I 10 gol allo scadere entrati nella storia del calcio I 10 gol allo scadere entrati nella storia del calcio
Un gol allo scadere è sempre un’emozione particolare, quasi inspiegabile. Un gol al novantesimo (e spesso anche oltre) può farti sussultare di gioia, può... I 10 gol allo scadere entrati nella storia del calcio

Un gol allo scadere è sempre un’emozione particolare, quasi inspiegabile. Un gol al novantesimo (e spesso anche oltre) può farti sussultare di gioia, può farti gioire come pochissime cose al mondo, nella vita. Ed è qualcosa che solo chi ha vissuto sulla sua pelle può spiegare, una di quelle cose per cui forse, nonostante tutto, continuiamo imperterriti a seguire il calcio in ogni suo aspetto.

Un gol allo scadere, a volte, può anche essere maledettamente importante e pesante. E valere di più, molto di più, di tre punti. Con un gol allo scadere si sono conquistati campionati, coppe, addirittura Mondiali (e noi dovremmo anche saperne qualcosa). Insomma, quando il gol allo scadere vale qualcosa in più, diventa immediatamente storia, leggenda. Diventa un attimo da immortalare a trasmettere ai posteri, qualcosa che verrà riproposto negli anni a venire.

Oggi, grazie ad un post del blog WSN, abbiamo scoperto quelli che sono i dieci gol allo scadere più importanti di sempre, quelli che appunto sono passati alla storia e che continueremo a ricordare, almeno fino al momento in cui non ne vivremo di altri.

Cosa aspetti? Continua a leggere e scopri i dieci gol allo scadere più importanti e pesanti della storia del calcio.

1. Manchester City – QPR: 3-2, Premier League, 2012

E’ il finale della Premier League 2011-12, forse il più pazzo di sempre nel campionato inglese. Il titolo si decide all’ultima giornata, e a giocarselo non sono due squadre come le altre, bensì due squadre rivali: il Manchester City di Roberto Mancini e il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Le due squadre arrivano appaiate a quota 86 all’ultima giornata di campionato, quindi al City basta vincere contro il QPR in virtù della miglior differenza reti. Lo United invece deve vincere e sperare in un passo falso dei rivali.

E lo United, fino ad un certo punto, spera addirittura che si concretizzi il miracolo. Il QPR si porta avanti addirittura per 2-1, poi, dal 90′ in poi, succede il miracolo, qualcosa che ha dell’incredibile. Prima Edin Dzeko pareggia i conti, poi, sull’ultimissima azione Sergio Aguero mette dentro il gol che vale il 3-2 e il terzo titolo inglese per il Manchester City. Qualche malelingua poi tirò fuori il discorso che il QPR, nei minuti di recupero, aveva saputo di essere matematicamente salvo anche con una sconfitta, ma a noi piace pensare al lato romantico di questa faccenda…

2. Bayern Monaco – Borussia Dortmund: 2-1, Champions League, 2013

Il Borussia Dortmund di Jurgen Klopp non è mai andato così vicino al colpaccio come nella finale di Champions League del 2013, in una delle stagioni manifesto del calcio heavy metal dell’allenatore che adesso siede sulla panchina del Liverpool. A Wembley è partita bella ed emozionante: dopo un’ora di gioco il Bayern Monaco si porta in vantaggio grazie al gol segnato da uno scatenato Mario Mandzukic, ma il BVB pareggia dopo solo 8 minuti grazie al rigore procurato da Reus e trasformato da Gundogan al 68′.

Quando oramai la partita sembra indirizzata verso i tempi supplementari, è il Bayern Monaco a segnare uno dei gol più importanti della sua storia, al minuto 89: progressione di Robben che si accentra e batte Weidenfeller, proprio mentre il cronometro si stava avvicinando a grandi passi, inesorabilmente, verso il novantesimo. E’ il gol che riscatta il Bayern delle finali perse nel 2010 e nel 2012, e che regala la gioia più grande a Heynckes, quella gioia che poi nemmeno Pep Guardiola riuscirà ad eguagliare.

3. Watford – Leicester: 3-1, Playoff Championship, 2013

12 maggio 2013, Vicarage Road. Ritorno della semifinale playoff di Championship tra il Watford e il Leicester City, una squadra di cui, a qualche anno di distanza, sentiremo parlare, e parecchio. Watford e Leicester, in quel 12 maggio, si giocano l’accesso alla finale, finale che poi garantirà un posto nella Premier League dell’anno successivo. All’andata il Leicester aveva vinto per 1-0, per cui il ritorno a Londra era apertissimo, una di quelle partite da cui aspettarsi tutto. Quello che successe quel pomeriggio ha però dell’incredibile.

Il Watford si porta sull’1-0 con Vydra, poi il Leicester pareggia i conti, poi il Watford si riporta sul 2-1. Un 2-1 che non basta, serve un altro gol per andare a giocarsi la finale. Se non fosse che, a 30 secondi dalla fine, il Leicester si guadagna il calcio di rigore che metterebbe la parola fine alla contesa. Tutto finito? Nemmeno per caso, Almunia respinge il rigore, e sul ribaltamento di fronte Troy Deeney segna addirittura il gol del 3-1, quello che manda il Watford in finale playoff e fa esplodere Vicarage Road per i 30 secondi più pazzi della sua storia. Per onor di cronaca, quell’anno, la finale playoff se la aggiudicherà comunque il Crystal Palace…

4. Real Madrid – Barcellona: 2-1, Copa del Rey, 2014

Finale di Coppa del Re in Spagna, finale secca allo stadio Mestalla di Valencia, 16 aprile 2014. Si affrontano, nemmeno a dirlo, Barcellona e Real Madrid, in quella che diventerà una sfida iconica della loro rivalità. Passa in vantaggio il Real Madrid con il gol di Angel Di Maria, il Barcellona poi pareggia i conti grazie alla realizzazione di Marc Bartra al 68′. La partita sembra poi lanciata verso il pareggio, quando poi arriva il gol che cambierà il corso della partita.

Minuto 85, Gareth Bale, lanciato a tutta velocità sulla fascia sinistra, mette il turbo e accelera fino a una velocità supersonica, mette la freccia e supera Bartra uscendo addirittura dal campo, per poi presentarsi in area di rigore e infilare Pinto. E’ un gol strepitoso, uno dei più belli della stagione, uno di quei gol che solo quel fenomeno di Bale avrebbe potuto segnare. E, visto il momento in cui arriva, è anche il gol che regala la Coppa del Re al Real Madrid lasciando il Barcellona a bocca asciutta.

5. Bayern Monaco – Chelsea: 1-1, Champions League, 2012

La storica Champions League conquistata dal Chelsea di Roberto Di Matteo non poteva vivere un finale migliore, tanto da sembrare scritto apposta da uno sceneggiatore hollywoodiano. Il Bayern Monaco ha la grande chance di conquistare il trofeo europeo più ambito nella sua casa, l’Allianz Arena vestita a festa. E, dopo una partita di grande sofferenza, sembra quasi sul punto di riuscirci: al minuto 83 Thomas Müller raccoglie un meraviglioso suggerimento di Toni Kroos e batte Cech.

I tifosi bavaresi cominciano a cantare e a ballare, pregustando le birre che si berranno per festeggiare la vittoria della loro tanto amata Champions League. E invece, a rovinare la festa al Bayern ci pensa l’infaticabile Didier Drogba. L’attaccante ivoriano svetta sul corner di Mata e all’88’ realizza l’incredibile gol del pareggio dei Blues, che poi riusciranno a portare la gara ai calci di rigore e a sfangarla nella maniera più putrida possibile, proprio come avevano fatto fino a quel momento.

6. Italia – Germania 2-0, Mondiali 2006

Questa non dovremmo nemmeno avere bisogno di raccontarvela. Eppure, anche solo per il piacere di rivivere per l’ennesima volta questo dolce ricordo nella nostra memoria, ci sentiamo in dovere di farlo. 4 luglio 2006, Westfalenstadion di Dortmund, la sfida è la semifinale tra l’Italia e i padroni di casa della Germania, un grande classico del calcio mondiale. Chi vince va a giocarsi qualche giorno dopo la finale e la Coppa del Mondo a Berlino. Insomma, è l’opportunità della vita per due gruppi storici.

La partita è tesa, combattuta, vietata ai deboli di cuore. Si va ai tempi supplementari, ma il punteggio non si schioda dallo 0-0. Poi, quando lo spettro dei rigori, che a noi italiani non fanno mai particolarmente piacere, sembra ormai destinato a materializzarsi, succede l’imponderabile: Fabio Grosso, sugli sviluppi di un corner, trafigge Jens Lehmann. Ed è l’apoteosi azzurra, che verrà poi sigillata dal 2-0 di Alex Del Piero, in contropiede. Non sembra vero che siano già passati dieci anni da quella meravigliose notte di Dortmund.

7. Porto – Benfica: 2-1, Portogallo, 2013

In Portogallo il titolo si risolve molto spesso a una questione a due tra il Porto e il Benfica. Normale quindi che spesso, a risolvere le controversie su chi si porterà a casa il titolo di campione portoghese, sia lo scontro diretto tra le due principali pretendenti, le due squadre più titolate della storia calcistica del Portogallo.

E lo sprint della stagione 2012-13 si decide proprio tra Porto e Benfica. Il Benfica avrebbe in realtà già il campionato tra le mani, se non avesse pareggiato la settimana prima contro l’Estoril, vanificando il suo vantaggio. Il Porto, battendo il Benfica, avrebbe l’opportunità di scavalcarlo in classifica e scappare via. Si gioca al Do Dragao, casa del Porto, che non si lascia sfuggire la ghiotta opportunità, non dopo qualche pericolo. Passa in vantaggio infatti il Benfica con il gol di Lima, vantaggio vanificato qualche minuto dopo da un’autorete. Ma il pareggio basterebbe ancora al Benfica, se non fosse che all’ultimo minuto, in pieno recupero, Kelvin, entrato a partita in corso, si inventa il gol che vale il sorpasso per il Porto e la tragedia per il Benfica.

8. Brondby – FC Copenhagen: 0-1, Danimarca, 2003

In Danimarca la rivalità più sentita e duratura è quella tra Brondby e FC Copenhagen. E, come spesso accade, sono queste due squadre a giocarsi il titolo nazionale danese, nella stagione 2002-03. Nel 2003, appunto, Brondby e Copenhagen si affrontano nella penultima giornata della Danish Superleague, giornata che avrebbe deciso le sorti del campionato.

La partita è nervosa, tesa ed equilibrata, e si arriva al novantesimo minuto senza che sia stato ancora chiarito il futuro della partita e del campionato: il punteggio, infatti, rimane piantato sullo 0-0, ma non vi rimarrà molto a lungo. Bisognerà aspettare infatti il novantatreesimo minuto per vedere le sorti della partita cambiare in maniera radicale. L’eroe di giornata diventa il centrocampista Hjalte Nørregaard, che raccoglie un pallone disperato lanciato nel mezzo dell’area di rigore e mette a segno, al 93′ appunto, quello che si rivelerà essere il gol più importante della sua carriera. Il Copenhagen batte per 1-0 gli odiati rivali del Brondby, giusto in casa loro, e si aggiudica partita e soprattutto campionato. Una soddisfazione immensa che ha pochi eguali nella vita.

9. Manchester United – Bayern Monaco: 2-1, Champions League, 1999

Un’altra partita entrata nella storia del calcio, e forse anche nella cultura pop, come emblema della vittoria allo scadere, si, ma anche di come nello sport le cose possano cambiare in un batter d’ali, come nessuno sconfitto possa definirsi e proclamarsi tale almeno fino al momento in cui l’arbitro non fischia per tre volte. E’ la finale di Champions League del 1999, si gioca al Camp Nou, e in campo ci sono i tedeschi del Bayern Monaco e gli inglesi del Manchester United, a caccia del prestigioso trofeo.

Il Bayern Monaco si porta quasi subito avanti per 1-0, e sembra riuscire a mantenere intatto il suo vantaggio, fino al termine. Quando ormai manca pochissimo alla fine del match, si sta già bardando la coppa con i colori dei bavaresi, succede l’imponderabile. Negli ultimi 3 minuti di gara lo United ribalta il punteggio e riscrive la storia della partita. Ci pensano Teddy Sheringam e Ole Gunnar Solskjær, che mettono a segno due reti di rapina sorprendendo la difesa bavarese e regalano ai Red Devils la vittoria più bella e insperata, quella che ormai sembrava impossibile.

10. Real Madrid-Atletico Madrid: 4-1, Champions League 2014

Uno dei gol all’ultimo minuto più recenti, uno di quelli che valgono di più. 24 maggio 2014, Lisbona: va in scena il primo (ma non ultimo, e questo lo scopriremo dopo, però) derby di Madrid in finale di Champions League. In Portogallo si scontrano l’Atletico di Diego Pablo Simeone e il Real di Carlo Ancelotti, a caccia della Decima. Al 36′ del primo tempo i Colchoneros si illudono con il gol -ovviamente di testa- del solito Diego Godin, che già qualche giorno prima, proprio di testa, aveva segnato la rete decisiva per la conquista della Liga.

E’ una dolce illusione che sembra poter durare per sempre, una dolce illusione che fa sognare il popolo dell’Atletico, ma è un’illusione destinata a finire proprio sul più bello. Al 93′ infatti, in pieno recupero, quando tutto sembrava già scritto, arriva la capocciata di Sergio Ramos che riporta la partita in equilibrio, mandandola ai supplementari, dove poi il Real avrà la meglio su un Atletico praticamente sotto shock, vincendo per 4-1 e portandosi a casa la Coppa. Sergio Ramos, giusto qualche giorno fa, ha messo a segno un altro gol importante, nel finale di partita, per regalare al Real la Supercoppa Europea contro il Siviglia…

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