Il calcio dei giorni nostri, tra i tanti difetti che può avere, ha indubbiamente anche molti aspetti positivi: ci consente, ad esempio, di avere...

Il calcio dei giorni nostri, tra i tanti difetti che può avere, ha indubbiamente anche molti aspetti positivi: ci consente, ad esempio, di avere a portata di click quasi tutto quello che vogliamo sapere riguardo a qualsiasi giocatore del globo.

La prima cosa che facciamo, quando accostano un giocatore che non conosciamo alla nostra squadra del cuore, è aprire quel magico mondo che è YouTube e digitare il suo nome.

Bello, anzi bellissimo. Attenzione però che il mondo virtuale, per quanto verosimile e realistico possa sembrare, non è il mondo reale. Se questo è vero per qualsiasi argomento, lo è un po’ di più per quel che riguarda il mondo del calcio.

Una clip costruita ad arte per essere visualizzata da milioni di persone non potrà mai essere lo specchio fedele della realtà, non c’è nulla di male in questo, basta solo non farsi ingannare.

Qualche volta però può accadere che nel tranello, per una serie di fattori, caschino mani e piedi un po’ tutti, dagli addetti ai lavori ai semplici appassionati del gioco.

Può accadere e nel calcio è successo tante volte. Chi di voi si ricorda di Freddy Adu, che doveva essere il nuovo Pelè e ha finito per fare una carriera assai modesta girovagando per il globo?

O più recentemente di Bojan Krkic, nato come fenomeno nella cantera del Barcellona, distruggendo tutta una serie di record e diventando il giocatore più giovane ad esordire con la maglia blaugrana in prima squadra, salvo poi doversi accontentare di una carriera molto al di sotto delle aspettative?

E’ molto facile, soprattutto quando questi giocatori sono davvero forti a livello giovanile e la sovraesposizione mediatica, tipica di questi tempi, li pompa a livelli esagerati.

E’ proprio ciò che è successo anche al protagonista di questa storia, Hachim Mastour, nato a Reggio Emilia da genitori marocchini il 15 giugno 1998.

Con i nomi fatti poco sopra Hachim Mastour condivide la precocità, intesa come  capacità di fare la differenza a livello giovanile. Qui, intendiamoci, non c’è nulla di virtuale. Ci sono allenatori che lo vedono tutti i giorni e parlano: usano parole che non vengono pronunciate spesso per descrivere un calciatore.

“E’ impossibile togliere la palla dai piedi di Mastour, fa letteralmente ciò che vuole” o ancora “Mastour è il giocatore più forte che abbia mai avuto. Ma se le qualità non sono supportate da spirito di sacrificio e rispetto delle regole rischia di fallire”

Queste sono solo alcune delle frasi proferite dagli allenatori di Hachim ai tempi della sua militanza negli Allievi del Milan. E’ il 2013 quando Mastour, poco più che bambino, viene acquistato dal Milan per una cifra intorno ai 500.000 euro per strapparlo alla concorrenza di Inter, Juventus, Real Madrid e Barcellona.

L’età non gli consente ancora di giocare con la Primavera ma è chiaro a tutti che con i pari età Mastour c’entra ben poco: tecnicamente avanti anni luce, per comprensione del gioco sembra addirittura avere almeno 10 anni in più degli altri. Stando a chi lo può osservare tutti i giorni, e tra questi c’è gente come Arrigo Sacchi e altri che hanno fatto la storia del gioco, è impossibile non rimanere impressionati dal mago marocchino.

Le immagini delle sue prodezze iniziano a fare il giro del mondo, insieme a video che mettono in mostra l’enorme quantità di abilità tecniche che il ragazzino possiede. E’ l’inizio della costruzione del personaggio Mastour, che inizialmente va di pari passo con la carriera del giocatore ma ben presto inizia ad andare molto più in fretta e a galoppare, fino a lasciarsi alle spalle il calciatore.

Arrivano gli sponsor, rapaci come avvoltoi: Redbull si fionda su Hachim e gli da la possibilità di girare alcuni video insieme a Neymar, un sogno che diventa realtà, probabilmente troppo in fretta considerato che non ha nemmeno 18 anni, non ci è nemmeno vicino.

Filippo Inzaghi, allora tecnico della Primavera rossonera, lo aggrega alla squadra nel marzo 2014, concedendogli qualche apparizione prima della convocazione in prima squadra nel maggio dello stesso anno, voluta da Clarence Seedorf.

Lo stesso avverrà con la Nazionale marocchina che, preoccupata che potesse essere attratto dall’Italia, lo convoca che non ha ancora compiuto 17 anni e lo fa esordire nella vittoria contro la Libia.

La sua sembra dover essere a tutti gli effetti quella di un predestinato, con tutte le tappe bruciate e la scalata verso l’Olimpo del calcio. Compresa la scelta di affidarsi ad un procuratore che ha alcuni tra i calciatori più importanti in circolazione: Mino Raiola.

Man mano che però il livello della competizione sale, con Mastour che viene aggregato in pianta stabile in prima squadra con Inzaghi e Brocchi, senza peraltro mai giocare, non avviene altrettanto con le sue prestazioni.

Quando scende in Primavera, di tanto in tanto, sembra ritrovare la luce: a dire il vero sono più lampi, che squarciano il cielo, pronti a lasciare via libera ad un temporale che di cui è impossibile prevederne la fine.

Raiola, Galliani ed il nuovo tecnico del Milan, Sinisa Mihajlović, sono concordi sul fatto che Hachim Mastour abbia bisogno di una prima, vera, esperienza nel calcio dei grandi, magari in un contesto più “soft” di quello che può essere il campionato italiano.

Il 31 agosto 2015 Mastour si trasferisce in prestito al Malaga: una squadra senza grosse ambizioni, un campionato, la Liga, che normalmente agevola giocatori di un certo tipo, che hanno nella tecnica la propria vocazione.

Eppure, nel calcio dei grandi, qualcosa non va. L’esperienza in terra spagnola di Hachim Mastour dura la miseria di 5 minuti d’orologio, quelli che gli vengono concessi dall’allenatore al debutto contro il Betis.

Viene prontamente rispedito al mittente, bollato come inadeguato, non ancora pronto. Data l’età non sarebbe nemmeno una notizia così sconvolgente se non fosse evidente a tutti che qualcosa, nel processo di crescita di questo ragazzo, si è improvvisamente arrestato.

Alcuni suoi video di Youtube, in cui si esibisce in numeri da circo, hanno nel frattempo superato i 9 milioni di visualizzazioni, qualcuno li guarda ancora chiedendosi cosa stia andando storto.
E’ difficile capire, darsi una spiegazione. Forse non lo sa nemmeno lui che ancora, in fin dei conti, ha solo 18 anni.

Il 14 luglio del 2016 ci riprova, questa volta in Olanda dove il Pec Zwolle è pronto ad accoglierlo. Se la prima esperienza lontana dall’Italia era durata 5 minuti, questa dura 5 presenze per 150 minuti totali di impiego, spesso ritagli di partite già compromesse.

Può fare ciò che vuole con la palla, questo era chiaro già 2 anni fa vedendo i suoi video su YouTube. Ma, al momento, è solo quello. Il calcio non è una sequenza di highlights di un giocoliere che palleggia con ciliegie piuttosto che con palline da tennis. Ciò che conta è sempre il campo e, da quello che abbiamo potuto vedere da quando è con noi, Mastour ha fatto ben poco. Ron Jans, allenatore del Pec Zwolle

Le ultime notizie che abbiamo di Mastour, ironia della sorte, ci vengono proprio dal suo mondo parallelo, quello virtuale di YouTube. Un video che lo riprende in vacanza, a bordo piscina, mentre fa dei numeri da freestyler con un pallone da calcio.

L’età, ancora dalla sua parte, incomincia ad incalzare. Per Hachim Mastour è arrivato il momento di prendere una decisione, il più in fretta possibile: cercare di diventare un campione anche nella realtà o accontentarsi di rimanere, per tutta la vita, un fenomeno di YouTube?

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo