015, dopo la sua partenza) non ci pensa un secondo e se ne appropria, per seguire le orme dei suoi idoli di gioventù.

I miei idoli sono sempre stati Keane e Sheringham. Durante gli anni in prestito non mi sono mai scoraggiato perchè ero consapevole del mio valore e del fatto che dovevo avere solo pazienza e fiducia. Nella mia testa continuavo a ripetermi: “Quando arriverà il mio turno”? Perchè ero certo che sarebbe arrivato.

Mauricio Pochettino, attuale allenatore del Tottenham, rivede in Kane lo stesso killer instinct appartenente ad un suo vecchio compagno di squadra, tale Gabriel Omar Batistuta. Pur riconoscendo la diversità di caratteristiche tecniche tra i due vede la stessa voglia di determinare sotto porta, la medesima ferocia nell’aggredire la porta avversaria senza lasciare scampo.

Altri lo paragonano ad Alan Shearer, perchè era dai tempi dell’attaccante di Newcastle upon Tyne che non si vedeva un goleador inglese così forte e completo.

Per noi è semplicemente Harry Kane, l’uragano che da 4 anni si sta abbattendo su tutte le difese avversarie senza lasciare scampo.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo