Grazie a Steven Gerrard, i Rangers sono tornati per davvero Grazie a Steven Gerrard, i Rangers sono tornati per davvero
I tifosi dei Rangers di Glasgow, mai come quest’anno, sentono vicino il momento che aspettavano da ormai troppo tempo. Per una squadra abituata a... Grazie a Steven Gerrard, i Rangers sono tornati per davvero

I tifosi dei Rangers di Glasgow, mai come quest’anno, sentono vicino il momento che aspettavano da ormai troppo tempo.

Per una squadra abituata a vincere, e spesso a trionfare, l’ultimo decennio è stato un vero e proprio calvario. I Rangers hanno vinto il loro ultimo titolo di Scozia nella stagione 2010/11, il cinquantaquattresimo in totale, con Walter Smith in panchina e Kenny Miller a trascinare la squadra a suon di gol.

Il fallimento del 2012 è stato un colpo durissimo. La squadra è ripartita dai dilettanti, è tornata in Premiership nel 2016, ma nel frattempo ha dovuto guardare gli odiati rivali cittadini del Celtic continuare a sollevare trofei su trofei.

Nel maggio del 2018, sulla panchina di Ibrox è arrivato Steven Gerrard. In molti pensavano fosse una mossa mediatica, visto che l’ex capitano del Liverpool era alla sua prima esperienza da allenatore di una squadra non giovanile.

Eppure, piano piano Stevie G è riuscito a conquistarsi la fiducia e l’affetto dei suoi tifosi. Un po’ come faceva quando stava in mezzo al campo, con una leadership forte ma mai troppo urlata, con una passione innata ma mai sopra le righe.

Secondo posto nella prima stagione, secondo posto anche al termine dello scorso campionato, sospeso causa pandemia quando il Celtic aveva 13 punti di vantaggio proprio sui Rangers.

Quest’anno, però, le cose sono cambiate, e i ruoli si sono ribaltati. Oggi, alla vigilia dell’Old Firm in programma domani a ora di pranzo, sono i Rangers a guardare tutti dall’alto in basso nella classifica della Scottish Premiership, come non succedeva ormai da tanto tempo.

I Rangers stanno dominando il campionato. 19 vittorie, 2 pareggi, 5 sconfitte. Ma soprattutto solamente 5 gol subiti (a fronte dei 56 segnati), e 16 punti di vantaggio sul Celtic, che pure deve recuperare 3 partite (quindi, virtualmente, il vantaggio potrebbe ridursi, ma rimarrebbe comunque significativo).

Mettiamoci poi anche le buone prestazioni in Europa League, sia l’anno scorso che quest’anno, con i Rangers che ora ai sedicesimi di finale aspetteranno l’Anversa, con ottime possibilità di arrivare agli ottavi, dove lo scorso anno si fermò la loro corsa.

Il simbolo dei Rangers, quest’anno, è senza ombra di dubbio James Tavernier, un terzino diventato una vera e propria macchina da gol. 17 gol e 14 assist nelle 32 partite giocate fin qui, un bottino decisamente impressionante per un giocatore che frequenta certe zone del campo.

Steven Gerrard, saldamente al comando della nave, non si lascia travolgere dall’entusiasmo, né si lascia andare spingendosi troppo in là con lo sguardo. Con la sua personalità ha conquistato l’ambiente, i tifosi, i giocatori, che adesso vedono in lui una guida sicura. Lui, dal canto suo, sta dimostrando di essere pronto per una carriera manageriale importante, per un futuro da big anche sulla panchina. Non ne ha mai fatto mistero, e probabilmente non c’era nemmeno bisogno che lo dichiarasse pubblicamente: il suo sogno, anzi, il suo obiettivo, è quello di sedersi un giorno sulla panchina del Liverpool, e far tornare i Rangers al successo, in un certo senso, potrebbe essere davvero un buon viatico per arrivare sulla tanto agognata panchina di Anfield.