Hal Robson-Kanu, l’eroe che non ti aspetti Hal Robson-Kanu, l’eroe che non ti aspetti
“Ero uno dei più piccoli della squadra. Non ero veloce abbastanza, forte abbastanza o grande abbastanza.” Ci sono calciatori che sembrano condannati a vivere... Hal Robson-Kanu, l’eroe che non ti aspetti

Ero uno dei più piccoli della squadra. Non ero veloce abbastanza, forte abbastanza o grande abbastanza.

Ci sono calciatori che sembrano condannati a vivere in continuazione lo stesso film, la stessa storia. Destinati ad infilarsi in un tunnel senza fine, uno di quelli in cui la luce la intravedi solo per qualche attimo prima di piombare di nuovo, all’improvviso, nel bel mezzo dell’oscurità.

Hal Robson-Kanu è esattamente uno di quei giocatori. Uno di quelli che sembravano destinati a un futuro luminoso, e che invece hanno dovuto accontentarsi di essere uno dei tanti. Certo, una carriera da professionista, la maglia della nazionale, qualche soddisfazione qua e là. Ma mai un momento particolare, uno di quelli da conservare nel cassetto dei ricordi più belli di una vita. Almeno fino a ieri sera.

Ma, per arrivare al meraviglioso gol -preceduto dal movimento brevettato da Johan Cruijff- che ha permesso al Galles di stendere il Belgio e volare a una incredibile semifinale di Euro 2016, Hal Robson-Kanu non ha certo percorso autostrade a tre corsie, quanto, piuttosto, strade tortuose, in salita e piene di insidiosi ciottoli. E forse è proprio per questo motivo che quella finta, quel gol e questa serata, Hal Robson-Kanu se li ricorderà per tutta la vita. Perché ieri sera, Hal Robson-Kanu è diventato l’eroe di un popolo intero, e lo ha fatto senza neppure sapere in quale squadra giocherà l’anno prossimo, dal momento che, ad oggi, è ancora senza contratto. Curioso, per uno che ha appena scritto una pagina di storia sportiva (e non solo) per tutto il Galles.

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Possiamo adesso tornare alla citazione con cui abbiamo aperto il nostro pezzo. E’ dello stesso Hal Robson-Kanu, e si riferisce al periodo in cui, a 15 anni, fu mandato via dalle giovanili dell’Arsenal, in cui era entrato all’età di 10 anni. Non adatto a proseguire il suo percorso con la maglia dei Gunners, non all’altezza di una delle top di Premier League. A quel punto, però, qualcuno decide ancora di puntare su di lui. Si tratta di Brendan Rodgers, all’epoca capo della Academy del Reading, che intravede in lui un potenziale degno di nota. Appena arrivato, però, cominciano i problemi. Si frantuma un ginocchio e resta fuori dai campi per un anno, poi, dopo aver recuperato dall’infortunio, cedono i legamenti: alla fine, passeranno praticamente tre anni senza che Robson-Kanu veda il campo.

Quando recupera dall’infortunio, e riesce a fare il suo esordio in prima squadra al Reading, si mette in luce come uno dei giovani più talentuosi d’Inghilterra, e si guadagna un posto prima nell’under 19 e poi nell’under 20 della nazionale dei Tre Leoni. Ma, come spesso succede in questi casi, serve qualcosa in più per fare il grande passo. Qualcosa che, per Robson-Kanu, sembra non arrivare mai.

Nel 2010 decide di indossare la maglia della nazionale del Galles: merito delle origini gallesi di sua nonna. Robson-Kanu è un attaccante esterno, che però, con il Galles, spesso si sacrifica e ricopre anche posizioni che non gli appartengono. Ma per uno come lui, in fondo, basta essere in campo e poter avere l’onore di sputare sangue per quella maglia. Il Galles che si qualifica a Euro 2016 è una squadra rognosa, solida, compatta. Studiata e messa in campo da Chris Coleman con l’obiettivo di resistere alle sfuriate degli avversari per poter poi liberare la potenza di Aaron Ramsey e -soprattutto- Gareth Bale. E Hal Robson-Kanu si adatta a giocare alle spalle della stella del Real Madrid, con l’obiettivo di sacrificarsi e spesso correre a vuoto, senza mai vedere la palla, per liberare gli spazi.

Poi, però, all’improvviso la luce si accende. E con un solo meraviglioso movimento, Robson-Kanu segna il gol più importante della sua carriera. Solamente il quarto con la maglia del Galles. Il terzo, peraltro, l’aveva segnato nella gara d’esordio all’Europeo, per battere la Slovacchia. Pochi, ma buoni, buonissimi. E da domani trovare un nuovo contratto non sarà sicuramente un problema.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro